Sindaci francesi a scuola dalle teste di cuoio
Amministratori locali transalpini nel mirino di giovani delle banlieue ed estremisti islamici: nel 2019 il 92% è stato insultato, minacciato o aggredito. Per difenderli dagli attacchi, le forze speciali faranno loro dei corsi sulla «gestione delle crisi»

Le aggressioni a sindaci, amministratori locali e, più in generale, alle autorità civili francesi sono diventate così violente che le teste di cuoio transalpine del nucleo dei negoziatori della gendarmeria hanno avviato dei corsi di formazione e autodifesa. La situazione è seria perché, praticamente ogni settimana, la stampa racconta le storie amministratori locali minacciati, picchiati, investiti o uccisi. Uno studio realizzato dal Senato francese nel 2019; rivelava che il 92% dei 3.800 sindaci intervistati, era stato insultato, minacciato o aggredito. Secondo France Bleu, nel solo 2020 sono state registrate 1.276 aggressioni o minacce contro dei sindaci. Il dato risultava essere tre volte superiore a quello registrato l’anno precedente, forse anche a causa dei lockdown che hanno influito negativamente sui comportamenti dei cittadini.

I profili degli autori di queste violenze fisiche o verbali sono diversi, ma i risultati delle loro azioni confermano la stessa cosa: la Francia è una polveriera dove la convivenza pacifica è seriamente messa in discussione. In molti casi gli aggressori sono i simpatizzanti degli estremisti islamici oppure degli spiantati o magari antagonisti, ispirati a qualche ideologia anarchica di estrema sinistra. Molti sono giovani, ma non sempre ragazzini.

Negli ultimi mesi le cronache hanno dato ampio risalto ad alcune di queste aggressioni. Tra le più emblematiche, quelle subite da Jérémie Bréa sindaco di Bron, una cittadina di quarantamila abitanti alla periferia di Lione. Nel novembre del 2020, in uno dei quartieri «caldi» di Bron sono comparse delle minacce di morte rivolte al primo cittadino. «Ti tagliamo la testa, figlio di …», si poteva leggere sulla recinzione di un cantiere. Nel febbraio scorso, sempre in una zona sensibile, lo stesso sindaco e alcuni consiglieri comunali sono stati colpiti da pietre e lattine lanciate da degli abitanti della zona. Nella periferia di Lione anche il sindaco di Rillieux-la-Pape Alexandre Vincendet è stato minacciato di morte. Sui muri di una zona di «frontiera» del suo comune dei ragazzini hanno scritto – in un francese sgrammaticato – «municipali, vi bruciamo» e «sindaco, ti tagliamo la testa». All’inizio di questo mese anche Karl Olive, sindaco di Poissy – alle porte di Parigi – è stato raggiunto da minacce di morte. In questo caso però, il primo cittadino è stato svegliato in piena notte, insieme ai propri familiari, da qualcuno che ha picchiato alla sua porta per recapitare una lettera contenente il macabro avvertimento.

Le aggressioni e le minacce non sono però un’esclusiva dei soli sindaci dei centri più importanti. Ormai anche i primi cittadini dei comuni rurali sono diventati il bersaglio di attacchi. L’ultimo in ordine di tempo è stato quello subito da Jean-Claude Girard, sindaco di Ouges, una paesino da poco più di mille abitanti vicino a Digione. Domenica scorsa è intervenuto per interrompere un «rodeo» di moto quad. L’arrivo del sindaco non è piaciuto ai centauri che hanno colpito alla testa il primo cittadino con una spranga di ferro. La fine della storia avrebbe potuto essere anche più tragica se non fosse intervenuto un residente che ha sparato un colpo di carabina in aria, facendo fuggire gli aggressori. Prima di questo sindaco anche Arnaud Svrek – primo cittadino di Courmelles, centro da quasi duemila abitanti situato tra Reims e Compiègne – era stato minacciato di morte con una lettera che faceva riferimento alla decapitazione di Samuel Paty.

Per aiutare gli amministratori locali oggetto di minacce e aggressioni, il gruppo di intervento della gendarmeria francese (Gign) e l’associazione dei sindaci di Francia (Amf) hanno ideato dei corsi di «gestione pacifica dei comportamenti incivili». Nelle lezioni, i negoziatori del Gign insegnano agli amministratori locali a gestire le prime fasi di una situazione di emergenza. Oltre alla teoria, i gendarmi simulano anche delle esperienze concrete. Ad esempio inscenano l’arrivo in municipio di individui che minacciano di suicidarsi, ma anche di gruppi di persone che intendono protestare devastando i locali pubblici. Una delle cose che vengono insegnate ai sindaci è la gestione dello stress dovuto a queste situazioni particolari. Ma i trecento negoziatori della gendarmeria impegnati a formare gli amministratori locali in tutta la Francia, spiegano quali parole, gesti, atteggiamenti adottare in caso di aggressione. In pratica tutto quello che potrebbe servire ai primi cittadini per guadagnare tempo nell’attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Oltre all’iniziativa del Gign e dell’Amf, negli ultimi mesi ne sono nate anche altre più orientate all’auto difesa fisica. Nel dipartimento normanno dell’Eure, nel 2020, l’Associazione dei sindaci rurali aveva avviato un partenariato con il comitato locale di karate per avviare dei corsi aperti ad amministratori locali ma anche ai dipendenti comunali. Un’esperienza simile è stata condotta nella zona di Sète, non lontano da Montpellier. Qui si è svolto recentemente un corso di Sambo, un’arte marziale di origine russa basata che non prevede l’uso di armi.

L’esigenza di protezione manifestata dai sindaci francesi è un altro campanello d’allarme rivolto a Emmanuel Macron e al suo governo. Qualche settimana fa dei generali dell’esercito in pensione, dei militari in servizio e dei poliziotti avevano pubblicato delle tribune in vari media transalpini per denunciare lo «sgretolamento» dello Stato francese. Come gli eletti locali, al di là delle Alpi, soldati, poliziotti, pompieri, medici e infermieri sono sempre più spesso il bersaglio di aggressioni o minacce.

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