Ankara sta rafforzando i suoi legami con Tripoli. Mercoledì, il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha avuto un incontro con il premier libico, Abdul Hamid Dbeibah.
Nell’occasione, quest’ultimo si è detto soddisfatto della “posizione di sostegno di Ankara verso la stabilità in Libia e del suo ruolo nel sostenere gli sforzi internazionali per lo svolgimento delle elezioni”. Dal canto suo, Fidan ha sottolineato il “rapporto fraterno profondamente radicato” tra Ankara e Tripoli. “Ho ribadito il sostegno della Turchia all’integrità, alla stabilità e alla prosperità della Libia. Abbiamo discusso le questioni attuali e le possibili aree di cooperazione tra i due Paesi”, ha aggiunto. “Abbiamo avuto l’opportunità di esaminare ciò che la Turchia e la Libia possono fare insieme, in particolare per quanto riguarda i conflitti, i disordini e le guerre civili in alcune regioni dell’Africa meridionale. Abbiamo discusso della cooperazione nella lotta al terrorismo, in particolare nell’affrontare le questioni relative all’immigrazione e al traffico di migranti”, ha proseguito il ministro turco.
“Noi desideriamo che la Libia risolva i suoi problemi attraverso il dialogo. Non desideriamo che il divario esistente tra Est e Ovest sia permanente. Lavoriamo per una soluzione pacifica al processo attraverso il dialogo e alle condizioni su cui entrambe le parti concorderanno. Le relazioni della Turchia con la Libia stanno progredendo. Abbiamo deciso di riaprire il nostro consolato a Bengasi. Le nostre aziende hanno ripreso a lavorare nel Paese. Stiamo anche tenendo colloqui con i nostri amici nella regione, con l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti per svolgere un ruolo costruttivo sulla questione della Libia”, ha continuato Fidan.
È significativo che, nell’occasione, il ministro turco abbia parlato anche della visita che Vladimir Putin avrebbe dovuto effettuare in Turchia, sostenendo che il leader russo avrebbe dovuto discutere di crisi ucraina e accordo sul grano con Recep Tayyip Erdogan. “Abbiamo sempre sostenuto l’integrità territoriale dell’Ucraina e continueremo a sostenerla, ma anche l’impatto distruttivo della guerra deve finire in qualche modo”, ha precisato Fidan. Eppure, poche ore fa, è trapelato che l’incontro tra lo zar e il sultano sarebbe saltato: alla base della svolta vi sarebbero delle divergenze sia sulla logistica del meeting sia su questioni politiche legate all’Ucraina. Si tratta di una situazione che potrebbe avere indirettamente delle ripercussioni anche sulla Libia.
Non dimentichiamo che, mentre Tripoli è da anni inserita nell’orbita di influenza turca, la parte orientale della Libia risulta invece soggetta a una significativa influenza russa, che è stata principalmente veicolata attraverso i mercenari del Wagner Group. La Cnn ha d’altronde riportato che proprio il Wagner Group avrebbe fornito armamenti ai ribelli sudanesi delle Rsf attraverso le basi militari del generale Khalifa Haftar. Tutto questo, senza dimenticare la crescente influenza di Mosca su ampie parti del Sahel (soprattutto Mali, Burkina Faso e Niger). In una simile situazione, va da sé che, se aumentasse la tensione tra Turchia e Russia, anche in Libia potrebbe crescere l’instabilità. Il quadro va quindi attentamente monitorato.
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