In Francia, Italia e Spagna il settore ha perso fino al 90%, ma si aspetta una ripresa delle commesse per riadattare cliniche, scuole e uffici e per spostare gli impianti produttivi lontani dal centro delle città.

L’effetto coronavirus si è visto anche sul settore del cemento e Heidelberg cement, gigante mondiale del settore, ha detto di aspettarsi per i prossimi mesi importanti effetti negativi su vendite e profitti. In tutto il mondo i produttori sperano in programmi di stimolo economico che spingano i progetti di costruzione per le infrastrutture pubbliche, ma è ancora incerto quanto velocemente e quanto forte possa recuperare la domanda. Per non sbagliare molti produttori come il concorrente Lafarge holcim stanno tagliando costi e dividendi per avere maggiore liquidità. Ci si prepara per un gelido inverno.

«I Paesi più colpiti dalla pandemia come Francia, Italia e Spagna hanno visto i volumi delle vendite di cemento crollare dal 70 al 90% e l’effetto sul bilancio si vedrà soprattutto nel secondo trimestre», dice Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert Scf. «In compenso in Germania il blocco totale delle attività non ha avuto alcun impatto significativo sul settore del cemento, del clinker, della sabbia e della ghiaia. Nel primo trimestre, l’attività di costruzione globale è stata pressoché stabile fino a metà marzo e l’effetto sul primo trimestre è stato in parte attenuato da alcuni gruppi grazie anche al fatto che avevano aumentato i prezzi a inizio anno». Il gruppo italiano Buzzi unicem aveva chiuso il primo trimestre con un fatturato addirittura in aumento del 2,5% a parità di perimetro rispetto allo scorso anno, ma i vertici aziendali, come capita in molti settori, navigano a vista e prevedono una fase di mercato difficile che sarà pienamente visibile solo dopo qualche mese.

«È invece interessante la visione del gruppo Cementir che proprio a Wuhan da dove tutto è partito ha uno stabilimento produttivo in Cina», evidenzia Gaziano. «Dopo la chiusura dei primi mesi dell’anno, la produzione è tornata al 95% e in questo periodo di crisi Francesco Caltagirone junior, l’amministratore delegato della società, non si aspetta nell’immediato grandi nuovi investimenti infrastrutturali, ma lavori di ricostruzione o riadattamento di moltissimi edifici come scuole, ospedali e uffici». Inoltre, in futuro, il settore potrà beneficiare della necessità futura di trasferire le fabbriche lontano dalle città, evitando l’eccessiva concentrazione di attività industriali e aiutando ad abbattere l’inquinamento.

Per investire nel settore del cemento l’offerta non manca. L’attesa degli analisti è che i titoli del comparto godranno della ripartenza delle attività produttive. Sebbene oggi molte azioni siano in territorio negativo, chi non ha paura della volatilità potrebbe trovare diverse occasioni di rendimento. Oltre ai colossi del settore, titoli come quelli di Geberit potrebbero crescere nel medio periodo. Chi non vuole rischiare troppo, poi, potrebbe sempre affidarsi a fondi o Etf del comparto come il Lyxor stoxx Europe 600 construction & materials, l’Invesco dynamic building & costruction o l’iShares stoxx Europe 600 costruction & materials, tutti prodotti che riducono il rischio attraverso la diversificazione.

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