Non è elegante infierire più del dovuto, anche perché dobbiamo ammettere che quello di segretario del Pd è un lavoro ingrato, che la gran parte degli italiani non vuole più fare. Tuttavia è difficile non notare le pessime acque in cui nuota la sinistra italica, la quale riesce nella titanica impresa di trovarsi ancora più in difficoltà rispetto al governo, benché quest’ultimo abbia un bel numero di gatte da pelare. Quale sia lo stato di salute dei democratici lo svela il caso Vannacci: il generale, da solo e armato di un libro autoprodotto, è attualmente la più visibile forza di opposizione. Egli catalizza il malcontento e lo fa – nemmeno troppo paradossalmente – guardando a destra, riducendo i dem a comparse o poco più. Non che all’interno del Pd le cose vadano meglio: a rubare la scena a Elly Schlein ci pensa da settimane Stefano Bonaccini, il quale il più delle volte strepita inutilmente, ma riesce comunque a risultare più concreto dell’avversaria interna.
Dopo giorni di evanescenza pressoché totale, la Schlein è ritornata a parlare, e ovviamente ha scelto un tema di sicuro impatto popolare: l’accoglienza. Se l’è presa con il governo che ha multato e fermato le navi delle Ong, accusandolo di applicare una legge «disumana» e di essere talmente crudele da aver introdotto il «reato di solidarietà». Solita tiritera, per carità. Solo che questa volta il contesto è appena diverso, e la mirabolante segretaria è riuscita a far emergere con prepotenza il clamoroso subbuglio che s’annida nel ventre dei dem.
Come noto, infatti, da qualche settimana sui quotidiani progressisti tiene banco la protesta dei sindaci, i quali lamentano difficoltà ad accogliere il gran numero di stranieri approdato di recente sulle nostre coste. Tra i principali interpreti della sollevazione c’è il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, delegato Anci per l’immigrazione, il quale ha dichiarato a Italia Oggi: «Il sistema è saturo ed è come se si stesse rincorrendo un’eterna emergenza mettendo soltanto toppe. Non ha senso inquadrare questo problema in un sistema emergenziale. Ed è dal 2015 che a governi tecnici, di sinistra e ora di destra, diciamo sempre la stessa cosa: non si può fare finta di non vedere che i territori non riescono più a fare fronte. In molti centri le persone fisicamente non ci stanno più. È come se fossimo in mezzo a una tempesta perfetta e sono state promesse cose insostenibili».
Con Biffoni si sono schierati anche Giorgio Gori, Dario Nardella e altri primi cittadini democratici. Anche loro, va detto, esibiscono un bel quantitativo di ipocrisia: hanno fatto i fenomeni per anni accusando la destra di razzismo e adesso piagnucolano perché i migranti son troppi. Ci vuole una bella faccia tosta, senza dubbio. Dopodiché il problema esiste a prescindere dal fatto che a sollevarlo siano degli ipocriti, e il governo si sta industriando per risolverlo in qualche maniera, consapevole di dover fare fronte a difficoltà oggettive.
Ed è esattamente qui che sta il capolavoro di Elly. Mentre i suoi amministratori locali sbraitano di non farcela più, lei che fa? Si mette a difendere le Ong e a chiedere più accoglienza. Lo ha fatto, tra l’altro, dalla festa dell’Unità di Reggio Emilia, luogo più che mai emblematico. Il locale assessore al Welfare, Daniele Marchi, se n’è appena uscito con una dichiarazione da leghista d’altri tempi: «Se va avanti così», ha detto, «carico dei pullman e porto tutti i migranti a dormire al Viminale».
In Emilia, per altro, si segnalano gli alti lai dell’Unione Comuni Val d’Enza i cui sindaci – tutti piddini – un paio di giorni fa si sono schierati all’unisono contro l’apertura di un centro per migranti a Martorano (Parma). «Non possiamo interferire su questa decisione, ma avremmo voluto essere informati. Siamo molto preoccupati per gli aspetti sanitari e di integrazione di quello che potrebbe essere un centro accoglienza per 100 persone», ha detto alla Gazzetta di Reggio Luca Ronzoni, presidente dell’Unione Val d’Enza, sintetizzando il pensiero dei suoi colleghi.
Sarebbe opportuno che, prima di berciare all’indirizzo del Viminale, i dem si chiarissero al loro interno. Qual è la linea che sostengono? Quella più severa in stile Minniti invocata dai sostenitori della corrente di Stefano Bonaccini? Quella chiusurista dei sindaci? Oppure quella pro accoglienza e pro Ong della Schlein? Il dettaglio non è irrilevante, anche per capire quale atteggiamento terranno le sinistre a livello europeo, cioè lì dove si gioca la vera partita. Ieri dalla Commissione europea è arrivato un comunicato oltre il limite del grottesco: «La Commissione», si legge nel testo, «è consapevole e continua a essere molto preoccupata per l’aumento degli arrivi nel Mediterraneo centrale e in particolare in Italia. La Commissione ha collaborato con le autorità italiane per contribuire a decongestionare l’hotspot di Lampedusa, in particolare attraverso l’assistenza di emergenza che consente il trasferimento aereo dei migranti vulnerabili dall’isola ad altre località del territorio italiano. La Commissione è consapevole della pressione sul sistema di accoglienza in Italia, l’ha sostenuta nell’affrontare le sfide migratorie ed è pronta a farlo ancora». Che ci abbiano sostenuti è una bella bugia e che siano genericamente pronti a farlo ancora non significa nulla. Altro paio di maniche sarebbe se l’Ue intervenisse nella stipula di accordi con le nazioni di provenienza, al fine di bloccare le partenze. Ma, appunto, si tratta degli stessi accordi che sono duramente contestati dalle Ong con cui si è schierata la Schlein.
Se dal governo ci si aspetta il massimo possibile di interventismo in materia, dalla sinistra ci si aspetterebbe almeno un filo di dignità e di coerenza. Altrimenti, i dem potrebbero tornare a rintanarsi nel silenzio estivo e lasciare che sia il generale Vannacci a fare l’opposizione.
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