In Ucraina non c’è speranza di tornare alla normalità, ne è certo il presidente Volodymyr Zelensky, che ha presentato in Parlamento due proposte di legge per estendere la legge marziale e la campagna di mobilitazione generale di altri 90 giorni a partire dal prossimo 12 agosto. Scadrà il 9 novembre, quando mancheranno pochi mesi al terzo anniversario dall’inizio del conflitto. Tre anni di legge marziale per tre anni di guerra.
Per la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, Zelensky «sta salvando solo sé stesso, è pronto a pagare un prezzo enorme per la propria salvezza, e sta pagando con la vita dei cittadini ucraini». Eppure, la Russia non sta messa molto meglio. La città di Mosca, pur di convincere nuove reclute, ha promesso di dare 20.000 euro a ogni cittadino che deciderà di arruolarsi.
Inevitabile, perché sul campo non si smette di combattere. Mosca sostiene che una cinquantina di istruttori occidentali sarebbero rimasti uccisi in un attacco contro la provincia di Kharkiv. «Il lanciarazzi Iskander-M Otrk ha lanciato un attacco con missili contro un sito di dispiegamento temporaneo di istruttori e mercenari dei Paesi occidentali», ha dichiarato il ministero della Difesa russo. Lo stesso ministero ha pubblicato un video che mostra l’impatto del missile contro la località di Derhaci, a Nord di Kharkiv.
Continuano anche gli attacchi ai sistemi energetici. Dopo un raid russo a Sumy, 50.000 cittadini ucraini sono rimasti senza elettricità. Nelle mire ucraine resta invece il solito ponte di Crimea, strategico per le forze russe. L’esercito di Mosca ha rivendicato di aver abbattuto 21 droni lanciati dai militari ucraini sulla Crimea e sul Mar Nero, spiegando che uno di questi sarebbe riuscito a colpire un traghetto nel porto di Kavkaz scatenando un incendio che ha causato morti e feriti.
Sul campo delle sanzioni, quello che il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito «il furto di beni russi da parte dell’Europa», «certamente non resterà senza risposta», ha minacciato il funzionario, annunciando: «Le azioni di questi ladri non possono essere lasciate senza risposta. Valuteremo l’opportunità di perseguire giuridicamente e legalmente quegli individui coinvolti nel prendere decisioni e nell’implementare tali decisioni, perché questa è una violazione del diritto internazionale, viene calpestato il diritto di proprietà».
Preoccupa intanto la decisione ucraina di non far transitare più sul proprio territorio il greggio russo diretto a Ungheria e Slovacchia. La Commissione europea assicura che «al momento non vi è alcun impatto immediato sulla sicurezza dell’approvvigionamento petrolifero dell’Ue». Ungheria e Slovacchia però, in una lettera inviata a Bruxelles, denunciano che l’azione ucraina mette a rischio la sicurezza energetica di entrambi i Paesi. La Commissione ha risposto di essere «pronta a sostenere gli Stati membri colpiti nella ricerca di una soluzione insieme all’Ucraina».
Nel frattempo, continua l’azione diplomatica. Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, fino a venerdì sarà in Cina, nella sua prima visita nel Paese dall’inizio dell’invasione russa. A invitarlo è stato il suo omologo cinese, Wang Yi, come ha riferito l’agenzia di stampa Xinhua. Il tema principale del colloquio sarà «la ricerca di modi per fermare l’aggressione russa e il possibile ruolo della Cina nel raggiungimento di una pace stabile e giusta», si legge in una nota del ministero degli Esteri a Kiev.
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