Unrwa, l’Onu indaga e dà incarico a Parigi. Israele: «Colpevoli»
Catherine Colonna (Ansa)
  • All’ex ministro Catherine Colonna, gradita al Qatar, la commissione sui legami con Hamas. Antonio Tajani agli Huthi: «Non ci intimidite».
  • Il nodo migranti accende lo scontro. Borrell striglia l’Ue: «Tutte le armi all’Ucraina».

Lo speciale contiene due articoli.

Ieri, Mohamed Ali al-Houti, uno dei principali dirigenti del movimento Ansar Allah, noto anche come Huthi e cugino dell’attuale leader Abdul Malik al-Houti, in un’intervista a Repubblica ha parlato dell’Italia e della missione europea nel mar Rosso, minacciando il nostro Paese: «L’Italia diventerà un bersaglio se parteciperà all’aggressione contro lo Yemen. Il suo coinvolgimento sarà considerato un’escalation e una militarizzazione del mare, e non sarà efficace. Il passaggio delle navi italiane e di altri durante le operazioni yemenite a sostegno di Gaza è una prova che l’obiettivo è noto». A lui ha subito risposto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «Non ci faremo intimidire. La missione dell’Ue nel Mar Rosso sarà di difesa operativa perché c’è un attacco in corso e quindi si prevede una reazione in risposta, se necessaria. Le regole d’ingaggio sono di reazione militare in caso di attacco con l’obiettivo di cercare di garantire la sicurezza dei trasporti». Poi, il ministro degli Esteri mentre si trovava a bordo della Nave Vulcano a La Spezia, ha nuovamente parlato della missione europea nel Mar Rosso: «L’Italia avrà il comando operativo, ci sarà la Caio Duilio che sarà presente nell’area e avrà il compito di tutelare la sicurezza delle nostre navi».

A proposito degli Huthi, ieri le forze statunitensi hanno effettuato una serie di attacchi aerei per neutralizzare cinque missili nello Yemen. Secondo il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), sono stati individuati i missili nelle zone dello Yemen controllate dai ribelli Huthi, ritenendo costituissero una minaccia immediata per le navi della Marina americana e per le imbarcazioni mercantili nella regione.

Ieri ha parlato l’Ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran, che ha fatto un appello «al mondo musulmano», chiedendo di sollecitare i propri governi «a interrompere le relazioni economiche con il regime sionista di Israele». Khamenei ha precisato (mentendo) che non si tratta di dichiarare guerra a Israele, «ma di esercitare una pressione economica attraverso richieste pubbliche avanzate da studiosi, scienziati, giornalisti e figure politicamente attive nel mondo musulmano».

La notizia del giorno comunque è che l’Onu ha formato una commissione indipendente per valutare la «neutralità dell’Unrwa» nell’attacco di Hamas contro Israele il 7 ottobre. L’agenzia che si occupa dei profughi palestinesi è al centro di furibonde polemiche dopo l’inchiesta che ha fatto emergere che almeno 12 suoi dipendenti avrebbero partecipato in varie forme ai massacri del 7 ottobre senza contare gli oltre 3.000 dipendenti che a vario titolo hanno espresso la loro gioia per gli attacchi. E chi è stato messo alla presidenza della Commissione? L’ex ministro degli Esteri francese ed ex ambasciatrice in Italia Catherine Colonna che negli ultimi mesi ha fatto la spola con il Qatar, grande protettore delle Fratellanza musulmana e di Hamas, e che oggi si è ritagliato lo spericolato ruolo di «mediatore» nel conflitto. Oltretutto si fatica a credere che la Colonna sia davvero «indipendente» dato che su X scrive che la Francia sta per stanziare 10 milioni di euro da inviare alle agenzie dell’Onu (e tra loro c’è l’Unrwa). Una vera beffa per i Paesi come l’Italia che hanno sospeso i contributi in attesa di indagini serie e approfondite. Perché mettere una come Catherine Colonna alla testa di una «commissione indipendente» che deve indagare sulle malefatte all’interno l’Unrwa? Risposta scontata: per continuare a far dare soldi all’agenzia e a coprire l’ennesimo scandalo dell’Onu.

Il ministro israeliano degli Esteri Israel Katz ha espresso le sue congratulazioni alle Nazioni Unite per la costituzione di una commissione indipendente incaricata di indagare sulle accuse rivolte all’Unrwa. Katz ha dichiarato: «Congratulazioni all’Onu per aver istituito il comitato investigativo. Noi presenteremo tutte le prove che evidenziano i legami dell’Unrwa e il terrorismo e i suoi effetti dannosi sulla stabilità regionale. È imperativo che questo comitato porti alla luce la verità, rendendo necessarie le dimissioni immediate del presidente dell’Unrwa».

Capitolo ostaggi. Benjamin Netanyahu ha dichiarato che «Hamas ha avanzato richieste sugli ostaggi che Israele non può accettare». Netanyahu ha ribadito la sua posizione, affermando che «il rapporto di scambio fra ostaggi e detenuti palestinesi deve essere simile a quello degli accordi precedenti, che prevedeva un ostaggio per tre detenuti palestinesi». Come si temeva quindi Hamas ha alzato la posta. Poi il premier israeliano ha sottolineato che Israele mira a ottenere una vittoria completa su Hamas, inclusa la neutralizzazione della leadership del gruppo. Netanyahu ha poi aggiunto che l’operazione israeliana deve continuare in tutte le aree della Striscia di Gaza e ha indicato che non si prevede di porre fine al conflitto prima di raggiungere questo obiettivo, anche se ciò richiederà del tempo, stimando mesi e non anni.

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