Tante sagome bianche di cartone riciclato quante sono state le vittime sul lavoro nel 2017 hanno popolato piazza Duomo di Milano per l’iniziativa «Lavorare per vivere» del sindacato Ugl. E questo terribile fenomeno continua inesorabile anche nel 2018: nei primi quattro mesi di quest’anno, infatti, si sono registrati 286 decessi: «Un dato tristemente impressionante a cui non ci dobbiamo abituare», secondo Paolo Capone, segretario generale Ugl.
Il leader della sigla ha sottolineato l’importa di più controlli e meno burocrazia per incentivare le aziende a investire nella sicurezza sul lavoro. «Si tratta di un tema che riguarda la sfera più intima del lavoratore e che ha a che fare con l’essenza più profonda della persona. In tal senso», ha detto Capone, «è necessaria una stretta collaborazione tra le Istituzioni, le aziende e i lavoratori per investire maggiormente su prevenzione e salute. È una battaglia che l’Ugl intende continuare affinché tutti comprendano che è inaccettabile ammalarsi o morire sul lavoro nell’era dell’innovazione digitale. Quella della sicurezza sui luoghi di lavoro è, dunque, una priorità che va affrontata e risolta anche perché, nel nostro paese finalmente, si possa parlare di un lavoro dignitoso e sicuro».
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