Il cosiddetto green pass, vezzoso nome con una sfumatura ecologica, serve per spingere col panico ancora qualcuno a vaccinarsi, così da completare una campagna vaccinale che si sta serenamente fermando. La Costituzione vieta una simile incredibile distruzione delle libertà più elementari, tollerabile solo in caso di vera necessità. Un’epidemia con una letalità dello 0,05% al di sotto dei 70 anni, dati dell’Oms, non rientra nella categoria emergenza sanitaria e la parte divertente è che la nostra Costituzione non prevede nemmeno un’emergenza sanitaria tra le possibili cause di una distruzione totale della libertà di movimento e lavoro, a meno di non farsi iniettare un farmaco sperimentale che peraltro non abbatte la contagiosità.
Lo vieta anche la Ue nel suo regolamento (Ue 2021/953), che incredibilmente nessuno invoca: tutti quelli che normalmente starnazzano il leitmotiv «ce lo chiede l’Europa» adesso sono tutti zitti, mentre incredibili personaggi in clamoroso conflitto di interessi ci dicono quanto sia necessaria l’inoculazione di un farmaco completamente sperimentale con effetti collaterali che includono anche la morte e disabilità a tutta la recalcitrante popolazione.
Diverso il caso della Francia, che ha una Costituzione diversa dalla nostra: non altrettanto buona e, soprattutto, con leggi di antiterrorismo che già hanno aggirato la Costituzione, leggi promulgate nei tristi tempi della guerra di Algeria, riprese per fronteggiare il terrorismo islamico, vezzosamente chiamato terrorismo «internazionale», e utilizzate facendo copia incolla per la guerra al Covid spacciando i cosiddetti asintomatici, cioè dei sani, per dei mezzi terroristi.
La Costituzione e le libertà fondamentali possono essere aggirate solo in caso di guerra, non in caso di epidemia, ed è giusto così perché non esiste nessuna epidemia, nessuna malattia, che necessiti per essere curata della distruzione delle libertà più elementari.
Si sta battendo contro tutto questo l’associazione Iustitia in Veritate: l’avvocato Francesco Fontana, avvocato di trincea, scrive che, come in una orchestra, anche emeriti giuristi, sino ad oggi silenti di fronte alle inaudite violenze perpetrate a danno della «carta più bella del mondo» da loro stessi decantata, subito si sono precipitati a giustificare l’inverecondo ulteriore abuso. L’aver promulgato come normale la prosecuzione di uno stato di emergenza, ormai fondato su dati inesistenti, e ancor più l’aver pronunciato parole divisive e di menzogna, che umiliano il decoro e l’intelligenza di ogni uomo, sopprimendo la libertà della persona e della società senza alcuna logica, possono far cadere nello sconforto. E, tuttavia, di fronte ad un sistema che, incapace di fornire un qualsiasi fondamento razionale di diritto o medico, sa soltanto sgangheratamente introdurre presunti obblighi ricorrendo ad artifici linguistici con formule subdole di auto convincimento per indurre a concepire le proprie libertà fondamentali come concessione dall’alto e, in quanto tali, gradualmente riducibili o sopprimibili, significa che è un potere ridotto a finto simulacro di rappresentanza, ormai destituito di credito.
Sono già in rete gli innumerevoli esempi grotteschi che potrebbero crearsi nelle varie situazioni in cui un inesigibile obbligo di richiesta di pass vaccinale per esercitare i propri diritti cozzi con l’intelligenza e il buon senso. Uno per tutti: dal 6 agosto si potrà consumare in piedi al bancone all’interno di un ristorante senza mostrare alcunché, ma non seduti. Siamo quindi certi che chi impunemente, e concordemente avvalendosi di una finta opposizione, si scaglia offensivamente contro la dignità e l’intelligenza del proprio popolo, non potrà che eseguire altre agende e svelare i propri piedi d’argilla.
A chi ancora si trastulla inebetito e non si rende conto della gravità del declino, non capisce la menzogna e il grottesco – il male lo è sempre – e continua a credere che chi ci governa abbia a cuore la nostra salute, non esitiamo a dire che merita la stella gialla o qualsiasi altro odioso stigma, estratto dal cilindro di un ennesimo assurdo provvedimento. L’aver affermato in diretta televisiva che il cosiddetto green pass «non è un atto di arbitrio ma una condizione per le aperture», con uno scontatissimo quanto beffardo gioco delle tre carte per convincere che la libertà della persona e della società non sono un diritto, ma una detrazione graduale e progressiva e quindi una concessione, ci conferma nella fragilità della menzogna e nella certezza che la battaglia si fa sempre più dura, ma la verità trionferà sul male, anche se colorato di un verde rassicurante.
Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato: «L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire. O a far morire. Non ti vaccini, ti ammali e muori». Per una malattia con lo 0,3% di mortalità calcolando anche i novantenni? Non dovrebbe essere vietato mentire al popolo?
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