La Jihad islamica palestinese sempre più presente in Turchia
Ansa

Sebbene Hamas sia il principale beneficiario dell’appoggio del governo islamico del presidente Recep Tayyip Erdogan, il ruolo della Jihad islamica palestinese in Turchia è cresciuto significativamente.

La Jihad islamica palestinese (Pij), riconosciuta come gruppo terroristico dai partner strategici della Turchia, degli Stati Uniti e dell’Unione europea, senza troppi clamori ha sensibilmente ampliato la sua presenza in Turchia, un paese membro della Nato, grazie al sostanziale sostegno del governo islamico del presidente Recep Tayyip Erdogan e dei suoi alleati. Sebbene Hamas sia senza dubbio l’organizzazione preferita dal governo Erdogan, ricevendo un supporto più generoso e una maggiore visibilità pubblica in Turchia, il Pij ha comunque ottenuto un’influenza significativa, sviluppando la capacità di mobilitare i cittadini turchi a sostegno dell’organizzazione.

Cos’è la Jihad islamica?

La Jihad islamica palestinese (Pij) è stata fondata nel 1981 da Fathi Abd al-Aziz al-Shikaki, un medico originario di Rafah, nella Striscia di Gaza. Originariamente sviluppatasi attraverso la rete dei Fratelli Musulmani in Palestina, la Pij ha assunto rapidamente una propria identità come organizzazione distinta, influenzata in modo significativo dal crescente militarismo e dalla Rivoluzione iraniana del 1979. Ziyad al-Nakhalah è stato eletto segretario generale nel settembre 2018, subentrando a Ramadan Shalah, colpito da un ictus.

L’Iran rimane una delle sue principali fonti di finanziamento, nonostante la precedente vicinanza con l’intelligence egiziana. In particolare, la Pij ha sviluppato una relazione più stretta con l’Iran sotto la recente leadership di al-Nakhalah e oggi agisce principalmente come un’organizzazione militante, opponendosi all’approccio politico con Israele come riflesso condizionato. Con un braccio armato noto come le Brigate al-Quds, attive dal 1992, la PIJ ha una lunga storia di attacchi contro soldati e civili israeliani fin dagli anni Ottanta. Il fondatore al-Shikaki fu non a caso assassinato a Malta nel 1995 in risposta a un doppio attentato suicida contro i soldati israeliani a Beit Lid, Israele.

Nonostante la critica verso l’Autorità Nazionale Palestinese, la Pij evita il coinvolgimento politico diretto e si limita allo scontro militare e ideologico con Israele. Tuttavia, in passato ha partecipato alle elezioni studentesche e legislative palestinesi, oltre ad essere stata coinvolta negli sforzi di riconciliazione tra Hamas e Fatah. Peculiare dell’organizzazione è il suo mantenere una struttura cellulare segreta e disciplinata, che lavora nell’ombra attraendo attivisti islamici e studenti, così come membri di Fatah e del Fronte popolare marxista per la liberazione della Palestina (Fplp). Nonostante la comune avversità contro Israele, il rapporto tra Jihad islamica e Hamas vive di alti e bassi, con i primi che si reputano più sofisticati e riflessivi, e i secondi che si dimostrano più brutali e sbrigativi. Mentre collaborano nella sala operativa congiunta che coordina le attività militari a Gaza, a volte Hamas esercita pressioni sulla Jihad islamica per fermare attacchi o ritorsioni, e occasionalmente i due gruppi agiscono in modo indipendente per unirsi solo nella lotta contro Israele.

L’uomo chiave in Turchia

Ihsan Ataya, leader del Pij in Libano e responsabile degli affari esteri dell’organizzazione è colui che supervisiona le operazioni turche mentre suo principale facilitatore è Nurettin Şirin, (noto anche come Nureddin), una risorsa turca di lunga data per la Forza Quds con sede in Iran. Şirin ha scontato una pena detentiva per aver assistito e favorito la rete terroristica della Forza Quds conosciuta in Turchia come Tawhid-Salam. Nel 2010, Şirin è stato oggetto di una nuova indagine per terrorismo quando ha minacciato di uccidere ebrei in Turchia, spingendo la polizia e i pubblici ministeri a indagare su di lui e sui suoi associati. Tuttavia, l’indagine, che aveva rivelato ulteriori prove dei legami illegali di Şirin con l’Iran, inclusi finanziamenti illeciti, è stata annullata dal presidente turco Erdogan nel 2014. La polizia e i pubblici ministeri che avevano indagato su Şirin sono stati arbitrariamente riassegnati ad altro incarico e successivamente licenziati o prepensionati dal governo. Ataya ha visitato più volte la Turchia come ospite di Şirin e della sua rete, partecipando a manifestazioni anti-israeliane e tenendo discorsi che incoraggiavano la jihad armata contro l’Occidente, in particolare contro Israele. Per conto del Pij, ha raccolto fondi e ottenuto supporto logistico per le operazioni terroristiche dell’organizzazione. L’ultima volta che Ataya è apparso in Turchia è stato il 5 maggio 2024, quando ha pronunciato un discorso infuocato durante una manifestazione a Istanbul organizzata dagli Hezbollah turchi. Questo gruppo filo-iraniano, allineato con il governo Erdogan dal 2014, è un’entità separata da Hezbollah libanese, sebbene entrambi condividano le stesse opinioni ideologiche e siano sostenuti dall’Iran.

