La fine dei divieti ha portato a una ripresa dei viaggi, anche se i numeri sono inferiori a quelli pre pandemia. Interessanti i portali di prenotazione e le grandi società alberghiere. Più in difficoltà le compagnie aeree.

La voglia di viaggiare continua a crescere anche se i rischi di recessione sono, secondo diversi economisti, dietro l’angolo. Negli scorsi mesi, negli Stati Uniti, un questionario sul tema del turismo ha evidenziato come per oltre il 54,4% degli americani il viaggio sia una priorità di budget «estremamente alta», «alta» o «piuttosto alta» visto che gli intervistati ritenevano il viaggio un investimento «utile», anche in caso di contrazione dell’economia.

D’altronde, la pandemia ha fortemente colpito questo settore che sta ora cercando di rialzare la testa. Le stime mostrano che il comparto vale quasi 6.000 miliardi di dollari, anche se non è sempre facile identificarlo poiché incorpora molte industrie tra cui alloggi, trasporti, attrazioni, compagnie di viaggio e altro ancora.

Per intenderci, prima della pandemia i viaggi e il turismo (compresi i suoi impatti diretti, indiretti e indotti) valevano il 25% di tutti i nuovi posti di lavoro creati al mondo e il 10,3% del Pil globale.

Ora questa «mania» è tornata alla ribalta. L’agenzia delle Nazioni Unite per il turismo ha affermato che oltre 900 milioni di turisti hanno effettuato viaggi all’estero nel 2022, poiché diversi Paesi con restrizioni rigide sul coronavirus hanno allentato le regole.

Questa cifra rappresenta il 63% rispetto ai livelli pre pandemia, secondo lo studio. Nel 2019, quasi 1,5 miliardi di persone hanno viaggiato all’estero e c’è quindi grande attenzione per questo settore che da qualche mese ha visto, con la riapertura progressiva della Cina, un altro fattore catalizzante.

Del resto, le restrizioni alle frontiere sono state recentemente abolite e il Paese ha registrato quasi 40 milioni di entrate e uscite nei primi due mesi, mentre Thailandia e Giappone sono fra le nazioni che stanno maggiormente beneficiando di questi flussi, anche se ancora molto lontani da quelli pre pandemia. In tutto il mondo, poi, molti lavoratori negli hotel e in altre attività incentrate sul turismo hanno cambiato carriera durante i lockdown e uno dei problemi più forti che si riscontra quasi ovunque è la carenza di personale.

Insomma, anche il turismo è vittima di quello che viene chiamato «revenge spending», quel fenomeno che porta a spendere (in questo caso in viaggi) come risposta alla reclusione forzata avvenuta con il Covid-19.

Così, l’indice S&P400 hotels restaurants & leisure si è mostrato in rialzo, da fine 2019 a oggi, del 66% (in dollari), nulla a che vedere insomma con la flessione del 45% dell’S&P1500 passenger airlines, andamento confermato anche dall’indice Bloomberg world airlines, in calo del 32% circa. In pratica, le azioni di società coinvolte nei business di hotel e ristorazione sono riuscite a recuperare in parte il calo dovuto alla pandemia, facendo decisamente meglio dei vettori aerei.

In effetti, le azioni degli hotel Intercontinental hanno guadagnato il 94,4% in tre anni, così come il titolo di Booking.com, che è cresciuto del 98,6%. Hanno fatto bene anche i titoli degli alberghi Accor (+35% in 36 mesi). Tra i vettori aerei, da segnalare le azioni di Ryanair (+68,7% in tre anni) e quelle di Lufthansa (+80% nello stesso periodo). In difficoltà il titolo Carniva, stressato dalla pandemia, con una flessione del 22,3% negli ultimi tre anni, a fronte di una ripesa del 23,5% nel 2023.

«Tra i prodotti da investimento legati al settore, l’Etf iShares stoxx Europe 600 travel & leisure è fra quelli con maggiori masse in gestione e replica l’andamento dei principali titoli quotati in Europa che operano in questo comparto (società come Ryanair, Intercontinental hotel, Deutsche Lufthansa, Accor, Tui, Air France insieme con società specializzate soprattutto nel settore delle scommesse)», spiega Salvatore Gaziano, direttore investimenti Soldiexpert scf. Hanetf, emittente specializzato in Etf tematici, ha nella gamma un fondo tematico legato al settore turistico (The travel ucits etf) che si propone di tracciare la performance dei titoli delle società coinvolte nel settore turismo/viaggi, suddividendole in quattro diverse categorie: compagnie aeree, società alberghiere, compagnie di crociere e agenzie di viaggio. Sia l’Etf europeo sia quello globale da inizio anno mostrano una performance a doppia cifra e molte delle società più importanti nel settore alberghiero e delle prenotazioni mostrano un andamento molto sostenuto, a riprova che sul comparto è tornata l’attenzione degli investitori.

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