Il Ferragosto ha trovato il suo eroe. Si chiama Riccardo Luna, di mestiere fa il giornalista, e nella settimana più calda dell’anno, anziché spassarsela al sole come tutti, ha contribuito in modo decisivo a combattere il riscaldamento globale mangiando polpette veg e verdure semi-scadute. Non è uno scherzo: è un’impresa epica. Un passo risolutivo verso la salvezza del pianeta. Un contributo essenziale alla lotta contro l’apocalisse climatica. Un gesto dunque che deve essere celebrato come si conviene: non a caso La Stampa gli ha dedicato due intere pagine dell’edizione di ieri. E noi oggi, scusandoci per il ritardo, ci apprestiamo a fare lo stesso: onore all’eroico Luna, ai suoi pasti con cibo destinato alla discarica e al maritozzo con panna un po’ rancida che s’è trangugiato in nome del green. Il pianeta oggi, grazie a lui, forse starà meglio. Il suo stomaco, purtroppo, temiamo di no.
C’è poco da ridere: la lotta contro il riscaldamento globale richiede interventi incisivi. Fondamentali. Come una settimana di spesa anti-spreco. Perciò nei giorni di Ferragosto, mentre l’intera nazione si dedicava a libagioni in riva al mare e alle grigliate in giardino, l’eroico Luna s’è imposto tristemente di mangiare solo cibo invenduto di ristoranti, bar e supermercati. Un trancio di pizza con mortadella e pistacchi, una scamorza, una bomba al cioccolato e uova strapazzate avanzate dalla colazione di un hotel. Tutto recuperato rigorosamente nel raggio di tre chilometri da casa, a Roma, in modo da poter raggiungere ogni luogo a piedi. È così che si salva il pianeta, camminando in città per sottrarre il cibo alla pattumiera. Ma come si fa, praticamente? Semplice, spiega Luna, basta seguire una app, nata in Danimarca nel 2015 e presente in Italia dal 2019, che segnala dove si trovano i «bag», i pacchi offerti dai vari negozi, con contenuto a sorpresa, tutto cibo regolarmente in scadenza. La presentazione che il giornalista fa di questa iniziativa imprenditoriale è assai più succulenta dei cibi offerti, ma tant’è: l’eroismo si può forse fermare davanti al rischio di una marketta?
Luna spiega di avere mangiato un’intera settimana spendendo solo 30 euro e 93 centesimi, meno di 5 euro al giorno. Un affare. Per altro una parte dei cibi acquistati con cotanto dispendio economico l’ha rifilata pure a sua mamma: nel pacco del supermercato Penny, infatti, c’era «una valanga di yogurt», tutti da consumare entro la mezzanotte. La povera donna è stata costretta a ingurgitarne una certa quantità in tutta fretta, onde dare il suo contributo alla salvezza del pianeta. A lei va, ovviamente, la nostra solidarietà. In ogni caso il risparmio economico «clamoroso», spiega Luna, non era il vero obiettivo della «settimana anti-spreco». Il vero obiettivo è «aver contribuito a ridurre una delle piaghe del nostro tempo: lo spreco alimentare. I dati dicono che lo spreco alimentare è responsabile del 6 per cento delle emissioni globali di CO2». Quindi, mentre si nutriva con pane vecchio di due giorni e con la pancetta dolce dismessa dal Carrefour, il giornalista non stava rovinandosi il Ferragosto. Macché. «Stavo facendo la mia parte contro il riscaldamento globale». Come non essergliene grati?
L’eroico Luna ha fatto, durante questa sua settimana di salvaguardia del pianeta, anche altre scoperte fondamentali. Per esempio si è accorto che a Roma «se uno volesse cornetti e brioche alle 11 o pizza al taglio a fine pomeriggio» li trova: incredibile eh? Scommettiamo che a Roma si trova anche una pasta all’amatriciana alle tre del pomeriggio. E persino un supplì alle dieci di sera. Non è tutto. Luna ha scoperto pure che «la stazione Termini la sera d’estate non è il posto migliore dove andare a farsi un giro». Chi l’avrebbe detto? Però il coraggioso giornalista in lotta contro il riscaldamento globale non s’è fatto spaventare. Con ardimento e sprezzo del pericolo, ha raggiunto l’obiettivo della perigliosa missione: l’Eataly della Stazione Termini con le sue «leccornie» in offerta speciale. Peccato che in cambio Eataly gli abbia dato un pacco, nel vero senso della parola. Dentro la confezione a sorpresa c’erano infatti solo un maritozzo del mattino con la panna un po’ andata, una bomba al cioccolato e un trancio di pizza mortadella e pistacchi. Non granché come cena, ma che ci volete fare? La rivoluzione green non è mica un pranzo di gala.
Il nostro eroe verde, però, non si è fermato. Non si è fermato davanti a nulla. Non si è fermato davanti agli avanzi del buffet di un hotel a cinque stelle (uova strapazzate con salsicce, uova fritta e verdure cotte non propriamente invitanti); non si è fermato di fronte al fruttivendolo di Ponte Milvio che gli ha messo nella busta due cetrioli e un chilo di albicocche «buone solo per farci la marmellata»; non si è fermato davanti alla scamorza, al minestrone liofilizzato, ai funghi champignon, alla carne già cotta e alle sfogliatelle del giorno prima: ogni volta una sorpresa, ogni volta costretto a mangiare quel che capitava, quasi mai fresco, a volte ai limiti del commestibile. Però sai la soddisfazione quando sulla app, dopo aver fatto l’ordine, usciva il messaggio: «Sei un eroe». Testuale: «Sei un eroe». E poi: «Hai evitato l’emissione di anidride carbonica pari a 70 tazze di caffè». Mica 50 tazze, macché. 70 tazze. Il pianeta è salvo. Ora qualcuno inviti Luna a un ristorante, però. Se lo merita.
Non sappiamo infatti quali siano oggi le condizioni di salute del nostro eroe, giornalista di lungo corso, nonché collaboratore per il digitale di Matteo Renzi quando era a Palazzo Chigi. Non sappiamo se riuscirà a superare lo sforzo immane di questa settimana in prima linea contro i nemici dell’ambiente, non sappiamo se saranno necessarie lavande gastriche e pulizie intestinali per spazzare via i residui di maritozzi e panne rancide, siamo però sicuri che un risultato importante sul fronte della lotta contro l’apocalisse climatica l’abbia già raggiunto. Infatti il suo epico articolo si conclude con l’altrettanto epico annuncio, da tutti atteso: questa domenica, cioè oggi, il nostro eroe mangerà uno dei prodotti trovati nei pacchi a sorpresa e risparmiato per tutta la settimana, «uno strano panetto giallo», che ha scoperto essere polenta.
Lo vedete che cosa succede quando uno si impegna in prima persona contro il riscaldamento globale? I risultati arrivano subito. È il 18 agosto e a Roma è già tempo di polenta. Praticamente autunno. Te ne siamo grati, caro Riccardo. Basta che, almeno stavolta, risparmi la tua mamma.
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