I pirati dei sottotitoli: studenti di giorno e traduttori di notte
  • Quando esce un film inglese lo mettono in rete in italiano a tempi record. Una community che conta migliaia di utenti.
  • Una di loro, che da dieci anni traduce a rotta di collo, racconta: «Ho paura di essere arrestata, ma non faccio niente di illegale. Non guadagno nulla: voglio solo dimostrare di valere più degli altri».

Lo speciale contiene due articoli.

La pirateria dei film è un reato, ma se sei un minimo sgamato del Web non ti può sfuggire quanto oggi sia facile vedersi film gratis on line, mentre sono in programmazione al cinema o addirittura sono appena usciti in un altro Paese e in Italia devono ancora sbarcare. Se invece il film è in lingua originale, spesso lo puoi trovare con tanto di sottotitoli in italiano. Ogni tanto compare una scritta che, con una sigla, indica i nomi dei traduttori. Ma non una settimana dopo, un mese dopo. No, la mattina seguente. Qualche ora di notte per tradurre ed è pronto per te, gratis.

Da più di dieci anni un piccolo esercito di persone entra in azione ogni volta esce un film o la nuova puntata di un serial. Traducono e sottotitolano i dialoghi dall’inglese all’italiano, in particolare opere prodotte negli Usa, ma non solo: ci sono traduttori da ogni lingua. Su di loro è stata realizzato anche un documentario, Subsheroes. Noi abbiamo parlato con alcuni protagonisti di questo pianeta sotterraneo e nottambulo che vogliono mantenere l’anonimato. Usano dei nick per comunicare.

«C’è chi ha paura di essere arrestato odenunciato», spiega Anna (non è il suo vero nome). «Di massima funziona sempre così», racconta Eva. «Dal Paese di origine dell’opera, più semplice se il mercato è quello immenso anglosassone, viene rilasciato in rete il testo dei sottotitoli nella lingua originale del film, su siti come opensubtitles.org, ma ce ne sono tanti altri. Gli utenti traduttori scaricano il testo, lo traducono e lo ripostano indicando il preciso minutaggio di ogni frase. È un lavoro certosino che prevede un’organizzazione armoniosa e fluida tra chi divide il lavoro, chi traduce e chi fa la revisione finale. Noi con i film in streaming però non c’entriamo nulla». Perché a quel punto i sottotitoli vengono scaricati da altre persone, sui siti on line dove si trovano i film piratati, poi sincronizzeranno con software ad hoc i testi dei sottotitoli con le immagini e li caricheranno per l’utente finale. «Chi fa quest’ultima operazione, che è ovviamente illegale, ci guadagna con le pubblicità. Ma chi ha lavorato sulla traduzione non guadagna nulla, lo fa solo per passione», dice Eva.

Italiansubs è la più grande community di sottotitolisti del mondo. Conta quasi 509.000 utenti registrati e circa 500 traduttori, 5 milioni di post e circa 73.500 file di sottotitoli. Italiansubs è anche diventato un film documentario a pagamento on line, Subs Heroes, diretto da Franco Dipietro, uno spaccato per capire logiche e dinamiche. Tutto nasce da un sedicenne bergamasco, in arte Klonni, che nel 2005 vuol vedere il serial The O.C., trasmesso da Italia 1. Ma bisogna aspettare i tempi biblici del doppiaggio per godersi le nuove puntate (il serial è un prodotto Usa). Così prova a fare dei sottotitoli e li condivide in rete. Pubblica un annuncio e in poco tempo aggrega una comunità fatta di nomi in codice come PilØ, Chiarachi, Metalmarco, Bettaro, Robbie. Sono persone comuni che fanno lavori come l’infermiere, lo studente di fisica ma hanno la passione dei film e dell’inglese. Non sono solo nerd della rete.ù

Con la serie Lost, una community di traduttori sottotitolisti rivale pubblica un episodio prima di loro. Non era previsto. Per rispondere all’onta, Klonni mette in piedi un team che lavora tutta la notte. I sottotitoli vanno in rete alle 8 del mattino, prima che sia disponibile il video della nuova puntata. La community va in estasi, gli utenti registrati aumentano in modo esponenziale. Diventano un punto di riferimento mondiale. Da allora non smetteranno mai di crescere determinando i tempi di messa on line dei serial e dei film. Con il serial Narcos, la storia di Pablo Escobar, hanno influenzato le scadenze di pubblicazione on line in Italia di Netflix.

«Uno dei motivi del successo di Italiansubs è aver dato una nuova libertà al pubblico,» racconta Bettaro, studente di fisica. Hanno persino creato un database per il team di sottotitolatori, L’esperto risponde, in cui ci si scambia consigli e terminologie tecniche. Oltre a Italiansubs ci sono anche gruppi come Subspedia, Traduttori anonimi, Subfactory, Srtproject, Subpassion o Asianworld che traduce solo film asiatici. Passione, competizione, tutto per avere la libertà di scegliere cosa vedere. Capacità di lavoro in sinergia per raggiungere un obiettivo comune e un po’ di vanità come quando sostengono: «Abbiamo spiegato ai produttori cosa il mercato volesse». La tv generalista e i broadcaster sono i «nemici».

Non tutti però hanno gradito l’iniziativa. Doppiatori e traduttori hanno manifestato dure critiche «perché toglie il lavoro a chi lo fa, pagato». E c’è chi minaccia denunce come Fapav, la federazione che tutela i contenuti audiovisivi e multimediali.

Per i nativi digitali delle community la comunità è tutto e il singolo passa in secondo piano. Se gli negano il piacere di vedere ciò che vogliono, si uniscono, diventano più efficienti di una colonia di formiche cinesi, e non per rivendicare un diritto. Capaci di lavorare senza sosta e senza 1 euro, ottimizzando le risorse con un efficienza e qualità da team coreano. Per la felicità dei sindacati. Solo per passione e senso di sfida? O c’entra un po’ anche la vanità di esserci riusciti, a dispetto di chi in un’Italia senza meritocrazia li dipinge chusy e all’estero english for dummies, persuasi anche dagli sfondoni in supercazzola di Matteo Renzi in inglese. Eppure con Internet il mondo si capovolge, anche da noi.

Klonni racconta che a un certo punto ha dovuto scegliere tra la passione per i sottotitoli e le altre, la fidanzata e il tempo per gli amici. La vita vera insomma. Quando sceglie la vita viene isolato e contrastato dalla community. Ma Italiansubs non muore, anzi continua a crescere senza di lui. Nell’era della videocrazia, per uno che ha scelto la vita vera altri 400 hanno preferito i serial e i film. Anche se il film migliore è la vita che devi ancora vivere.

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