Arrivano i banchi a rotelle Ma il sindaco del Padovano vuole rispedirli a Invitalia
  • In una media di Cadoneghe, consegnate (senza bolla e schede tecniche) sedute leggere con appoggi per i libri molto piccoli. L’azienda replica: «Ottimi prodotti, molto comodi»
  • La Lega lancia un’altra interrogazione e chiede che Domenico Arcuri sia ascoltato in commissione

Lo speciale contiene due articoli

I primi banchi a rotelle sono stati consegnati e sarebbero una vergogna. Marco Schiesaro, sindaco di Cadoneghe, nel Padovano, due giorni fa ha pubblicato su Facebook un video sull’arrivo degli arredi scolastici tanto apprezzati dal ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. «Mentre le scuole cadono a pezzi, guardate per cosa vengono spesi decine di milioni di euro dei cittadini», titolava il breve filmato, che mostra come sono i banchi ai quali siederanno i nostri ragazzi.

Schiesaro assicura che «li farà rispedire al mittente». Nel video si vedono piccoli banchi di plastica, con rotelline che sembrano incapaci di garantire stabilità e resistenza nel tempo, mentre vengono scaricati da due Tir davanti alla scuola media Don Milani di Cadoneghe. «Se non fosse stata la polizia municipale a segnalarmi l’arrivo dei camion “con le sedie dell’Azzolina“, quei banchi sarebbero finiti all’interno dell’istituto senza che potessi vederli», racconta il sindaco, in disaccordo fin dal primo momento con la scelta del dirigente scolastico, Giovanni Petrina, «di far acquistare banchi a rotelle solo per compiacere il ministro». Dagli scatoloni, leggerissimi, Schiesaro ha visto uscire 165 oggetti di plastica componibili. «Seduta bassa, non regolabile e destinati a rompersi con grandissima facilità», annota il sindaco. Chiediamo al sindaco se non ci sia un errore, forse quei banchi erano per una materna o una primaria. «Macché, sono tutti per gli studenti della seconda media», esclama Schiesaro. «Mi chiedo come faranno dei ragazzini a restare seduti per ore su quelle seggiole rotanti. E se sono un po’ robusti di costituzione che cosa accadrà? Le sedute si rompono e gli alunni si fanno del male?». Guardando le immagini caricate sui social e pervenute in redazione, balza all’occhio un altro difetto di questi banchi di «nuova generazione». Il tavolino incorporato è microscopico, inutile. Potrà servire per poggiarvi due penne e un quadernetto, nulla più. Ma alle medie i libri in classe sono necessari, a questo il ministro Azzolina non deve aver pensato. E se si è mancini? Nulla da fare, l’utilizzo del piano d’appoggio è previsto solo per i destrorsi, gli altri si arrangino.

Sotto la seduta c’è un vano presumibilmente portaoggetti, circolare e microforato. I banchi sembrano leggerissimi, eterei, anche se consentiranno facili e veloci spostamenti nelle aule come auspica la responsabile del Miur, in modo da mantenere le distanze gli uni dagli altri. «Da quando ho pubblicato il video i genitori mi tempestano di telefonate», assicura Marco Schiesaro. «Chiedono: “Sindaco, ma mia figlia dovrà sedersi là?” Quando rispondo che sarà così, per tutto l’anno scolastico, mi rispondono che allora terranno i ragazzi a casa». È un mistero quanto siano costati questi arredi, il primo cittadino di Cadoneghe afferma di ignorarlo dal momento che si tratta di una fornitura gratuita predisposta dal ministero. «Fossero stati pagati anche solo 120 euro l’uno, metà del prezzo stabilito nell’appalto nazionale, si tratta comunque di 20.000 euro buttati. Non servono e per di più sono pericolosi», osserva il sindaco leghista». Mistero anche sulla provenienza, «gli autisti non hanno potuto dirmi da dove proveniva il carico», racconta esterrefatto. «Non c’era una bolla di consegna, nemmeno una scheda tecnica dei prodotti. Nessuna marcatura di conformità». Il ministero dell’Istruzione permette che vengano effettuate forniture non certificate in una scuola? E se ci saranno contestazioni sui banchi, se qualche studente cadrà da quelle ridicole rotelle, chi ne risponderà?

Il sindaco racconta alla Verità di essere poi riuscito a scoprire da dove arriva la merce, ovvero dalla Estel group di Thiene, in provincia di Vicenza. Azienda fondata da Alfredo Stella nel 1937 e oggi diretta da Alberto Stella assieme ai figli Massimo e Matteo, sul sito dichiara di fornire soprattutto uffici, residence e hotel e di essere tra le realtà italiane più importanti del settore. «Non devono essere loro i produttori delle sedute a rotelle. Mi hanno detto che forse arrivano dall’outlet aziendale o da fallimenti», ipotizza il sindaco. Aggiunge: «Quindi grazie al bando di Arcuri ci sono aziende che forniscono banchi senza fabbricarli, trovando sul mercato i pezzi più convenienti che poi finiscono nelle nostre scuole. Per i nostri studenti».

Smentisce queste «illazioni» il responsabile commerciale della Estel, che dopo diverse telefonate ha finalmente risposto alla Verità. «Nessun mistero, quei banchi arrivano da pochi chilometri di distanza da Cadoneghe, dalla nostra azienda di Thiene che ha partecipato alla gara europea», precisa Massimo Stella. Il figlio del titolare garantisce la qualità degli arredi che stanno realizzando, «tutti italiani, stampati nel Nord Est, abbiamo destinato 10.000 metri quadrati solo per l’assemblaggio di questi banchi innovativi, ci stanno lavorando quasi duemila persone tra operai e indotto». Stella definisce «ottima» la performance dei 200.000 banchi a rotelle che si è impegnato a fornire e che ha «già distribuito per il 12% nelle scuole». Le bolle di consegna dichiara che sono intestate a Invitalia, i banchi «costano molto di più dei 120 euro ipotizzati dal sindaco» e sarebbero molto comodi: «Mio figlio che frequenta la seconda media a Thiene già li ha in classe e si trova benissimo». Il sindaco di Cadoneghe promette: «Lunedì chiederò di rispedire i banchi al mittente, perché certe scelte fatte per accontentare il governo vanno condivise con gli amministratori locali».

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