Altri dieci sindaci registrano figli di coppie gay
In Piemonte i primi cittadini del centrosinistra seguono l'esempio delle grilline Chiara Appendino (Torino) e Virginia Raggi (Roma).
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In Piemonte i primi cittadini del centrosinistra seguono l'esempio delle grilline Chiara Appendino (Torino) e Virginia Raggi (Roma).
Il prefetto di Torino trasmette all'avvocatura dello Stato le pratiche sui figli di coppie gay registrati all'anagrafe. È la mossa del sindaco per ottenere un parere favorevole alla sua decisione ed evitare di passare da un tribunale o dal Parlamento.
La città vive una stagione di proteste violente che hanno fatto scattare l'allarme. È il segnale che una moderna generazione di antagonisti sta alzando la testa e aggiustando la mira. Ed è in grado di influenzare i bellicosi movimenti di…
Dopo Torino e Roma, anche il Comune del capoluogo lombardo decide di registrare i figli di «due madri e due padri» forzando la legge italiana in nome dei diritti. Nessuno protesta, poi però si indignano per un cartellone.
Il mercato della mobilità condivisa in Italia vale 50 milioni di euro ma fatica a decollare. Se Milano e Roma si distinguono per il numero di auto disponibili (2.000 vetture per città), nell'ultimo anno i noleggi per utente sono calati…
Il sindaco di Torino ha inaugurato la battaglia per la registrazione dei figli di coppie gay. E ribadisce: «No a passi indietro sui diritti». La posizione intransigente di un certo mondo grillino, emanazione del movimentismo di sinistra, sta creando irritazione…
Il consiglio comunale della capitale francese approva una delibera in sostegno di Mimmo Lucano: «Sua sospensione inaccettabile». A quanto pare le periferie in fiamme e le bande di migranti violenti che girano per la città transalpina non hanno insegnato nulla.L'imam…
Quella sul tunnel ferroviario è solo l'ultima giravolta da giocoliere dell'ex capo del Pd, che ha già fatto altrettanto sul deficit. Sulla legge Fornero, addirittura, è riuscito a cambiare ben tre posizioni diverse.
Il successo della piazza di Torino ha trasformato le «madamin» organizzatrici in soggetti politici che «parlano con il Colle» e decidono l'agenda delle grandi opere. Il disastro dei bocconiani non ha insegnato proprio nulla.
L'ente per il turismo non ha ancora un nuovo consiglio di amministrazione, ma nel frattempo si scopre che nell'ultimo triennio invece di tagliare i costi li ha aumentati, aprendo anche nuove sedi all'estero dove sono finiti i vecchi consiglieri dell'ex…
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