Adesso che se ne va, Draghi fa la voce grossa sul gas ma rischia il flop
Intanto Emmanuel Macron si mette d’accordo con Spagna e Portogallo per un «corridoio di energia verde» che taglia fuori Berlino.
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Intanto Emmanuel Macron si mette d’accordo con Spagna e Portogallo per un «corridoio di energia verde» che taglia fuori Berlino.
Intanto Emmanuel Macron si mette d’accordo con Spagna e Portogallo per un «corridoio di energia verde» che taglia fuori Berlino.
Il price cap dinamico della Commissione, spacciato per un successo italiano, è molto diverso da quello chiesto da Palazzo Chigi. Razionamenti obbligatori e solidarietà europea saranno la spada di Damocle su Giorgia Meloni.
Il responsabile del Mite incensa il governo: «Abbiamo fatto tutto, siamo stati bravi. Purtroppo, non toglieremo la sofferenza a famiglie e imprese». Per l’ad di Eni «Ci sono un sacco di incognite». Sono d’accordo su una cosa: rigassificatori indispensabili.
Pure Carlo Calenda s’è desto: «Non possiamo aspettare Bruxelles, rischiamo il caos sociale».
L’azienda di Parma si accoda alla moda lanciata da Giorgio Parisi e chiede ai suoi clienti di preparare la pasta a fornello spento.
Il metano a nostra disposizione vale circa 20 miliardi. Di cui 7,3 anticipati dallo Stato in attesa dell’acquisto degli operatori. Ma le scorte potrebbero finire prima di aprile.
Oggi a Praga il Consiglio europeo informale a 27 dal quale però non sono previste conclusioni. Italia e altri Paesi propongono un corridoio di prezzo che consenta al mercato di funzionare.
Commissione prona a Berlino: tetto interno all’Ue, limitato al gas usato per l’elettricità. Assist Opec ai russi: produrrà meno barili.
Non ci sono gli atti di indirizzo per un’eventuale emergenza: priorità, quote di solidarietà europea, distacchi programmati. I fornitori invece fanno liste nere: via la corrente ai morosi e stop ai contratti a chi è in difficoltà.Si disdettano forzatamente e…
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