La risposta a un lettore che ci accusa «di allineamento alla dottrina del Pensiero unico». Il mio ruolo non è quello di cantare nel coro, leghista o pentastellato che sia, ma semplicemente di cantarle chiare, senza aver paura di dire ciò che penso anche quando può urtare la sensibilità di qualcuno.

Ho letto con un certo fastidio, e anche con stupore, l’editoriale del mio stimatissimo Maurizio Belpietro. Si tratta forse di prove tecniche di allineamento alla dottrina del Pensiero unico? È arrivata una letterina di Silvio? Vorrei riprendere a leggere un giornale che difenda questo governo, senza offrire il destro a certe insinuazioni, le stesse insinuazioni annerite di pessimismo che vengono sparse a piene mani da tutta, o quasi tutta, la stampa nazionale.

Piero Gerla

Caro Piero, mi dispiace di averle fatto cominciare male la giornata, offrendole spunti di riflessione che non le sono piaciuti, però il mio ruolo non è quello di cantare nel coro, leghista o pentastellato che sia, ma semplicemente di cantarle chiare, senza aver paura di dire ciò che penso anche quando può urtare la sensibilità di qualcuno. Come anche i sassi ormai sanno, guardo con simpatia questo governo, un po’ perché non sono conformista e un po’ perché, visto come ci hanno ridotti i precedenti esecutivi, ritengo che sia difficile fare peggio. Sull’immigrazione e la sicurezza vedo i primi risultati del nuovo corso – meno sbarchi e più sgomberi di palazzi abusivamente occupati – e confesso che non mi dispiacciono.

Di effetti sull’economia, al momento, non c’è traccia. Anche perché, oltre al grande chiacchiericcio e alle molte polemiche, non vi è alcun provvedimento che sia realmente entrato in vigore. Sulle questioni della giustizia, tipo la prescrizione, come ho già avuto modo di scrivere, non sono d’accordo con il ministro Alfonso Bonafede, perché penso che eliminare la data di scadenza di un processo non migliori le cose, ma le peggiori. È un po’ come se, non riuscendo a smaltire le scorte di vasetti di yogurt, all’improvviso si decidesse di eliminare la data in cui devono essere ritirati dal commercio. Lo yogurt all’improvviso non diventerebbe commestibile, così come non diventerebbe accettabile un processo che, invece di celebrarsi in fretta, si trascinasse per l’eternità.

Insomma, caro Piero, non penso che il governo faccia tutto male, come sembrerebbe leggendo certi giornali, ma nemmeno penso che faccia tutto bene, come probabilmente si leggerebbe se fossimo un house organ di Palazzo Chigi. Ma noi non siamo il quotidiano di riferimento di nessuno se non dei nostri lettori e ai nostri lettori offriamo con onestà la nostra visione delle cose, dopo esserci informati senza pregiudizi. A lei non è piaciuto il commento pubblicato ieri. Ma che dicevo in quell’editoriale? Semplicemente, segnalavo che a forza di litigi per decidere chi debba tenere il volante si finisce non solo per andare a zigzag, ma anche per sbattere contro un muro. È unirsi al coro della stampa che ha dichiarato guerra a Matteo Salvini e Luigi Di Maio? No, è un consiglio che mi auguro possa far riflettere ed evitare l’incidente.

Vede, caro Piero, io non ho detto che la manovra fa schifo e ci porta al fallimento, come dicono alcuni. Né ho attaccato l’esecutivo per la politica sull’immigrazione. Men che meno me la sono presa per la gaffe sul peculato. No, non sono entrato nel merito delle singole misure, sono andato al sodo, avvisando Salvini e Di Maio che quello che all’inizio poteva sembrare un gioco delle parti, anzi un modo per occupare la scena della maggioranza e pure quella dell’opposizione, alla lunga poteva anche rivelarsi un gioco pericoloso. Tutto qui, il mio era un consiglio da amico. Un po’ come dire: attenzione a scherzare, perché sotto sotto c’è chi non scherza e non vede l’ora di farvi saltare. Non è un mistero che ci sia chi lavora per trovare soluzioni alternative, inventandosi partiti mai votati da nessuno al solo scopo di fare governi che non rispondano al popolo, ma a qualcun altro. Io non voglio un altro governo tecnico e neppure altri governi sostenuti da voltagabbana, come invece è accaduto in passato. Voglio un esecutivo che faccia gli interessi degli italiani e per questo ho guardato e guardo con attenzione all’operazione di Salvini e Di Maio, augurandomi per loro, ma soprattutto per noi, che riesca. E proprio per questo, quando individuo quelli che io ritengo errori (e chi non ne fa?) o pericoli, li segnalo, come farebbe chiunque vedesse un amico che rischia di cascare in una trappola.

Sbaglio? Vedo ostacoli che non esistono se non nella mia testa? Può essere, ma l’onestà mi impone di dire ciò che penso, come ho sempre fatto nei confronti di chiunque, nel suo interesse più che nel mio.

Ciò detto, la invito a continuare a leggere La Verità, perché qui le uniche lettere che riceviamo – e, come vede, pubblichiamo – sono quelle dei lettori. Gli unici che ci dettano la linea.

Da non perdere

L'editoriale

Fa paura la sinistra, non Vannacci

Da giorni l’attenzione della grande stampa è concentrata sul generale Vannacci, il nuovo pericolo nero. Strumentalmente i giornali passano al setaccio le idee e la squadra di Futuro nazionale nella speranza che, enfatizzando le notizie che riguardano il nuovo partito,…

Il chirurgo del cuore congelato starà fermo solo un anno
L'editoriale

Il chirurgo del cuore congelato starà fermo solo un anno

Ogni cittadino deve essere considerato innocente fino a prova contraria. Il principio giuridico è sancito nella Costituzione, che con l’articolo 27 stabilisce come la «prova contraria» consista nella condanna definitiva. Dunque, fino a quando la Cassazione non abbia «validato» il…

Commissione Covid: la sinistra ha paura e la sabota
L'editoriale

Commissione Covid: la sinistra ha paura e la sabota

La sinistra non vuole che sul Covid si facciano troppe domande. Dunque, ha deciso di abbandonare i lavori della commissione istituita per fare chiarezza sulla gestione della pandemia. È successo ieri, durante una seduta agitata in cui la delegazione di…

2 GIUGNO, FESTA DELLA MONARCHIA
L'editoriale

2 GIUGNO, FESTA DELLA MONARCHIA

Programmi tv a senso unico e sondaggi compiacenti: le celebrazioni per il referendum, che 80 anni fa cambiò le sorti del Paese, assomigliano sempre più a una cerimonia per omaggiare un sovrano, Mattarella, esondante in ogni campo. E con il…