Kadir Akaras, un secondo cittadino turco che agisce come punto di riferimento per il Pij, occupa il ruolo di segretario generale dell’Ehli Beyt Alimleri Derneği (Ehlader), un’organizzazione filo-iraniana. Un’indagine condotta sul terrorismo nel periodo tra il 2011 e il 2013 citata all’epoca da Nordic Monotori ha scoperto i legami di Akaras con la Forza Quds, evidenziando i suoi incontri con agenti sotto copertura della Forza Quds operanti presso il consolato iraniano a Istanbul. Come Şirin, Akaras è riuscito a evitare le conseguenze giuridiche a causa dell’interferenza nel caso da parte del governo Erdogan. Al servizio dell’Iran, Akaras ha condotto varie operazioni clandestine, organizzato proteste anti-occidentali in Turchia per influenzare l’opinione pubblica e mobilitato manifestanti contro la stazione radar Kürecik della Nato, situata nella provincia sud-orientale di Malatya. Questa stazione radar, che ha il compito di fornire un sistema di allarme preventivo contro gli attacchi di missili balistici, è stata installata e attualmente è gestita da personale militare statunitense.

Il riconoscimento del PIJ come un attore legittimo all’interno della leadership turca ha influito sulla sua copertura mediatica positiva, sia nei media direttamente controllati o indirettamente influenzati dal governo Erdogan. Non a caso, riceve una copertura favorevole dall’agenzia di stampa statale turca Anadolu, che riflette la prospettiva ufficiale del governo. In cambio, il Pij si è schierato come un fervente sostenitore del regime di Erdogan in Turchia, mobilitando i suoi seguaci per sostenere Erdogan durante ogni tornata elettorale. Ad esempio, Ataya ha rilasciato una dichiarazione a nome del Pij il 29 maggio 2023, congratulandosi con Erdogan per la sua vittoria alle elezioni presidenziali e parlamentari, che secondo molte osservazioni sono state condotte in modo ingiusto a favore di Erdogan e del suo partito. Oltre ad attirare l’appoggio dai gruppi islamici, il Pij ha garantito il sostegno anche dal gruppo di estrema sinistra e neo-nazionalista Aydınlık, guidato da Doğu Perinçek, il leader del Partito della Patria (Vatan Partisi). Questo gruppo è fortemente anti-occidentale e sostiene che la Turchia dovrebbe interrompere i suoi legami con la Nato e spostarsi verso un’alleanza con Iran, Russia e Cina.

Ihsan Ataya è stato protagonista sul quotidiano Aydınlık il 18 febbraio 2024, concedendo un’intervista esclusiva dalla sua base in Libano. Durante l’intervista, ha dichiarato che il Pij non sta conducendo solo una guerra contro Israele, ma anche contro gli Stati Uniti, il Regno Unito e altri paesi occidentali che sostengono Israele. Ha previsto che Israele, dopo aver affrontato la questione palestinese, dirigerà la sua attenzione verso altri paesi della regione, una prospettiva che rispecchia il recente discorso del presidente turco Erdogan.

Erdogan ha dichiarato in Parlamento il 15 maggio 2024 che se Israele avesse sconfitto Hamas nella Striscia di Gaza, avrebbe poi rivolto la sua attenzione alla Turchia. Ha avvertito che Israele, se non fermato, avrebbe mirato all’Anatolia. Erdogan ha poi ribadito il suo sostegno a Hamas, sottolineando il loro impegno per l’indipendenza e la difesa della Turchia. Sebbene Hamas sia il principale beneficiario dell’appoggio di Erdogan, il ruolo del Pij in Turchia è cresciuto significativamente. Questo, tuttavia, è spesso stato trascurato nel dibattito pubblico a favore di Hamas.

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