Prosegue il disgelo tra Riad e Teheran. E intanto Joe Biden fatica a recuperare terreno in Medio Oriente.
Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, si è recato in visita in Arabia Saudita, dove venerdì scorso ha incontrato il principe ereditario, Mohammad bin Salman. Secondo Reuters, “dopo l’incontro, l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim ha riferito che Abdollahian avrebbe affermato che il sovrano de facto saudita aveva accettato il suo invito a visitare Teheran”. Il giorno prima, il ministro iraniano aveva avuto un faccia a faccia con l’omologo saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud. “Le relazioni tra Teheran e l’Arabia Saudita sono sulla buona strada e stiamo assistendo a progressi”, aveva dichiarato nell’occasione. “I colloqui hanno avuto successo”, aveva aggiunto. La distensione in corso si inserisce nel quadro dell’accordo diplomatico, raggiunto alcuni mesi fa da Riad e Teheran attraverso la mediazione di Pechino. Sia chiaro: la strada non è completamente in discesa. A dividere Arabia Saudita e Iran stanno ancora vari e spinosi dossier: dal conflitto nelle Yemen all’eventuale rilancio del controverso accordo sul nucleare iraniano. Resta tuttavia il fatto che, almeno per ora, il disgelo tra i due vecchi rivali sta progredendo. E questo è un problema.
In primo luogo, quello che sta accadendo è frutto della progressiva perdita d’influenza dell’amministrazione Biden in Medio Oriente. Non solo, come abbiamo detto, l’accordo tra sauditi e iraniani è stato mediato da Pechino. Ma l’attuale situazione è anche dovuta al fatto che la Casa Bianca ha abbandonato la politica di Donald Trump improntata alla “massima pressione” su Teheran. In secondo luogo, il regime degli ayatollah si è rafforzato sul piano politico e diplomatico negli ultimi due anni: un fattore, questo, che costituisce un serio rischio per la sicurezza di Israele.
E qui veniamo a un significativo nodo che Joe Biden si sta trovando ad affrontare. Il presidente americano vorrebbe rispolverare gli Accordi di Abramo, negoziati dal predecessore nel 2020, per mediare un’intesa che porti alla normalizzazione delle relazioni tra Israele e Arabia Saudita. Tuttavia un simile obiettivo è minato dal fatto che l’attuale Casa Bianca ha significativamente irritato sia Gerusalemme sia Riad per le sue politiche troppo blande nei confronti di Teheran. Non solo. Come recentemente riferito dal Times of Israel, Biden deve anche affrontare delle opposizioni in seno allo stesso Partito democratico americano: alcuni suoi settori non apprezzano il premier israeliano Benjamin Netanyahu e non vogliono che la Casa Bianca si impegni a mediare tra lui e i sauditi. Biden rischia quindi di ritrovarsi nell’ennesimo vicolo cieco. Un quadro che, nel complesso, potrebbe pericolosamente avvantaggiare Mosca e Pechino in Medio Oriente.
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