- C’è il primo morto da Covid-19 della Francia, oltre a due ammalati fra i quali uno che non ha alcun genere di legame con l’Italia. Nuove infezioni anche in Germania, non tutte relazionabili al nostro Paese. Il ministro tedesco: «Anche noi avremo un’epidemia».
- Basta viaggi studio da noi per vari atenei Usa. Trump: «Dem speculano sull’allarme».
Lo speciale contiene due articoli
La Francia ha ricevuto una doccia fredda ieri mattina, quando si è appreso del decesso di un professore delle scuole medie che non era mai stato in Italia. L’uomo viveva nel dipartimento dell’Oise a nord dell’Ile-de-France. Inizialmente era stato ricoverato nell’ospedale di Creil ma, con l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, era stato trasferito in uno dei più grandi centri ospedalieri della capitale francese: la Pitié-Salpétrière. Nello stesso dipartimento è stato segnalato un altro caso: un uomo, nato nel 1965, ricoverato in «gravi condizioni» all’ospedale di Amiens, città natale di Emmanuel Macron.
Subito le autorità sanitarie hanno iniziato a ripercorre a ritroso le attività, i gesti, gli incontri, gli spostamenti delle due persone colpite dal coronavirus. Familiari e amici sono stati contattati e controllati, per verificare innanzitutto il loro stato di salute e per cercare di capire dove sia avvenuto il contagio.
A fine mattinata il direttore dell’Ars – l’autorità sanitaria regionale dell’Ile-de-France – e il presidente dei sindaci della regione della capitale francese hanno tenuto una conferenza stampa per annunciare la mobilitazione degli enti locali in un quadro coordinato dalle autorità nazionali.
Ma è una seconda conferenza stampa, tenutasi nel primo pomeriggio a Beauvais, che ha attratto maggiore attenzione. Incontrando i media, il prefetto locale Louis le Franc, il rettore dell’Accademia (l’autorità scolastica locale francese, ndr) di Amiens, Stéphanie Dameron, e il direttore generale dell’Agenzia Regionale Sanitaria della regione Hauts-de-France, Etienne Champion, hanno fatto annunci molto importanti.
Innanzitutto è stato chiarito che il professore deceduto era in fermo malattia. Visto che nel frattempo sono iniziate le vacanze invernali di due settimane, il rischio di contagio ai danni degli studenti è stato scartato. Però la dirigente scolastica ha detto che «si sta valutando la questione della riapertura dell’istituto» alla fine della pausa, prevista per lunedì prossimo.
Dato che i due pazienti sono passati negli ospedali di Creil e di Compiègne, è stato attivato il «piano bianco», un protocollo che permette agli ospedali francesi di richiamare tutto il personale sanitario di un certo territorio in caso di urgenze (come attacchi terroristici o epidemie, appunto). Il piano bianco servirà a gestire un afflusso eccezionale di pazienti negli ospedali. Un’eventualità alla quale le autorità di questa regione ormai si preparano. Questo perché, come ha spiegato a Le Parisien un dipendente dell’ospedale di Compiègne, il contagio di una delle due persone «è stata scoperto alla fine della suo soggiorno». In altre parole, l’uomo è rimasto per giorni in contatto con altri pazienti, personale del pronto soccorso e del reparto di rianimazione. In tutto questo periodo non sono state prese particolari precauzioni. Il coronavirus può dunque aver – verosimilmente – accelerato la propria diffusione. Se tra le misure annunciate durante la conferenza stampa pomeridiana si è parlato anche dei numeri speciali destinati a richieste d’informazioni sul virus – in modo da liberare i centralini dei servizi di emergenza – non è stata invece toccata la questione dei voli. A Beauvais si trova uno dei più importanti scali aeroportuali low cost d’Europa. Una delle rotte maggiormente utilizzate è quella che collega questa cittadina con l’aeroporto di Bergamo Orio al Serio. Il sindaco di Beauvais, Caroline Cayeux, si è detta preoccupata per il fatto «che non ci si ponga nemmeno la domanda di chiudere delle linee provenienti da regioni a rischio, dell’Italia in particolare». La prima cittadina ha anche aggiunto che per lei non sarebbe una sorpresa se «nelle prossime ore si arrivasse alla soppressione delle linee in arrivo dall’Italia».
Nel frattempo in altre aree della Francia la paura per l’arrivo degli italiani si è fatta sempre più palpabile. A Lione, varie autorità locali hanno chiesto di vietare l’arrivo dei tifosi al seguito della Juventus per la partita di Champions League, disputata nella serata di ieri ftra i bianconeri e l’Olympique. A questo proposito il ministro della Salute transalpino, Olivier Veran, ha preso un grosso granchio: credendo di tranquillizzare l’opinione pubblica, ha dichiarato che «non ci sono malati identificati a Torino, né in Piemonte». Invece ce ne sono tre: la smentita è arrivata, secca, dai media transalpini che hanno ripreso le informazioni pubblicate sul sito della Protezione civile italiana. A Nizza invece il sindaco Christian Estrosi ha disposto la chiusura anticipata del carnevale locale, anche se lunedì sera si era svolta una sfilata alla quale hanno assistito migliaia di persone, tra le quali non pochi turisti italiani. A Parigi la società di trasporti pubblici ha annunciato di prepararsi a proteggere passeggeri e dipendenti.
Oltre alla Francia anche la Germania ha iniziato a tremare dopo la scoperta di due nuovi casi domestici di Covid-19, di cui solo uno è passato da Milano. In totale la Germania è arrivata a 22 casi e ormai per il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, afferma che il paese è «all’inizio di un’epidemia».
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >