Elly Schlein è segretaria del Pd da poco più di sei mesi, tuttavia prima di vincere le primarie e scalare il Partito democratico ha fatto per cinque anni l’europarlamentare. Dunque, certe cose dovrebbe saperle. Invece, al contrario, la leader della sinistra sembra nata ieri.
Infatti, quando il governo ha annunciato l’apertura di nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio, ovvero di strutture in cui trattenere per almeno 18 mesi i migranti che non hanno diritto a rimanere in Italia, e di una specie di fideiussione per chiunque voglia evitare di rimanervi rinchiuso, la numero uno di Largo del Nazareno ha parlato di trattamento inumano, quasi che l’Italia si candidasse a diventare una sorta di Cile sotto Pinochet. In realtà, la segretaria del Pd, che a Bruxelles è stata dal 2014 al 2019, avrebbe dovuto sapere che i Cpr per trattenere i clandestini sono la regola in Europa, così come la garanzia economica richiesta a coloro in attesa di essere rimandati a casa sia prevista da una direttiva europea. Insomma, niente di inumano. In Italia non ci sono, né vi saranno in futuro, dei lager dove verranno rinchiusi gli extracomunitari prima dell’espulsione. E la fideiussione non è una «crudeltà del governo che cozza contro il diritto internazionale», ma una misura che adegua il nostro Paese alle disposizioni europee. Ed Elly, da ex parlamentare di Bruxelles, dovrebbe saperlo.
Purtroppo, la segretaria del Pd non è la sola smemorata speciale. Come lei, e forse peggio di lei, c’è Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia nel governo di Matteo Renzi prima e di Paolo Gentiloni poi. Commentando il decreto per l’istituzione di nuovi Centri per il rimpatrio, l’ex vicesegretario del Pd ha attaccato il governo. Peccato che anni prima, quando era Guardasigilli, proprio lui, insieme al ministro dell’Interno Marco Minniti, avesse firmato un provvedimento per l’estensione dei Centri di detenzione per migranti irregolari. Il decreto di Minniti e Orlando prevedeva addirittura l’abolizione del secondo grado di giudizio per gli extracomunitari destinatari di una misura di espulsione, ma non risulta che allora i vertici del Partito democratico abbiano protestato. Anzi, di fronte alla contrarietà di alcune comunità locali che non gradivano l’apertura dei nuovi centri sotto casa, Orlando disse che dietro alle manifestazioni di quella specie di sindrome Nimby applicata ai migranti c’era la destra xenofoba, contraria a definire qualsiasi approccio ragionevole nei confronti di chi non aveva diritto a restare nel nostro Paese. Il decreto, oggi inumano, con la sinistra al governo, era insomma molto umano e la crudeltà era semmai di chi aveva il coraggio di dissentire.
Ma tra i tanti smemorati speciali c’è anche Concita De Gregorio, la quale dalle pagine di Repubblica si scaglia con tutto l’armamentario della sinistra contro il decreto del governo. Per l’occasione l’ex direttore dell’Unità scomoda la P2, riabilitandola perché «si fondava sul fatto che lo Stato non è solo esattore di imposte», il Metoo basato sul dare per avere, e anche il pizzo, «che è una tradizione antichissima di questo Paese», «tratto identitario del Made in Italy nel mondo». Sì, per attaccare la fideiussione richiesta a chi è entrato in questo Paese ed è in attesa di sapere se dovrà andarsene o gli sarà consentito di rimanere, Concita ricorre al peggio, alle associazioni massoniche e a quelle a delinquere. Non importa che la vera estorsione sia praticata da coloro che «aiutano» i migranti ad arrivare in Italia facendosi pagare profumatamente e in anticipo prima di mandarli a rischiare la vita a bordo di una bagnarola. Non è neppure rilevante che in passato un governo di sinistra e un ministro dell’Interno di sinistra abbiano pagato le bande di predoni libiche pur di trattenere i clandestini di là dal Mediterraneo. No, ciò che indigna la collega è che si chiedano 4.938 euro a persone che pur non avendo titolo di restare hanno intenzione di provarci. Una richiesta che secondo la De Gregorio ci equipara agli scafisti, perché è esattamente in linea con il sistema criminale «a cui ci siamo assuefatti».
Non importa che altrove, ad esempio nella civilissima Danimarca, sia richiesto ai profughi di mantenersi e il pagamento sia preteso in anticipo. Non importa che i Cpr e pure la fideiussione siano parte di una direttiva europea in vigore da dieci anni. Né rileva che la democraticissima Francia gli immigrati a bordo della Ocean Viking appena sbarcati a Tolone li abbia rinchiusi in un Cpr prima di espellerli quasi tutti. No, questo non è importante. Ciò che conta è dire che lo Stato, se fa lo Stato e difende i confini, è criminale. Per Concita la smemorata che non sa nulla di Europa, di Orlando e Minniti, siamo gente senza memoria e contro il destino infame invita alla ribellione. «Chiedere soldi a chi non ha vita è miserabile». Già, invece regalarli a chi con i migranti ha accumulato fortune è encomiabile. Ma degli scandali di profugopoli sono certo che Concita Che Guevara si è già dimenticata.
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