Siamo il terzo Paese con più cellulari. Nasce il primo parco «smartphone free»
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Sarà inaugurato in Sicilia in marzo. Un liceo romano ha deciso di vietarlo in classe. Il telefonino ci occupa due ore ogni giorno.

Fa discutere la norma che vuole vietare i cellulari in classe. Due le proposte attualmente in discussione: la prima di Giorgia Latini (Lega) vuole bandire l’utilizzo di smartphone a professori e studenti, l’altra di Maria Stella Gelmini (Forza Italia) vuole limitare l’uso dei dispositivi elettronici solo ed esclusivamente all’attività didattica. Poco più di anno fa l’ex ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli aveva redatto il Decalogo per un uso consapevole del cellulare in classe ma, per l’onorevole Latini, la linea tra l’uso didattico e quello ricreativo è decisamente troppo sottile per evitare che gli studenti si sentano autorizzati a usare il telefonino per scopi personali. Stando a Maria Stella Gelmini, invece, si tratta di «dare ai giovani la possibilità di crescere in un mondo reale migliore di quello digitale».

In attesa di una legge, il liceo Massimo di Roma ha precorso i tempi diventando il primo istituto cellular-free d’Italia. Ogni mattina gli alunni devono consegnare ai bidelli i cellulari che vengono riconsegnati all’uscita. Durante le lezioni, però, hanno gli studenti accesso a computer e tablet della scuola, perché, spiega il direttore padre Giovanni La Manna: «Vogliamo formare persone che usano la tecnologia e non che ne siano usati e sfruttati».

Un’altra idea che ha destato stupore è nata a Balestrate, un paesino siciliano di poco più di 6.000 anime, dove la Regione sta finanziando il primo parco giochi smartphone free al mondo. Dovrebbe essere inaugurato il prossimo 29 marzo. All’ingresso tutti dovranno lasciare cellulari in appositi armadietti per giocare e socializzare esclusivamente nel mondo reale. Un’abitudine che gli italiani sembrano aver perso. L’Italia, infatti, è il terzo Paese al mondo per numero di cellulari e per penetrazione di fonia mobile. Ogni giorno si passano in media tra i 90 e i 120 minuti con il telefonino in mano. Siamo anche il Paese dove si litiga di più a causa del cellulare: 1 italiano su 3 viene ripreso dal proprio partner e dai propri figli perché è sempre attaccato allo smartphone.

Sin da quando fu inventato il telefono è stato al centro di una diatriba mondiale. La prima linea telefonica fu realizzata nel 1856 da Antonio Meucci, un fiorentino emigrato a New York sei anni prima. Collegava la sua fabbrica di candele a Staten Islan dalla camera da letto di Esther, la moglie malata. Meucci spiegava allora che la sua invenzione «consiste in un diaframma vibrante e in un magnete elettrizzato da un filo a spirale che lo avvolge. Vibrando, il diaframma altera la corrente del magnete. Queste alterazioni di corrente, trasmesse all’altro capo del filo, imprimono analoghe vibrazioni al diaframma ricevente e riproducono la parola».

L’apparecchio fu brevettato nel 1871. Meucci chiese al presidente della District telegraph company di New York di provare la sua invenzione, ma nessuno gli diede retta. Coincidenza vuole che tra i consulenti di quella compagnia ci fosse un anche un fisiologo immigrato dalla Scozia di nome Alexander Graham Bell che, il 14 febbraio di cinque anni dopo, brevettò il suo telefono. Meucci gli fece causa. Nel 1886 la Corte suprema non gli diede neanche torto, ma ormai il brevetto era scaduto da 13 anni. Nel frattempo Bell si era già imposto sul mercato e venne riconosciuto come padre del telefono. Meucci, morto in disgrazia nel 1889, dovrà aspettare il 2002 perché la Camera dei Rappresentanti di Washington approvasse una risoluzione in cui venisse riconosciuto il suo contributo fondamentale allo sviluppo del telefono.

«Signor Watson, venga qui, ho bisogno di lei», queste furono le prime parole pronunciate per telefono da Alexander Graham Bell al suo assistente. La prima linea telefonica di Bell fu installata nel 1877 tra lo studio di un certo Williams e la sua casa in periferia. Il telefono inizialmente veniva usato solo per comunicazioni di lavoro. Nel 1879, a Pittsburgh, su 300 linee 294 erano intestate ad aziende, altre sei a lungimiranti imprenditori che volevano chiamare la loro fabbrica da casa.

La prima linea italiana fu installata il 30 dicembre 1877: collegava una caserma dei pompieri con la stazione di Porta Venezia. Quattro anni dopo, a Roma, il signor Giovanni Uberti fu il primo italiano a farsi attivare un telefono per uso privato. Per chiamarlo bastava comporre il numero «1». Alla fine di quell’anno gli abbonati al telefono erano 899. All’Esposizione elettrica di Parigi del 1881 due sale del Palazzo dell’Industria vennero attrezzate con i teatrofoni, impianti telefonici che permettevano di ascoltare l’Opéra e la Comédie-Française a distanza. Il successo fu tale che nel 1882 gli abbonati parigini al telefono raddoppiarono.

