«Avrei tanto voluto parlare dell’attualità politica, ma il tempo a disposizione è scaduto», dice sferzante Nanni Moretti, congedandosi dai giornalisti al termine della conferenza stampa che si era aperta con urletti da tifo della curva sud, suscitando il compiacimento finto imbarazzato del regista.
Il ritorno di Nanni Moretti alla Mostra del Cinema
Curiosamente, nonostante la venerazione diffusa, nessuno l’ha sollecitato sull’argomento e, a quanto è dato sapere, non risulta che abbia concesso incontri riservati nemmeno a poche testate scelte, sebbene con Succederà questa notte che apre la sfilata di film italiani in concorso all’83ª edizione della Mostra, tornasse al Lido a 37 anni dalla burrascosa partecipazione con Palombella rossa, dirottata all’epoca solo nella sezione della Settimana della critica.
«Ho letto alcune ricostruzioni sulla mia lunga assenza dalla Mostra del cinema. In realtà, i miei film non erano mai pronti in tempo per l’estate. Stavolta, vendo girato in autunno, questo lo era», ha spiegato lasciando nei presenti la sensazione di esprimersi con qualche difficoltà (come pure si era intuito dalle rapide comparsate nel film) e questo potrebbe spiegare la scelta di limitare al minimo i momenti pubblici.
Quindi, niente riferimenti al record di durata del governo Meloni e nemmeno freccette contro la sagoma del capo della Casa Bianca, bersaglio abituale della maggioranza di attori e cineasti in passerella in Laguna, da Clooney ad Amelio, solo per citare i primi che vengono in mente.
Un film intimo ispirato ai racconti di Eshkol Nevo
È, dunque, un Moretti intimo e sentimentale, che si concentra sui rapporti e le passioni, quello stimolato da Legami, raccolta di racconti dello scrittore israeliano Eskhol Nevo che già l’aveva ispirato per il non riuscitissimo Tre piani. Qui lavora in équipe con le sceneggiatrici Valia Santella e Federica Pontremoli per approntare una grande storia d’amore tra un uomo e una donna che non si incontrano mai nel momento giusto.
Quando Matteo (Louis Garrel) si è appena separato, mentre sta giocando a tennis col fratello, Greta (Jasmine Trinca) irrompe in abito da sposa e chiede di sfidarlo. Giocheranno solo un game, ma dopo quella irruzione dirompente, quel mini-match, stravinto da lei, Matteo non riuscirà più a togliersela dalla testa.
A suggerire la chiave interpretativa di tutta la storia è il padrone del ristorante (Paolo Sassanelli) dove Matteo e suo fratello cenano dopo le partite: «Le orecchie e le occasioni vanno in coppia», dice il ristoratore saggio. «Nel nostro corpo abbiamo due di tutto: orecchie, gambe, braccia, occhi. Lo stesso con questa ragazza, figliolo, anche con lei avrai una seconda occasione. Non preoccuparti, la vita è lunga».
Tra destini, relazioni complesse e scelte registiche
Così, la passione tra Matteo, un libraio nel centro di Roma (il secondo in pochi giorni dopo quello di Nessun dolore), e Greta, attrice mancata, si trasforma in un viaggio tortuoso, tra matrimoni ordinari e figlie hikikomori. Insomma, l’amore va alla caccia del suo compimento e fa i conti con il destino.
Poi ci sono tutti gli altri rapporti, tra padre e figlio, tra madre e figlia, tra marito e moglie, secondo la traccia fornita dai racconti di Nevo e che le sceneggiatrici hanno coagulato attorno alla passione centrale in un percorso che parte da Oslo, passa da San Sebastian per un concerto di Bruce Springsteen e Torino, per placarsi a Roma.
Succederà questa notte è un film con alcune lentezze, che tende ad avvitarsi su sé stesso, con troppe citazioni musicali e il momento «balletto catartico» che non manca mai. Su un fatto, però, ha perfettamente ragione Moretti, ed è la scelta di puntare tutto su Jasmine Trinca che riempie lo schermo con la sua espressività e i suoi occhi sorridenti.
Il sodalizio artistico tra Nanni Moretti e Jasmine Trinca
«L’ho scelta 27 anni fa quando ho cominciato a lavorare a La stanza del figlio», ha raccontato il regista rispondendo a precisa domanda sul suo rapporto speciale con l’attrice. «Alcune assistenti realizzavano nelle scuole di Roma brevi interviste per individuare una possibile protagonista. Al liceo Virgilio spuntò Jasmine e mi accorsi che era una persona e anche un’attrice speciale. Lei voleva fare l’archeologa, ma dopo La stanza del figlio Marco Tullio Giordana la scelse per La meglio gioventù. Poi io la richiamai per Il Caimano. Per il finale del Sol dell’avvenire ho richiamato i vecchi attori e le attrici del mio cinema e nel primo piano ho visto in lei una grande luminosità. Jasmine è luminosa».
Trinca ha ringraziato e parlato del suo rapporto con il regista scopritore: «Finalmente ho saputo perché Nanni mi ha chiamato per La stanza del figlio. Gli devo la mia carriera e il mio arrivo qui. Non tanto come si sta in scena, i vezzi e le pose. Dai padri si conserva una certa distanza. Ho fatto anche un cinema diverso, ma quello fatto con lui ha costruito parti di me come attrice e come donna. È un regista, molto presente, che interviene parecchio, insegna l’esercizio di spogliarsi di noi, ci toglie le pause e tante cose. Per questo film non sapevo cosa aspettarmi, poi quando l’ho visto ho capito che era qualcosa di magico, che non c’era niente di performativo, che l’amore tra me e Matteo segue il linguaggio di una filastrocca, come un gioco di bambini».
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