I pesi massimi dei social si picchiano in Italia
Mark Zuckerberg ed Elon Musk (Ansa)
  • Si avvicina la scazzottata tra Elon Musk e Mark Zuckerberg: dopo l’ok di Giorgia Meloni, l’incontro tra i due magnati di Twitter e Facebook si terrà nel nostro Paese. Ma Gennaro Sangiuliano chiarisce: «Non a Roma. I proventi a due ospedali pediatrici». Maurizio Gasparri: «Intanto paghino le tasse».
  • Panico a Oxford Street, con orde di giovani che hanno rapinato negozi e aggredito agenti.

Lo speciale contiene due articoli.

Due miliardari che si sfidano a calci e pugni nell’arena del Colosseo? Al giorno d’oggi, soprattutto se hai disponibilità economiche da capogiro, ogni cosa appare possibile. Nel concreto, i due gladiatori postmoderni sono Elon Musk e Mark Zuckerberg, ossia i due imperatori dell’alta tecnologia, che si sono dati appuntamento sul ring per un duello di arti marziali miste (Mma).

Tutto ha avuto inizio lo scorso 22 giugno. Rispondendo a un utente, che gli chiedeva del nuovo social (Threads) con cui Meta intende fare concorrenza a Twitter, Musk si era detto pronto a sfidare «Zuck» in un combattimento corpo a corpo. Tra il serio e il faceto, il cofondatore di Facebook ha colto la palla al balzo e, postando uno screenshot del tweet del rivale, ha commentato con un laconico «dimmi dove». A quel punto, il proprietario di SpaceX ha replicato proponendo il Vegas Octagon, ossia la gabbia in cui si svolgono i combattimenti organizzati dall’Ultimate Fighting Championship (Ufc), la più nota associazione di arti marziali miste a livello mondiale.

Ai due sfidanti, però, alla fine Las Vegas deve essere parsa una location troppo scontata. D’altronde, la disfida tra due plurimiliardari è qualcosa di inedito, perlomeno dai tempi dei delitti d’onore e delle pistole all’alba. Un evento, insomma, che merita una cornice unica e suggestiva. E cosa c’è di più suggestivo dell’arena in cui i gladiatori romani combattevano per la vita o la morte? È quello che devono aver pensato anche Musk e Zuckerberg, che pian piano hanno cominciato a pensare proprio all’Urbe eterna come inimitabile scenografia per il loro spettacolare incontro.

Naturalmente, per quanto ricchi sfondati (fino a pochi mesi fa, secondo Forbes, il patron di Tesla era l’uomo più danaroso del pianeta), un combattimento al Colosseo presenta difficoltà logistiche evidenti. Senza contare l’inopportunità «etica» di far combattere, in un monumento storico tanto iconico, due miliardari in cerca di visibilità e con il testosterone a mille. A marciare su questa ipotesi è stata soprattutto la stampa statunitense, che ha parlato di negoziati tra imprenditori e autorità italiane, iniziando a fantasticare sul «più grande combattimento della storia mondiale nell’arena più leggendaria della storia: il Colosseo». Di recente, peraltro, Dana White, il presidente dell’Ufc, ha rilanciato l’ipotesi dell’Anfiteatro Flavio: «Ho già avuto un incontro con il ministero della Cultura in Italia per organizzare l’incontro al Colosseo», ha dichiarato a Hotboxing, il podcast di Mike Tyson. Aggiungendo che, secondo le sue stime, tra diritti tv e pubblicità l’evento potrebbe fruttare la bellezza di un miliardo di dollari.

Dopo tanto parlare, però, nella giornata di ieri le cose sono apparse più chiare: «Il combattimento sarà gestito dalle fondazioni mia e di Zuck, e non dall’Ufc», ha scritto su X (già Twitter) Elon Musk in persona. Il duello, ha specificato, verrà trasmesso «in livestream su questa piattaforma e su Meta. La scenografia sarà l’antica Roma, quindi niente di moderno». Nei commenti al tweet, inoltre, il patron di Tesla ha sottolineato che «tutto avverrà nel pieno rispetto del presente e del passato dell’Italia», mentre «il ricavato andrà ai veterani». Le trattative, a detta di Musk, sarebbero in stato avanzato: «Ho parlato con la premier italiana e il ministro della Cultura. Hanno concordato su una location epica».

A stretto giro di posta, è intervenuto sulla vicenda lo stesso Gennaro Sangiuliano: «Ho avuto una lunga e amichevole conversazione con Elon Musk», ha dichiarato il ministro della Cultura. Che poi ha spiegato: «Stiamo ragionando sul modo in cui organizzare un grande evento benefico e di evocazione storica, nel rispetto e nella piena tutela dei luoghi. Non si terrà a Roma. Ma soprattutto è previsto che un’ingente somma, molti milioni di euro, sia devoluta a due importanti ospedali pediatrici italiani per il potenziamento delle strutture e la ricerca scientifica per combattere le malattie che colpiscono i bambini».

Insomma, la ciccia c’è e sembra che l’incontro si terrà effettivamente in Italia, con tutto l’indotto, economico e d’immagine, che ciò comporta. Sangiuliano, però, è stato chiaro: il combattimento non avverrà al Colosseo, né tantomeno a Roma. Inoltre, rimane da capire chi saranno i destinatari dei fondi benefici: i veterani o gli ospedali pediatrici? In ogni caso, dopo il tweet di Musk, sono arrivate le prime reazioni della politica: se Maurizio Gasparri ha puntato il dito contro l’«evasione fiscale globale dei giganti della rete», invitando quindi i due miliardari a versare le tasse nelle nostre casse, Carlo Calenda ha scritto che una vicenda del genere mortifica il patrimonio culturale italiano. Diversamente, però, la pensa Vittorio Sgarbi: «Sono favorevole a concedere il Colosseo», ha detto il sottosegretario alla Cultura.

Nel frattempo, comunque, i due contendenti continuano a prepararsi per il grande evento: giusto un mese fa, Mark Zuckerberg, che per i bookmaker è il favorito, ha postato la foto di un suo allenamento insieme a due leggende delle arti marziali miste, Israel Adesanya e Alex Volkanovski. Ma anche Musk non è rimasto a guardare: già a fine giugno, il patron di Tesla aveva fatto sapere che per l’occasione sarebbe stato allenato dal canadese Georges St-Pierre, che la nota emittente sportiva Espn ha definito come «il combattente migliore della storia». Se effettivamente l’incontro avrà luogo, ci sono tutti gli ingredienti perché sia un grande spettacolo.

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