Il cdm approva il dl Coesione e la revisione del regime Irpef e Ires. Attesi i decreti attuativi per la detrazione 120%. Misure per attirare i ricercatori nel Mezzogiorno. Mauizio Leo: «Il concordato preventivo serve a trovare risorse per tagliare le tasse al ceto medio».

Il cdm di ieri ha approvato il decreto Coesione che presenta misure focalizzate principalmente per il Centro e Sud Italia, il tredicesimo decreto fiscale in attuazione alla delega, che ha messo ordine sui redditi agrari, dipendenti, autonomi e di impresa e infine, ha confermato anche l’arrivo del decreto attuativo sulla super deduzione al 120 e 130% se si assume nuovo personale con un’attenzione particolare ai giovani, alle donne e agli ex percettori del Reddito di cittadinanza.

Il decreto fiscale ha messo ordine nella disciplina Irpef e Ires con l’obiettivo di semplificare e armonizzare. Per quanto riguarda i redditi agrari, visto che la disciplina civilistica è più avanzata rispetto a quella fiscale, il decreto le ha allineate decidendo che, in riferimento alle attività agricole più evolute, una parte dell’attività resterà agricola, mentre la restante diventerà attività di impresa che sarà determinata forfettariamente. Il decreto poi si focalizza sui redditi da lavoratore dipendente stabilendo lo slittamento del bonus da 100 euro a gennaio 2025, visto che le risorse per il 2024 sono già state tutte usate per mettere a terra i precedenti decreti fiscali. Il bonus è destinato a «un milione, un milione e 100 famiglie» ha spiegato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, e riguarda i nuclei, che nel 2024, hanno realizzato un reddito complessivo fino a 28.000 euro. Per le famiglie monogenitoriali la condizione per ottenere il bonus è che «il figlio deve beneficiare della detrazione per figli a carico». Questa misura è temporanea e rappresenta il «primo tassello che vogliamo fare per le tredicesime, trovando le risorse», ha spiegato Leo in conferenza stampa, ricordando che il testo della delega fiscale fissa come obiettivi da raggiungere una graduale detassazione delle tredicesime, degli straordinari e dei premi di produttività.

Su quest’ultimo punto il decreto Fisco non è intervenuto. Nelle bozze era invece previsto un aumento dall’attuale 5% all’aliquota ordinaria del 10%. Il dimezzamento della tassazione durerà dunque fino a fine anno, e poi sarà la prossima legge di bilancio a dover decidere nel merito. Tornando al decreto Fisco, la semplificazione riguarda anche la revisione del regime di tassazione dei redditi di lavoro autonomo, «la riorganizzazione degli studi professionali per i quali viene garantita la neutralità fiscale e l’introduzione di nuove semplificazioni per il reddito da lavoro di impresa», ha sottolineato il sottosegretario all’Economia e Finanze, Lucia Albano. Si è infatti andata ad allineare la disciplina civilistica e quella fiscale in modo da evitare che ci siano tante modifiche nella dichiarazione dei redditi rispetto ai dati di bilancio. Restando in tema fiscale Leo ha poi spiegato che nel 2025 il primo obiettivo sarà quello di andare a consolidare le tre aliquote fiscali Irpef e alleggerire la pressione fiscale sul ceto medio, solo se ci saranno delle entrate rilevanti del concordato preventivo biennale.

Il cdm ieri ha poi anche approvato il decreto Coesione «inserito nella revisione del Pnrr; la riforma della politica di coesione è una degli obiettivi della sesta rata», ha spiegato il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto. Un decreto che contiene diverse misure destinate al lavoro, con un forte focus sul Sud. In particolare, sono stati stabiliti tre bonus: uno dedicato all’occupazione giovani, uno alle lavoratrici svantaggiate e l’ultimo agli over 35 che risiedono nella zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno. Il bonus per chi assume under 35 che non hanno mai lavorato in modo stabile, a tempo indeterminato a partire dal 1° luglio 2024 al 31 dicembre 2025, consiste in uno sgravio contributivo del 100% che può arrivare fino a un massimo di 500 euro al mese per due anni. L’agevolazione sale a 650 euro al mese se si assumono lavoratori in una sede situata in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. Per il bonus donne il limite massimo dell’esonero contributivo è fissato a 650 euro su base mensile e l’agevolazione spetterà solo a quelle imprese che assumono a tempo indeterminato donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. Il terzo bonus riguarda le Zes ed è riconosciuto se si assumono lavoratori over 35 anni che non lavorano da almeno un anno, in una sede che si trova in Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. L’esonero è di 500 euro al mese per massimo 30 mesi.

Queste misure devono essere lette insieme con il decreto attuativo, in arrivo, sulla super deduzione sulle assunzioni, previsto nel primo decreto fiscale. La misura prevede la deduzione del costo del lavoro per tutte le imprese indipendentemente dalla forma societaria del 120% se si assume nuovo personale. Questa sale al 130% in caso di assunzione di donne, giovani, ed ex percettori del Reddito di cittadinanza. Il decreto attuativo che arriverà avrà effetto retroattivo ed eserciterà i suoi effetti a partire dal 1° gennaio 2024.

Altro capitolo inserito nel decreto Coesione è poi rivolto ai ricercatori. Si è dunque deciso di mettere in campo delle misure per attrarre i cervelli che sono scappati all’estero con la strutturazione di progetti di ricerca ad hoc «per consentire ai ricercatori di trovare conveniente la possibilità di ritornare e stare nel Sud Italia», ha concluso Fitto. L’idea è dunque quella di avviare delle iniziative di ricerca per favorire l’innovazione e richiamare dall’estero i cervelli che hanno le capacità per lavorare sui progetti messi in campo.

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