Cara Elly Schlein, caro astro nascente della politica, cara candidata alla segreteria del Pd, le scrivo questa cartolina per farle una domanda molto semplice: davvero pensa di poter rinnovare la sinistra italiana con l’appoggio di Dario Franceschini?
Ex democristiano, ex lettiano, ex bersaniano, ex renziano, ex zingarettiano, ovviamente gentiloniano alla bisogna, sempre dalla parte del potere, sempre a muoversi nell’ombra, e organizzare le trame dei palazzi, l’ex vicedisastro del Partito democratico è l’emblema stesso della antica Ditta, il cuore del potere del partitone. Sperare di costruire qualcosa di nuovo insieme con lui è come sperare di farsi l’immagine della verginità con la consulenza di Malena e Rocco Siffredi. Pura velleità.
Vede, cara Elena Ethel detta Elly, io non condivido quasi nulla delle sue idee. Non condivido quel suo presentarsi sulle note di Bella ciao, quel farsi interprete della sinistra dura e pura (dopo essere stata vice presidente della moderata giunta di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna), quei suoi eccessi di progressismo, femminismo, ecologismo. Non condivido l’ostentazione in tv della sua bisessualità. E non condivido nemmeno il messaggio con cui si presenta sulla sua pagina di Twitter: «Salveremo il mondo con un pollo di gomma con carrucola». Ha spiegato che si riferisce a un videogioco degli anni Novanta, ma sa com’è, noi siamo rimasti all’antica: non ci fidiamo di quelli che vogliono salvare il mondo, senza essere Gesù Cristo. E ai polli di gomma, preferiamo i polli veri. In padella, però, e con le patate.
Ma, ecco, pur non condividendo pressoché nulla di quel che dice di quel che fa, cara Elly, non potevamo non guardare con simpatia il suo disperato tentativo di dare un senso alle primarie del Pd. Che ci vuol fare? C’è chi nella vita spera di sbancare il Superenalotto, chi spera di diventare Papa, chi spera di ottenere la pace nel mondo. Lei è più ambiziosa di tutti loro: vuole diventare segretaria del Partito democratico ovviamente per «rilanciarlo», facendone una cosa «nuova» e, manco a dirlo, «senza correnti». Già è un po’ difficile crederle così: sono decenni che assistiamo ai capi correnti che rilanciano il partito senza correnti. Ma poi: è possibile farlo con l’appoggio del re delle correnti Franceschini?
Vede, cara Schlein, per quanto lei appaia una predestinata si fa fatica a crederle. Si presenta come la ragazza che si è fatta da sola, e invece viene da una famiglia importante, con nonno senatore e genitori entrambi accademici. Si presenta come ragazza del mondo, con tre passaporti (svizzero, Usa e italiano) ma poi è italianissima nella caccia alla poltrona. Ha iniziato la carriera facendo «occupyPd» ma poi ha preferito occupare i posti di potere; proclama amore per il partitone, ma finora l’ha usato come taxi, facendosi candidare senza esserne iscritta; si è sempre dichiarata dalla parte del popolo, ma per lanciare la sua candidatura non ha scelto le periferie ma uno dei locali più trendy di Roma. «Sono la novità», proclama ora a ogni passo. E per dimostrare quanto è nuova si fa appoggiare da Franceschini. Mi dica un po’, ma non è che, essendo nata in Svizzera, pensa che tutti gli italiani siano degli imbecilli?
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