Clandestini pretendono la cittadinanza italiana per recitare nella serie tv Gomorra. È la sintesi della storia che si svolge in queste ore a Castel Volturno, comune del litorale casertano che da decenni ospita una nutrita comunità africana. Una vicenda complessa, che nella semplificazione della prosa buonista viene descritta come l’ennesimo attacco ai diritti degli immigrati.
Ma la verità, che emerge dalla ricostruzione dei protagonisti, è diversa. Tre ventenni – due donne e un uomo – figli di genitori nigeriani, approdati nei primi anni Novanta sul litorale domizio, chiedono provocatoriamente la protezione internazionale, quella che si conferisce, per intenderci, a chi fugge da guerre o persecuzioni. Anche perché, stando a quanto disciplinato dalla legge, sono clandestini e quindi passibili in teoria di essere rimpatriati se soggetti a un controllo delle forze dell’ordine. Uno di loro, Ikechukwu Nwogu, nelle scorse settimane è riuscito a passare le selezioni della serie tv Gomorra, e avrebbe dovuto interpretare un boss della mafia nigeriana, molto presente e attiva a Castel Volturno, dove gestisce in particolare il racket della prostituzione e della droga.
La produzione però si è fermata alla firma del contratto, visto che Ikechukwu non aveva alcun documento da esibire. L’avvocato del giovane mancato attore e degli altri due ragazzi, Hillary Sedu, anch’egli con genitori nigeriani ma cittadino italiano, è deciso a portare avanti quella che definisce addirittura una battaglia di civiltà.
Secondo il legale «la legge è chiara, e prevede che chi è nato in Italia e vi abbia vissuto ininterrottamente fino al compimento della maggiore età, possa chiedere il riconoscimento della cittadinanza al sindaco del Comune in cui risiede legalmente».
«Ho presentato richiesta al Comune di Castel Volturno un anno e mezzo fa», ha spiegato Sedu, «dimostrando con i certificati scolastici che i ragazzi hanno sempre risieduto a Castel Volturno, ma qualche mese fa ho ricevuto risposta negativa per due casi, facendo poi ricorso al giudice, mentre uno è ancora pendente. Anche per questo motivo», prosegue Sedu, «abbiamo presentato richiesta di protezione internazionale. Quando verranno ascoltati dalla Commissione territoriale parleranno napoletano, speriamo basti a far capire alle istituzioni che sono italiani a tutti gli effetti». Sedu ha deciso di far presentare ai suoi tre assistiti, presso la questura di Caserta, la domanda per l’asilo politico; è ovvio che i tre ventenni non posseggono i requisiti perché venga loro riconosciuta la protezione internazionale, non essendo fuggiti da guerre né vittime di persecuzioni.
«Il Comune di Castel Volturno riconosce la cittadinanza italiana a chi ne ha diritto, senza alcun problema. Ne firmo tantissimi di riconoscimenti di status. In questo caso il rigetto è dovuto al fatto che i richiedenti non possedevano i requisiti prescritti dalla legge». Così replica Dimitri Russo, sindaco del Comune casertano. «Conosco l’avvocato Hillary Sedu, che tra l’altro ha collaborato in diverse occasioni con il nostro ente», prosegue il primo cittadino, «il Municipio ha bocciato due richieste su tre, ritenendo non raggiunta la dimostrazione che i ragazzi richiedenti siano sempre stati residenti, dalla nascita alla maggiore età, a Castel Volturno».
Russo aggiunge anche che «il Comune è interessato da numerose di richieste di cittadinanza, ma tendiamo a riconoscerle senza problemi qualora sussistano i presupposti. Spesso ci sono anche ritardi nell’evasione delle pratiche, proprio perché ne arrivano tante. Ma la legge parla chiaro: bisogna avere la residenza legale ininterrotta dalla nascita alla maggiore età. Evidentemente quella prova non è stata fornita nel caso in concreto», conclude il sindaco.
Nessun atto politico, dunque, dietro la mancata concessione della cittadinanza. Solo il rispetto di una legge dello Stato italiano in un Comune che negli anni si è mostrato sempre accogliente con gli immigrati, al punto da diventare l’insediamento principale delle comunità africane in Campania. E l’enclave di quella mafia nigeriana che Gomorra racconterà nella sua nuova stagione.
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