- Oltre 150 contagiati, morta donna ricoverata in oncologia. Un infermiere da Codogno: «Qui è panico assoluto». Focolai sorvegliati 24 ore su 24. Pazienti zero ancora ignoti.
- Atenei fermi dal Friuli a Genova, a Milano messe sospese e Duomo serrato. Stop al Carnevale di Venezia.
Lo speciale contiene due articoli
Il bilancio peggiora di ora in ora. Il coronavirus ha mietuto la terza vittima: una malata oncologica ricoverata a Crema. Era già grave e il contagio potrebbe averle dato il colpo di grazia. La Lombardia, per via delle nuove misure adottate dal governo, è divisa in due: c’è una zona rossa, che comprende gli undici Comuni del focolaio in cui è in vigore il divieto di allontanamento e di ingresso, presidiata 24 ore su 24 dalle forze di polizia con posti di blocco lungo le strade (35 varchi nel Lodigiano; gli altri 8 sono nell’area di Vo’ Euganeo, in Veneto); e una zona gialla, che copre il resto della Regione e prevede dei semplici divieti. Chi non rispetta le misure e viola la quarantena rischia l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a 206 euro, come previsto dall’articolo 650 del codice penale.
Scuole chiuse, così come le università e i musei, non solo in Lombardia. Si sono accodati Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Cancellati manifestazioni pubbliche ed eventi sportivi, religiosi e culturali, tra i quali il Carnevale di Venezia. Provvedimenti di contrasto che vanno a sommarsi alle misure già in vigore nelle zone focolaio dell’epidemia: «Ho firmato il decreto attuativo che sarò in vigore per i prossimi 14 giorni», ha confermato il premier Giuseppe Conte.
Il premier continua a sostenere che la strategia per contenere il coronavirus sia valida: «Abbiamo già fatto 4.000 controlli con il tampone. Siamo il primo Paese in Europa che ha deciso controlli più rigorosi e accurati e sin dall’inizio abbiamo optato per la linea di massima precauzione e rigore». Ma siamo anche il Paese europeo con maggior numero di contagiati e di deceduti. «Tutto ciò che dicono non è vero, non c’è niente sotto controllo», ha detto all’Ansa ieri pomeriggio un infermiere dell’ospedale di Codogno. «È il panico assoluto, l’ospedale è chiuso al pubblico e i parenti dei degenti continuano a chiamare preoccupatissimi per i loro familiari ricoverati, che oggi sono stati sottoposti al tampone». Chi è in trincea, insomma, ha una percezione diversa: «Non abbiamo tute» per il biocontenimento, afferma l’operatore sanitario, che conclude: «Hanno lasciato scappare i buoi e poi hanno chiuso la stalla».
Le preoccupazioni per la situazione italiana hanno smosso l’Oms: «Sto inviando un team in Italia per lavorare insieme», ha annunciato il direttore per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità, Hans Kluge. Kluge probabilmente sospetta che il piano dei giallorossi sia un colabrodo e ha espresso «preoccupazione per i casi in aumento e per la mancata chiarezza sui collegamenti fra i contagi». Le autorità non sono riuscite a venirne a capo neppure con il «paziente zero». Escluso il manager tornato dalla Cina che era andato a cena con il trentottenne di Codogno positivo al coronavirus, si brancola nel buio.
Il numero dei contagiati è salito a quota 155 (inclusi le vittime e il ricercatore guarito allo Spallanzani): 115 in Lombardia, compreso l’uomo di 78 anni di Sesto San Giovanni ricoverato da una settimana al San Raffaele di Milano, che fino a ieri mattina era dato come caso dubbio. In Veneto i contagiati sono 22, 9 in Emilia Romagna, 6 in Piemonte. I casi in fase di verifica sono 27. A questi vanno aggiunti i due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani da settimane. E le cifre, al momento non tutte ricomprese nel conteggio ufficiale della task force, sono destinate a crescere: gli ultimi quattro accertati sono nella Bergamasca. Due pazienti sono risultati positivi al coronavirus a Bergamo, un altro caso è stato segnalato a Seriate e uno ad Alzano all’ospedale, ora in isolamento. Tre persone originarie dei Comuni lombardi del focolaio sono risultate positive al coronavirus mentre si trovavano in vacanza in Trentino e verranno trasferite a Milano. Un ristorante di Spino al Brembo ha ospitato un cliente del Lodigiano, poi risultato positivo al coronavirus e sono scattati i controlli. Confermato anche il contagio di un diciassettenne residente in Valtellina che studia all’istituto agrario di Codogno. Due casi sospetti sono in isolamento all’ospedale Parini di Aosta. Si tratta di due italiani che riferiscono di essere venuti in contatto con persone residenti nell’area del focolaio lombardo. Una quarantina di persone è in isolamento volontario in Liguria.
Al Sud non ci sono contagiati, ma i casi sospetti sono diversi. Ad Acerra (Napoli), un uomo è in isolamento e sono stati sottoposti a tampone anche i tre operatori sanitari della clinica in cui il paziente è ricoverato. A Francavilla in Sinni (Potenza), un commerciante cinese rientrato dalla Cina è stato messo in quarantena. In quarantena a Reggio Calabria anche una donna di Campo Calabro rientrata dal Veneto. Conte sembra spiazzato: «Sono rimasto sorpreso da questa esplosione di casi». Ma mantiene la posizione: «La linea della massima precauzione ha pagato, anche se sembrerebbe di no». Ed è stato annunciato uno stanziamento di altri 20 milioni di euro per contrastare la diffusone del virus. In caso di quarantena sono disponibili migliaia di posti letto in decine di strutture militari. Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, annuncia: «Abbiamo fatto una ricognizione con le Regioni per gli alberghi e siamo pronti a utilizzarli».
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