Le amnesie di Bombardieri: attacca governo e big del credito, ma scorda gli aumenti record ai bancari
Pierpaolo Bombardieri (Imagoeconomica)

Le amnesie dei sindacati. Quelle del grande capo della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Che attacca il governo e riapre la questione della tassazione sugli extraprofitti delle banche, dimenticandosi, però, qualche importante pezzo per strada.

«Abbiamo una manovra che in proiezione dovrà trovare 24 miliardi. In più vorrei aggiungere – ha detto martedì sera il sindacalista ospite di Marco Damilano su Rai Tre – che sul tema delle risorse, quelle vanno prese lì dove i soldi ci sono. E i soldi ci sono nelle grandi aziende, nelle grandi multinazionali, nelle grandi banche che hanno raggiunto utili incredibili e non hanno pagato un solo euro di tasse. Perché poi su questo si è tutto fermato». Bombardieri torna a puntare il dito contro i super utili delle banche, una quarantina di miliardi di euro nel 2023, e prova a rilanciare il prelievo fiscale a carico del settore creditizio. Chissà, però, se il segretario generale della Uil ricorda (ecco l’amnesia) che a novembre tutti i sindacati – compreso il suo – hanno sottoscritto un rinnovo per il contratto collettivo dei bancari che ha stabilito un aumento mensile medio di 435 euro che diventano quasi 600 per la fascia più alta dei quadri direttivi. Sarà pur vero che il governo non è riuscito a sfilare quattrini ai big del credito; tuttavia, appare quantomeno singolare che passi in secondo piano il “successo” del contratto nazionale per il quale hanno brindato ben 270mila dipendenti degli istituti bancari. Chissà cosa ne pensa il segretario della Uilca, Fulvio Furlan, che il 23 novembre ha firmato, assieme agli altri sindacati del settore, quel rinnovo storico. E chissà cosa ne pensano pure gli amministratori delegati delle banche che se pur non verseranno un euro nelle casse dello Stato, ai loro addetti hanno riconosciuto incrementi delle buste paga da capogiro.

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