Non si può varare il superbonus e poi passare il tempo a boicottarlo
Ernesto Maria Ruffini (Ansa)
Un altro pasticcio: l’Agenzia di Ernesto Maria Ruffini rinvia la circolare per facilitare l’iter dell’incentivo.

Soliti pasticci all’italiana. Questa volta – si fa per dire, perché è da mo’ che stanno facendo casino sul tema – si tratta del superbonus. A pochi giorni dalla scadenza del 30 settembre – data utile per presentare la documentazione del 30% dei lavori eseguiti – si naviga ancora nel buio. Ormai il governo Draghi è andato, ma oggi si vota e un memorandum può far comodo a quelli che verranno dopo.

Prima per mesi si è elogiato il superbonus, anche con qualche ragione perché in Italia l’edilizia ha un impatto sul Pil superiore agli altri Paesi europei e, senz’altro, questo provvedimento una crescita del settore l’ha spinta. Poi ci si è accorti che c’erano le truffe e quindi, per abbatterle, si è complicato ancora di più il sistema, che è il modo certo per farle lievitare. Invece di semplificare e ridurre i passaggi, si sono aumentati. Tanto per fare un esempio, poiché la società Deloitte gestisce la cessione del credito per uno dei maggiori operatori finanziari, per accedere ai fondi e ottenere la cessione del credito, i potenziali destinatari sono costretti a produrre un video di cinque minuti per dimostrare lo stato di avanzamento lavori e così diminuire le possibilità di frode.

Insomma l’Agenzia delle entrate, dalla quale, come la manna dal cielo, gli operatori del settore edilizio attendevano a giorni la circolare che avrebbe dovuto accelerare l’iter burocratico, ci sta ancora lavorando e in un prossimo futuro si riunirà con l’Anci, l’associazione nazionale che rappresenta i Comuni, e l’Abi, l’associazione nazionale che rappresenta le banche, per elaborare questa maledetta circolare che sarebbe benedetta se fosse arrivata già e se fosse realmente un passo nella direzione di rendere il tutto meno incasinato.

Tutto è fermo a una circolare, la 23/22, che ha introdotto ben sei – sì, sei – controlli in più ai destinatari del superbonus per pararsi le natiche da ulteriori fregature. E le banche, che già in Italia non sono proprio un esempio di efficienza e di favore verso i risparmiatori, hanno dovuto richiedere un notevole incremento di documentazione neanche troppo facile da produrre. Ecco che Deloitte ha richiesto ai clienti un video di 5 minuti per semplificare la procedura. Vedremo se all’Agenzia delle entrate basterà.

Ora, si è discusso molto, dal momento dell’entrata in vigore del superbonus, ma soprattutto dopo la comparsa delle prime truffe, se il superbonus stesso fosse da mantenere, da abolire, da modificare, da migliorare, come renderlo meno vulnerabile dai truffatori, che non mancano mai in presenza di un nuovo provvedimento, legge o regola. Ma se decidi di mantenerlo, allora semplificalo. Se hai dati abbastanza inoppugnabili che ha avuto un buon effetto sulla crescita del Pil, allora rendilo semmai più snello e veloce da realizzare. Non complicarlo, perché allora è meglio dichiarare che si tratta di uno strumento che ha fallito i suoi obiettivi e che va eliminato. No, niente di tutto questo, si rimane nel mezzo al guado con i soliti stivaloni a coscia che indossano i politici e la pubblica amministrazione quando c’è da prendere una decisione rilevante. Tanto loro non si bagnano, i contribuenti e gli imprenditori, invece, si bagnano eccome. Ma chissenefrega.

È una storia vecchia e figlia di una certa cultura dirigista e statalista che in Italia fa fatica ad arretrare sia quando governa il centrodestra sia quando governa il centrosinistra, figuriamoci con i governi tecnici che non hanno neanche da raccogliere il con senso, salvo la sciagurata e per fortuna breve esperienza di Mario Monti, politico pro tempore con il partito Scelta civica, per fortuna Sciolta presto. Si pensa che quando si ha notizia di truffe sia comunque meglio complicare la legislazione e le circolari applicative della medesima perché, così facendo, si crede di dirigersi verso una soluzione del problema. E invece si va in senso esattamente contrario, perché aumentando i passaggi aumentano le occasioni per compiere reati e truffe. Speriamo che qualcosa facciano i nuovi governanti. Vedremo.

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