Per la nostra stampa la volontà del popolo conta solo se si tratta di quello ucraino
Secondo i media aiutare Volodymyr Zelensky è un dovere perché la gente è con lui. Sull’invio di missili invece l’idea degli italiani non conta.
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Secondo i media aiutare Volodymyr Zelensky è un dovere perché la gente è con lui. Sull’invio di missili invece l’idea degli italiani non conta.
Dmitri Medvedev attacca il ministro della Difesa: «È uno sciocco raro». Lui replica: «Pensi a metter fine alla guerra». E poi smentisce la notizia di un acquisto congiunto di 700 missili Aster-30 con la Francia. Raid ucraino su un ospedale…
Mentre il conflitto diventa sempre più lungo e si scopre che i tank tedeschi e americani non saranno risolutivi, a pagarne le conseguenze sono anche gli italiani vittime del caro vita. Chi ci ha portato sin qui, però, taccia.
Anche gli ambienti liberal-progressisti criticano Volodymyr Zelensky alla kermesse. Il problema per loro, però, non è che vada a chiedere i jet, ma che lo faccia in quel contesto. Il dramma per gli italiani, invece, è che un dibattito serio…
Dopo i carri armati il copione si ripete: il presidente ucraino chiede aerei da combattimento al numero uno della Nato. I tedeschi dicono no e l’America prende tempo. La Lockheed Martin però si prepara all’affare.
Polonia e Canada accelerano sui Leopard, Parigi pensa di inviare i Leclerc. Il Cremlino: «La Nato è coinvolta». Rispunta Donald Trump: «Dopo i carri, arriverà l’atomica». Il ministro Guido Crosetto: «Da noi nessun drone all’Ucraina».
Mentre la stampa minimizza, generali e diplomatici americani spiegano: la strategia è cambiata, l’obiettivo è far fuori Vladimir Putin. Il presidente Usa, un anno fa, lo ammise: dare cingolati e aerei significa conflitto aperto. Col pericolo dell’apocalisse nucleare.
Per indurre Olaf Scholz a spedire armi a Kiev, Washington ha inviato un segnale chiaro: la Germania non può avere interessi propri.
Mentre la stampa minimizza, generali e diplomatici americani spiegano: la strategia è cambiata, l’obiettivo è far fuori Vladimir Putin. Il presidente Usa, un anno fa, lo ammise: dare cingolati e aerei significa conflitto aperto. Col pericolo dell’apocalisse nucleare.
Le dispute tra alleati sugli appalti nel Paese rallentano la realizzazione di infrastrutture energetiche. E si parla già di ricostruzione: una torta da 1 trilione di dollari (cui aggiungere ricche risorse minerarie) per cui si sono mobilitate Parigi, Londra, Berlino…
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