Il paradosso Ue: è perfetta ma va ribaltata
Mario Draghi e Sergio Mattarella chiedono l’ingresso di Kiev saltando l’Aula e la solita «svolta» europea. Sempre imposta e mai discussa.
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Mario Draghi e Sergio Mattarella chiedono l’ingresso di Kiev saltando l’Aula e la solita «svolta» europea. Sempre imposta e mai discussa.
Una «call» con i leader mondiali il 9 maggio e intanto invita Olaf Scholz a Kiev. Lorenzo Guerini fa infuriare ancora il M5s sulle armi.
Intesa solo per le misure sul patriarca e Sberbank, ma Ungheria, Slovacchia, Bulgaria e Repubblica Ceca frenano sullo stop al greggio. Ira di Kiev: «Complici di Mosca». E Joe Biden promette: «Parlerò ai leader del G7».
Dopo la tregua elettorale, il presidente francese riprende l’azione diplomatica, ma dal lungo colloquio con lo zar ottiene solo vaghe promesse. La tv russa mostra l’arma nucleare Poseidon e minaccia Londra.Evacuati 100 civili dalle industrie Azovstal, sono ricominciati fitti bombardamenti…
Basterebbe trasformare lo stanziamento in 10 anni per il reddito di cittadinanza. Crisi creata da loro, però incolpano la guerra.
Tra i progetti green annunciati l’anno scorso dall’Unione europea c’è quello di arrivare entro il 2035 alla produzione di sole auto elettriche. Obiettivo sicuramente nobile, ma che non tiene in considerazione il mercato degli accumulatori agli ioni di litio.
Idea grillina di Bruxelles: un cervellone per incrociare domanda e offerta di lavoro. In Inghilterra, invece, il nuovo sistema a punti tiene lontani criminali e sfaccendati.
Italia ed Europa non erano tenute da nessun trattato a sostenere una delle parti in causa. Né erano minacciate direttamente. Hanno agito solo per l’ansia etica di «fare qualcosa».
Una nuova direttiva proposta da Bruxelles mira a favorire un comportamento «sostenibile e responsabile» dei grandi gruppi. E impatta anche sulle aziende che compongono la supply chain, cioè fornitori e distributori. Anche loro dovranno essere «Esg».
Verso il sesto giro di sanzioni: gas e petrolio. Berlino spaccata dalle pressioni Usa sull’invio di armi.Olaf Scholz è criticato da Usa e avversari interni perché accusato di scarso entusiasmo nel sostegno a Kiev e di non aver fornito armi…
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