Doccia fredda per la giunta guidata da Michele Emiliano nella vicenda per la costruzione dell’ospedale di Monopoli Fasano. Il Consiglio di Stato ha infatti deciso di accogliere parzialmente il ricorso della società milanese Pessina costruzioni in merito alla gara per l’aggiudicazione dei lavori per l’edificazione del nuovo ospedale del Sud Est barese. Una pronuncia che di certo non farà piacere al governatore, dal momento che rischia di compromettere o quantomeno rallentare fortemente, il piano sanitario regionale. Una ricetta che, almeno sulla carta, sarebbe basata su un mix di razionalizzazione dei costi e realizzazione di nuove strutture d’eccellenza.
L’ospedale in questione, un affare da 95 milioni di euro, è uno dei tre poli su cui si basa la strategia di edilizia sanitaria regionale. La durata dei lavori è fissata in 1.000 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto, con penali di circa 30.000 euro per ogni giorno di ritardo nel completamento dell’opera. Il progetto interessa un’area di circa 18 ettari, di cui circa due dedicati ai parcheggi, e prevede la costruzione di una struttura da 229 posti letto, con cinque sale operatorie, tre sale Tac, due risonanze magnetiche, tre sale Rx, due mammografiche e tre ecografie. Il piano regionale comprende anche la realizzazione dell’ospedale di Taranto, le cui procedure sono attualmente affidate a Invitalia, e quello del Sud Salento, ancora in fase di individuazione dell’area.
La Pessina contesta alcune presunte violazioni commesse dalla ditta appaltante (la Asl di Bari) e dalla commissione di gara, che avrebbe assegnato a suo dire un punteggio troppo alto alla ditta Astaldi spa di Roma, risultata poi vincitrice della gara. La Manelli, seconda classificata, ha invece sollevato dubbi sulle tempistiche per lo svolgimento della procedura, giudicate troppo veloci per un’adeguata formulazione dell’offerta.
Sulla vicenda il 6 aprile scorso si era pronunciato una prima volta il Tar di Bari, il quale aveva dato torto alle ricorrenti, sostenendo che non emergevano «a prima vista profili di criticità tali da porre in discussione la valutazione tecnica». Un via libera ai lavori duramente contestato dalla Pessina, che si è dunque rivolta al Consiglio di Stato.
Nella pronuncia la terza sezione di Palazzo Spada, presieduta dall’ex ministro Franco Frattini, «visti i motivi di ricorso che si appuntano essenzialmente sul confronto tra le offerte tecniche», ha accolto l’appello della società, chiedendo al Tar di Bari la «sollecita fissazione dell’udienza».
A questo punto il tribunale amministrativo barese è chiamato perciò a entrare nel merito delle offerte tecniche presentate dalle aziende concorrenti per la costruzione dell’ospedale. La Pessina, in una nota diffusa alla stampa, suggerisce che alla luce di quanto disposto dal Consiglio di Stato «sarebbe prudente che l’Asl di Bari attenda quantomeno la decisione del Tar prima di procedere ad azioni che potrebbero essere messe in discussione da parte dell’autorità giudiziaria e creare ingenti danni erariali a suo stesso carico».
Fabiani Amati, consigliere regionale del Partito democratico e presidente della commissione bilancio, finanze e programmazione, ha cercato di metterci una pezza: «Il Consiglio di Stato non ha sospeso l’aggiudicazione dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale di Monopoli Fasano, ma si è limitato ad accogliere l’istanza cautelare dell’impresa ricorrente ai soli fini dell’udienza di merito dinanzi al Tar di Bari». «Ciò significa», ha aggiunto, «che la Asl può tranquillamente proseguire nel programmato percorso. Che poi l’impresa ricorrente divulghi l’esito cautelare aggiungendo il desiderio che non si proceda secondo programma nell’attesa del giudizio di merito è questione che non attiene alla notizia ma agli auspici della stessa impresa». «Quanto a noi», conclude l’onorevole pugliese, «interessati alla realizzazione dei lavori e del tutto disinteressati all’identità dell’impresa chiamata a realizzarli, ci attendiamo solo che tutto proceda per il meglio e velocemente».
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