E Soumahoro cerca di rilanciarsi con una sceneggiata a Lampedusa
Aboubakar Soumahoro (Ansa)
Mentre l’isola è al collasso dopo 2.343 sbarchi in 48 ore, arriva il «deputato con gli stivali» che porta la bandiera della pace nel centro di accoglienza. Antonio Tajani chiede le scuse della Francia. Che invita Sergio Mattarella.

Mentre l’Italia anche nelle ultime 48 ore ce l’ha messa tutta per salvare vite in mare e accogliere nel miglior modo possibile i 2.343 sbarcati a Lampedusa, i francesi, che ancora non devono aver digerito la deviazione fatta fare dal governo Meloni lo scorso novembre alla Ocean viking e che hanno schierato gendarmeria e polizia ai confini per mettere un tappo agli ingressi da Ventimiglia, sprezzanti, hanno sputato veleno. Ma senza la Guardia costiera italiana, ieri, nel Mediterraneo centrale, uno dei soccorsi della Nadir della Ong Resqship poteva finire in tragedia. C’era un’imbarcazione sovraffollata con circa 130 persone a bordo, alla deriva da tre giorni a causa del motore in panne. Ci sono stati momenti di panico, ha fatto sapere Resqship, e alcune persone si sono tuffate in mare per cercare di raggiungere il veliero Nadir. È arrivata quindi una motovedetta della Guardia costiera italiana e tutti i migranti sono stati recuperati. Ovviamente anche i 130 arriveranno in Italia. E con molta probabilità scatteranno le proteste della Ong, se il porto dovesse trovarsi a una certa distanza.

«Facciamo le crociere. Questa è immigrazione clandestina», commenta il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini: «Io non vedo l’ora che vengano reintrodotti i decreti Sicurezza, perché ogni Paese deve decidere chi entra o chi esce, non associazioni private finanziate da Paesi stranieri che poi magari decidono questo porto mi piace, questo no, vorrei andare a Porto Rotondo o a Portofino perché altrimenti sono in difficoltà».

Il fronte libico nel frattempo ha ripreso a pompare in mare carrette. Nelle ultime 48 ore otto barconi partiti da Zuara, Sabrathra, Tripoli e Tagiura hanno raggiunto le coste con a bordo 499 persone. Alle quali bisogna aggiungere i cinque approdi di ieri mattina dalla Tunisia con altri 338 passeggeri. Mentre nella notte tra sabato e domenica c’è stato un vero e proprio assalto alla costa: con 23 natanti, sono sbarcati in 1.326. Prefettura e Viminale avevano appena svuotato l’hotspot e ora se lo trovano di nuovo strapieno. «È arrivato a quota 1.900, tra cui molti bambini che aspettano di essere ricollocati sotto temperature di 35 gradi, scalzi nella terra, in ambienti malsani tra sporcizia e degrado che mette in pericolo la loro salute ma anche quella dei nostri colleghi», fa sapere il segretario generale del sindacato dei carabinieri Unarma Antonio Nicolosi. La situazione sanitaria è un po’ migliorata dopo il blitz del questore di Agrigento nella struttura, ma appena l’hotspot va oltre un certo limite comincia ad apparire di nuovo la spazzatura. E i migranti restano ammassati. Il segretario generale del sindacato di polizia Coisp Domenico Pianese sbotta: «Noi non possiamo lavorare in queste condizioni disumane e gli stessi migranti devono essere accolti in strutture adeguate». Poi esprime tutta la sua preoccupazione: «Senza un’inversione di tendenza purtroppo la situazione in cui versa l’hotspot di Lampedusa in questi giorni si cronicizzerà. Con l’arrivo dell’estate e con il clima mite gli sbarchi sono destinati a susseguirsi senza sosta rendendo la situazione, già grave adesso, destinata a diventare drammatica». Intanto il governo ha avviato il piano di evacuazione dei migranti dall’hotspot con il coordinamento del commissario per l’emergenza immigrazione Valerio Valenti e il prefetto di Agrigento e con il supporto della Difesa, della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto.

Ieri mattina ai cancelli dell’hotspot si sono presentati prima il deputato dagli stivali di gomma Aboubakar Soumahoro, poi il giornalista Michele Santoro, fanno sapere dal servizio d’ordine presente nella struttura. Santoro ha affidato una bandiera della pace a Soumahoro, che tenta di rilanciarsi dopo scandali e gaffe, da portare all’interno del centro. «A Lampedusa o si fa l’Europa o muore», ha detto il giornalista. Ma la sinistra tutta pace e accoglienza deve essersene accorta solo ora. Intanto la Tunisia ha sventato altre 20 partenze nella notte tra il 5 e il 6 maggio, soccorrendo 803 persone a bordo di imbarcazioni in difficoltà al largo di Sfax, Mahdia e Nabeul. Inoltre, nell’ambito delle azioni preventive, le forze di sicurezza hanno fermato 106 persone che si stavano preparando a partecipare a operazioni di migrazioni clandestine. Durante le operazioni sono state sequestrate anche somme di denaro in valuta locale e straniera. La Tunisia, insomma, grazie alle relazioni avviate dal governo, sta cercando di mettere un freno alle partenze. Ma il ministro degli Interni francese Gérald Darmanin ha accusato l’Italia non di non essere in grado di gestire l’emergenza. «Non posso accettare che venga offesa l’Italia», ha chiarito il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani: «Mi auguro che il governo francese cambi posizione, arrivino delle scuse e delle indicazioni di differenziazione rispetto alle scelte del ministro degli Interni e sarò ben lieto di accoglierle», ha aggiunto ricordando di aver annullato la visita in Francia. Intanto Parigi sembra stia cercando di ricucire i rapporti: Sergio Mattarella è stato invitato a giugno al Louvre per l’inaugurazione di una mostra sulle ceramiche di Capodimonte.

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