Socialisti europei ancora sotto pressione per la scoppola presa a metà settimana in commissione Ambiente. Dove si sono consumate due rotture importanti tra il Pse e i Popolari di Manfred Weber. La prima è stata il fallimento del tentativo di far approvare la legge Natura (un insieme di norme immaginate dagli attivisti più estremisti del green) con relativa rottura della maggioranza. Metà commissione da un lato e metà dall’altro, quando la maggioranza Ursula avrebbe potuto tranquillamente superare i 65 voti sugli 88 presenti. Seconda rottura è stata quella tra elementi di spicco del Ppe e la Commissione Ue, nella persona dell’olandese Frans Timmermans. La vicepresidente ombra, la tedesca Christine Schneider, ha deciso di denunciare (con una intervista sul nostro quotidiano) le minacce ricevute dal team del politico olandese per far approvare il testo a tutti i costi.
Così facendo è riuscita a far cadere la maschera che numerosi commissari Ue indossano da tempo. Quella di dirigenti super partes che invece si dedicano alle peggiori macchinazioni politiche pur di mantenere il potere. Per questo motivo nei gabinetti dei commissari e nei corridoi dell’Europarlamento non si è mai respirato un clima così teso. L’alleanza Pse-Ppe traballa e in parallelo è già cominciata la corsa alle due presidenze, quella del Parlamento e della Commissione Ue. Per quest’ultima chiaramente concorre la Von der Leyen che spera di essere rieletta anche con l’aiuto di Giorgia Meloni. Per capirlo basta vedere il cambio repentino della posizione di Ursula rispetto agli aiuti al governo Saied in Tunisia. E pure gli ultimi articoli di Repubblica stranamente aperturisti nei confronti di un’uscita di Fratelli d’Italia dal gruppo Ecr. Ma a puntare alla presidenza della Commissione c’è anche Roberta Metsola del Partito nazionalista maltese e anch’essa nel Ppe. In entrambi i casi, il Pse impostato come oggi e come lo è stato negli ultimi due decenni comincia a essere una zavorra. Dunque se oggi ancora non si sa quali saranno gli assetti futuri e quale sarà la quota dei conservatori di Ecr dentro il Parlamento, quello che è certo è che il prossimo mese sarà bollente e l’estate nel suo complesso torrida. Gli scontri si giocano dentro le commissioni parlamentari e in sede di Consiglio.
Le tappe sono numerose, ne richiamiamo quattro. Il prossimo martedì si riunirà il Consiglio sull’Ambiente. Il tema all’ordine del giorno è lo stesso che ha già messo in crisi la maggioranza Ursula: la legge Natura. In quella sede si esprimeranno gli Stati, ma dovranno stare attenti perché il 27 giugno si riunirà di nuovo Envi, la commissione Ambiente. Timmermans non demorderà e nemmeno Pascal Canfin, presidente di Envi e primo sostenitore della legge Natura. Il francese ha accusato apertamente Weber di aver giocato sugli assenti, sostituendoli con altri parlamentari contrari ai desiderata dei Verdi e dei socialisti. Anche se fosse vero, si chiama saper fare politica. Ma è altrettanto vero che il Pse ha capito che il 27 si gioca il futuro e farà di tutto per non soccombere. In questo senso, il ruolo dell’Ecr e pure del gruppo che fa riferimento a Emmanuel Macron è fondamentale. Politicamente lo scontro all’Ok Corral in sede Envi si incrocia con l’altra data calda. Quasi a un mese di distanza, il 14 luglio, ci sarà una nuova riunione dell’Ecofin. Qui la battaglia si sposta sul Patto di stabilità e, anche se in secondo piano, sul Mes. L’altro ieri, sempre in occasione della riunione dell’Ecofin, Francia e Germania si sono trovate su posizioni opposte. Il ministro tedesco Christian Lindner è uscito allo scoperto con una bozza senza dettagli e e supportata solo dai falchi dell’Est. Olanda esclusa. Da qui la reazione del collega francese Bruno Le Maire. Scontro politico che nasconde i lavori da qui al prossimo 27 luglio.
L’Italia partecipa alla discussione e il punto di caduta che si troverà prima dell’estate sarà un segno dello stato di salute della stessa maggioranza Ue. Un Patto di stabilità più flessibile aiuterebbe i governi del Sud, ma anche la Francia, e permetterebbe ai partiti di maggioranza nei rispettivi Paesi di stanziare tramite manovre finanziarie più fondi per il primo semestre del 2024. Esattamente quello in cui si giocherà la campagna elettorale per le Europee. Non solo. A gennaio scatterà di fatto il semestre bianco. Lo sanno dalle parti dell’Europarlamento e ancor più della Commissione. Da qui la frenesia dei socialisti. Vale, quindi, la pena ricordare l’ultima data importante dell’estate. Il 31 agosto. In quell’occasione si chiuderà il Trilogo sulla casa green. Si tratta del lavoro di misceltura e di sintesi dei testi approvati dai tre pilastri Ue, Parlamento, Consiglio e Commissione. Fine agosto sarà l’ultima occasione vera per far approvare il salasso sul mattone. In pratica la patrimoniale green sulla casa che permetterà ai futuro governi socialisti di perseguire le proprie idee. Insomma, tra un vacanza e l’altra dalle parti di Bruxelles ci si gioca tante cose. Per Fratelli d’Italia, ma anche per Lega e Fi, l’occasione della vita.
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