La legge è opinabile se sei Lgbt o immigrato
(IStock)
In Gran Bretagna vogliono rendere istituzionale una brutta piega cui stiamo già assistendo in Italia: chi fa parte di una minoranza gode di un trattamento di clemenza da parte di certi giudici politicamente motivati. Che in tutti gli altri casi diventano intransigenti.

«La legge è uguale per tutti» è scritto nei tribunali dove periodicamente mi processano. La battuta è carina e anche se vecchia fa sempre sorridere. È anche diventata una maniera di dire, invocata dai giustizialisti quando viene colpito qualcuno di antipatico; citata in maniera molto ironica da tutti gli altri.

Essere un magistrato è un onore: si tiene nelle proprie mani la vita degli altri. Ogni medaglia ha un suo rovescio. Ogni onore deve essere pagato da un dovere, e il dovere del magistrato è non avere opinioni di cui può innamorarsi, e che rischiano poi di togliergli la equanimità. Un magistrato non può fare politica, anzi un magistrato dovrebbe cercare di occuparsi il meno possibile di politica, perché nel caso se ne occupi è impossibile che sia equanime: farà sconti alla sua parte politica ed emetterà sentenze più severe contro coloro dall’altra parte della barricata.

Che una magistratura abbia una corrente ufficialmente politicizzata, è già una terribile forma di corruzione. Il centro antisociale di Torino Askatasuna occupa dagli anni Novanta una bella palazzina ottocentesca, di cui non ha ma pagato nulla, né affitto, né elettricità, né acqua corrente, tutto finito sulle spalle dei contribuenti torinesi. I baldi fanciulli hanno ricambiato con un infinito numero di vandalismi, di auto danneggiate, poliziotti picchiati (ma loro colpiscono solo la divisa, non è colpa loro se c’è dentro un uomo), arredi urbani distrutti e poi ricostruiti sempre con i soldi dei contribuenti torinesi. La magistratura non ha riconosciuto l’aggravante dell’associazione a delinquere ai loro innumerevoli reati. La magistratura italiana quindi ritiene che tutte le volte che i fanciulli di Askatasuna si siano trovati insieme a distruggere e sprangare, sia stato per puro caso.

Questi rivoluzionari da operetta, anzi da farsa, sono messi correttamente a fuoco dal mio amico Max Del Papa, che nota che nessuno di questi si è battuto contro la follia del green pass, dell’obbligo vaccinale. «In ogni caso, chi hanno dietro? Perché non posso pensare siano davvero i fantasmi che ostentano di essere: tutti con la biografia classica, “restiamo umani, uccidiamo il fascista”, tutti sponsor di Ilaria Salis, ma da quando in qua i balordi da centro sociale, gli anarcoidi parassitari difendono l’ordine di regime, i vaccini coatti, la tecnologia autoritaria, i green pass, la reclusione di massa? Chi hanno dietro?» (Max Del Papa, Per il tempo che resta). La domanda non è banale. L’atteggiamento dei centri antisociali è sempre in linea con i voleri delle élite contro il popolo. Se ci facciamo caso, sono sempre paladini dell’agenda 2030. A loro vengono fatti sconti che ai portuali di Trieste e ai cortei contro la dittatura sanitaria non sono stati fatti.

In compenso sono stati dati 9 anni di prigione al cinquantenne piemontese Giuseppe Artusio, noto come Fleximan, considerato un eroe del popolo in quanto tagliava i velox che hanno dissanguato famiglie con multe spesso sentite come follemente gravose e ingiuste. Fleximan è stato condannato per i furti commessi con i suoi complici: sembra che i velox siano stati abbattuti non per ribellione civica, ma per evitare lo sguardo delle videocamere. L’indagine ha avuto bisogno di mesi di pedinamenti. Scopriamo che in Italia il furto è perseguito! È una notizia sorprendente: addirittura dedicano mesi di pedinamento a un gruppo di ladruncoli di campagna. Tutti noi che siamo stati derubati sui bus e sulle metropolitane abbiamo scoperto che nessuno persegue i ladri e le ladre; anzi, se qualcuno cerca di difendersi, rischia di mettersi nei guai con la giustizia. Le nostre case sono periodicamente svaligiate, società sono state messe in ginocchio dai furti, soprattutto dei computer, nessuno prende le impronte digitali, nessuno cerca i ladri. Sono tra i fortunati la cui casa è stata solo svaligiata, ma non me l’hanno tolta. Altre persone meno fortunate si sono trovate tutta la casa rubata, con tutte le cose che contiene, e le forze dell’ordine che allargano le braccia. Mario Giordano è l’unico che se la prende.

Ora scopriamo che rubare è sbagliato, piccoli furti fatti in capannoni agricoli senza terrorizzare nessuno, senza umiliare nessuno, senza picchiare nessuno, senza spruzzare il peperoncino negli occhi a nessuno sono stati puniti con 9 anni di prigione. Fleximan ha numerosi difetti, maschio e bianco principalmente, non appartiene a nessuna dolente minoranza, ognuna rinchiusa nel suo ringhioso vittimismo come ci ricorda Pascal Bruckner nel suoi imperdibili saggi Il singhiozzo dell’uomo bianco e La tirannia della penitenza.

In Gran Bretagna, patria del diritto defunto e della legalità calpestata, vogliono rendere istituzionale quello che i magistrati italiani, sempre avanti, stanno già applicando. Dove il reo non sia né femmina, né Lgbt, né immigrato di prima, seconda, terza o quarta generazione, la legge sarà severa ma giusta. Con tutti gli altri la legge sarà opinabile, flessibile e porzionabile.

In Italia l’avvocato Carmen Di Genio, membro del Comitato pari opportunità della Corte d’Appello di Salerno, intervenendo al Convegno nazionale sulla sicurezza e la legalità organizzato da alcune associazioni, ha dichiarato che «non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare, probabilmente non conosce questa regola».

Nel frattempo Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, è sempre fisicamente in prigione. Anche quando l’imputato è un personaggio politico, la legge non può essere uguale per tutti: lo ha serenamente verbalizzato Aldo Cazzullo sul Corriere della sera, commentando la bizzarra sentenza che ha escluso Marine Le Pen dalla competizione elettorale. Ha spiegato che le élite hanno il compito di impedire che il popolo si metta nei guai scegliendo candidati che potrebbero anche difenderlo dai disastri «percepiti», invasione islamica, micro e macrocriminalità alle stelle, guerra con una potenza nucleare, invece di preoccuparsi per le vere cose preoccupanti, la variazione del clima, la necessità dell’auto elettrica, Mosca che vuol prendere Lisbona. La teoria gramsciana sull’occupazione dei gangli del potere, principalmente la magistratura, è stata rigidamente applicata, in Italia, in Francia, sicuramente in Romania dove si annullano le elezioni. I magistrati di Mani pulite sono stati poi eletti in Parlamento nelle liste del Psd, Ds e Pd.

Non amo Marine Le Pen, sostenitrice di aborto e istanze Lgbt, ma quello che è successo in Francia è sconvolgente. Capisco che Vladimir Putin sia un dittatore, ma la democrazia siamo noi? Aldo Cazzullo plaude alla condanna della Le Pen che la rende non eleggibile prima di essere definitiva. E così rispondiamo alla domanda su come nascono le dittature. Le dittature nascono quando la legge è talmente disuguale che può essere ufficialmente dichiarata la sua disuguaglianza. Per questo è importante che non molliamo, che continuiamo a parlarne, che andiamo a votare: si vota per partito contrario al partito dei magistrati, si vota per chi ha avuto processi assurdi.

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