Sostegno alla «Verità» dopo gli insulti di Falasca
Il vicesegretario di Più Europa, Piercamillo Falasca (Imagoeconomica)
Il vicesegretario di Più Europa aveva definito questa testata un «giornale di m…».

«Ignobili e volgari attacchi»: così, da Fratelli d’Italia, vengono definiti gli insulti rivolti al nostro giornale dal vicesegretario di Più Europa, Piercamillo Falasca. Facciamo un ripasso: due giorni fa, condividendo su X un nostro articolo in cui dicevamo che Sergio Mattarella «si accoda all’opposizione» nella sua esternazione sui fatti di Pisa, Falasca twittava: «Mattarella si accoda alla Costituzione e alla democrazia, non a una parte politica. La Verità è davvero un giornale di merda, non ho una definizione meno volgare per esprimere il concetto».

Davvero un fulgido esempio di rispetto della libera stampa da parte di un esponente politico, seppur a capo di un partito che ha più editorialisti che elettori.

L’insulto non è passato inosservato e ieri i capigruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, e alla Camera, Tommaso Foti, ci hanno espresso solidarietà con una nota: «Desideriamo esprimere a nome dei deputati e dei senatori di Fratelli d’Italia vicinanza e solidarietà al direttore Maurizio Belpietro e a tutti i giornalisti della Verità, che sono stati oggetto di ignobili e volgari attacchi da parte del vicesegretario di Più Europa, Piercamillo Falasca. Al di là delle divergenze di opinioni e della libertà di pensiero deve essere chiaro che non si deve mai trascendere quelle che sono le regole del rispetto della dignità della persona e del lavoro, specie in un momento come questo dove assistiamo a una recrudescenza di dichiarazioni volgari e atti intimidatori proprio da parte di esponenti dell’opposizione verso il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni». Su X, anche il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, si è fatto sentire: «Esprimo vicinanza al direttore Belpietro e a tutti i giornalisti della Verità che sono stati oggetto di un attacco volgare da parte del vicesegretario di Più Europa», ha scritto.

Ma il nervosismo di Falasca è in qualche modo comprensibile. Questi devono essere tempi ben grami per chi, ai tempi del governo Draghi, in qualità di consigliere di Mara Carfagna al ministero per il Sud e la Coesione territoriale, poteva mettersi in tasca in rapida successione 75.000 euro (febbraio-novembre 2021), 90.000 euro (dicembre 2021) e 100.000 euro (gennaio-giugno 2022) di soldi pubblici. «Per me è un impegno gravoso», commentò al momento della nomina. Il peso di quella fatica, evidentemente, continua a farsi sentire sulla sua lucidità.

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