Il governo francese ha deciso ieri lo scioglimento del movimento ecologista Soulèvements de la Terre, noto per le azioni di protesta estremamente violente. Nel decreto di scioglimento, l’esecutivo guidato da Elisabeth Borne, ha scritto che «con il pretesto della difesa della preservazione dell’ambiente» il movimento Soulèvements de la Terre (Slt) «incita al compimento di azioni di sabotaggio e danneggiamenti materiali, anche ricorrendo alla violenza». L’esecutivo transalpino ha anche ricordato le «distruzioni» e le «aggressioni fisiche contro le forze dell’ordine» compiute da alcuni dei membri di questo movimento ecologista.
In effetti, negli ultimi mesi, i militanti di Slt si sono resi protagonisti di manifestazioni estremamente violente. Il 25 marzo scorso, il movimento aveva scatenato una guerriglia nei pressi di Sainte-Soline, un minuscolo comune del nord della Nuova Aquitania, dove sarà costruito un grande bacino idrico capace di assicurare l’irrigazione dei campi circostanti. La manifestazione si è conclusa con vari feriti, anche gravi, tra le file dei black bloc venuti a dar man forte ai militanti del movimento ecologista integralista. Questi, poi, hanno frignato e denunciato le forze dell’ordine intervenute per sedare la sommossa.
All’inizio di giugno invece, gli ecoteppisti hanno devastato le serre di un centro di agricoltura sperimentale dove si effettuano ricerche per selezionare frutta e verdura capaci di sopportare meglio la siccità o di assicurare raccolte maggiori. I manifestanti hanno strappato i teli di cellophane delle serre, strappato e calpestato piante. I danni sono stati ingenti e l’azione ha provocato l’indignazione di una buona parte dell’opinione pubblica.
Persino Valérie Masson-Delmotte, una delle principali figure del Giec – il Gruppo di esperti intergovernativo sulle evoluzioni climatiche, di solito allarmisti sui temi ecologici – ha reagito su Twitter affermando che «la distruzione (delle serre, ndr) mi precipita in una forte incomprensione». Sempre gli attivisti di Soulèvements de la Terre hanno organizzato una grande manifestazione lo scorso weekend, in Savoia, per protestare contro la Tav Lione-Torino.
Per questi fanatici verdi ogni causa ambientale è buona per protestare, spaccare, ferire e pazienza se qualcuno può farsi male e magari, purtroppo, anche rischiare la propria vita.
Nonostante ciò, la guerriglia scatenata dal movimento ecologista radicale trova degli alleati tra le forze politiche della sinistra francese. Tra questi figurano la deputata di Europe-Ecologie-Les Verts, Sandrine Rousseau e la segretaria generale dello stesso partito, Marine Tondelier. Quest’ultima, ancora prima che il governo rendesse noto il provvedimento di scioglimento, aveva cercato di far passare gli eco vandali di Slt come dei martiri. Tondelier ha parlato di «persecuzione» e denunciato «un clima di criminalizzazione dei movimenti ecologisti». Anche il capo del partito di estrema sinistra, La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon ha espresso il proprio sostegno a Slt. Forse è anche per questa ragione che lo scioglimento di Soulèvements de la Terre non è avvenuto già mesi fa.
In ogni caso ieri, dopo la notizia dello scioglimento del movimento, sul sito di Soulèvements de la Terre è stato pubblicato un comunicato che sembrava incitare alla sovversione. «Dai sinistri uffici di Place Beauvau (sede del ministero dell’Interno francese, ndr) questa dissoluzione vuole essere come una mannaia» si poteva leggere sul sito. Poche righe dopo, i militanti di Slt si sono domandati se lo scioglimento della loro associazione «fosse in realtà un appello ministeriale a integrare un grande movimento di resistenza» che conta «già 110.000 membri» e «180 comitati locali».
Nella nota è contenuta anche una frase che suona come una minaccia: «Il governo pretendeva di farci sparire, in realtà saremo sempre più visibili». I legali di Slt hanno annunciato un ricorso al Consiglio di Stato.
La violenza degli fanatici ambientalisti ha costretto a reagire le autorità di vari Paesi europei, oltre alla Francia. In Germania, ad esempio, la giustizia ha aperto un’inchiesta nei confronti del movimento Letzte generation (Ultima generazione) sospettato di «formazione o sostegno di una organizzazione criminale». Su due militanti dello stesso movimento pesa anche il sospetto di aver «tentato di sabotare l’oleodotto Trieste-Ingolstadt nell’aprile 2022». A maggio, la Procura di Monaco di Baviera ha disposto anche il sequestro dei beni e dei conti correnti di sette militanti di Letzte generation.
Questi sono sospettati di aver raccolto fondi (per circa 1,4 milioni di euro) per finanziare reati a favore del movimento.
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