Il primo centralino telefonico automatico fu ideato nel 1891 da Almon Brown Strowger, un impresario di pompe funebri del Missouri. La moglie di un suo concorrente faceva la centralinista e ogni volta che qualcuno chiamava per un servizio funebre lei girava la telefonata all’azienda del marito, mandando Strowger sull’orlo della bancarotta. Strowger però non restò con le mani in mano: con due matite, degli spilli, dei colletti rigidi per camicia impilati l’uno sull’altro costruì il prototipo di un centralino automatico. Nel 1950 il modello Strowger era in uso nel 55% delle linee telefoniche mondiali. L’ultimo fu smantellato nel 1979.

Il telefono a monete inventato nel 1899 da William Grey. Ne sentì l’esigenza il giorno in cui si sentì male e nessun commerciante gli lasciò usare il proprio apparecchio per chiamare un medico. In Italia la prima cabina telefonica fu montata il 10 febbraio 1952 in piazza San Babila a Milano. I gettoni, invece, sono nati nel 1959.

La telefonata più lunga del mondo è durata 40 ore. Nel 2010, ad Amburgo, Keyvan Hamidi e Sercan Aratemuer si chiamarono alle 17 del 28 aprile e riattaccarono il 30 dello stesso mese, alle 9 del mattino senza mai tacere per più di 60 secondi. Per conquistare il guinness world record, infatti, la conversazione doveva essere continua e avere un contenuto sensato.

«Una telefonata ti allunga la vita», recitava Massimo Lopez, condannato a morte nel fortino della legione straniera, nell’indimenticabile spot Sip-Telecom diretto da Alessandro D’Alatri.

«Hey Joe, indovina? Sono sotto il tuo ufficio e ti sto chiamando con un telefono cellulare…». Era il 1973 quando Martin Cooper, ingegnere della Motorola, chiamò il suo rivale Joel Engel che lavorava alla Bell Lab, per dirgli che aveva inventato per primo il telefonino. Con il presidente della Motorola John Mitchell, ricorda Cooper, «scherzavamo immaginando un futuro in cui a ogni persona sulla terra al momento della nascita sarebbe stato assegnato un numero di telefono».

Il 6 marzo 1983 la Motorola mise sul mercato il primo cellulare, il Dyna Tac 8000 X: pesava 793 grammi, poteva memorizzare 30 numeri di telefono, aveva un’autonomia di 30 minuti e servivano dieci ore per caricarlo. Nonostante costasse 3.995 dollari, fu venduto in 300.000 esemplari.

Il telefonino più piccolo del mondo è lo Zanco Tiny T1: pesa 12 grammi e misura 46,7 per 21 per 12 millimetri. Costa 40 euro. La versione smartphone, con touchscreen, viene 20 euro. Lo smartphone più caro del pianeta sembra essere stato il Falcon Super Nova Pink Diamond iPhone 6: rivestito in oro 18 carati e con un enorme diamante rosa sul retro costava 50 milioni di euro.

Lo scorso anno il «telefono della morte» usato da Adolf Hitler nel bunker di Berlino è stato battuto all’asta per 243.000 dollari. Mentre nel 2006, a un incanto di beneficienza della Q-Tel, uno sceicco del Qatar, sborsò 2,1 milioni di euro per aggiudicarsi il 666-6666, il numero (del diavolo) più caro al mondo.

La prima intercettazione telefonica documentata in Italia risale al 1903 quando, casualmente, un centralinista ascoltò una telefonata di uno dei ministri del governo Giolitti, che riferiva al suo interlocutore dell’imminente uscita di un decreto di carattere finanziario che avrebbe fatto oscillare i titoli azionari suggerendo l’acquisto degli stessi. Il centralinista stilò un verbale che sottopose al capo di gabinetto del primo ministro e Giolitti posticipò l’uscita del decreto.

Lettera di un Giangallo alla veggente Lisa Morpurgo pubblicata su Sirio all’inizio del 1997: «Tempo fa, considerando il transito di Saturno in Pesci, lei ipotizzava una crisi dell’uso dei telefoni cellulari per l’effetto negativo sui Gemelli-terza casa». Risposta di Lisa Morpurgo: «Conosco amici svizzeri che dopo le prime due bollette della Telecom hanno disdetto il contratto e venduto il telefonino. Prevedo che il trigono di Urano ai Gemelli continuerà ad aumentare le vendite dei cellulari, mentre l’opposizione di Plutone moltiplicherà gli scandali, le intercettazioni, le denunce e i ricatti legati all’uso del telefono».

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