L’inflazione adesso corre verso il 2%: il vecchio conto deposito rende meno
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I grandi gruppi come Poste e Intesa offrono i libretti di risparmio, ma restano di moda gli investimenti vincolati a tempo che di media non coprono l’aumento del costo del denaro. Ecco comunque i migliori.

INFOGRAFICA



Gli italiani – non è un segreto – quando si tratta di investire i propri risparmi, non amano rischiare. Lo conferma la lunga tradizione che i risparmiatori del nostro Paese hanno sempre avuto nei confronti del settore obbligazionario. Un lusso che però oggi è sempre più raro. Soprattutto con l’inflazione che ha ripreso a crescere.

Secondo l’Unione europea, il costo della vita nel 2018 salirà dell’1,4% quest’anno e dell’1,6% nel 2019. Si tratta di una notizia positiva. Questo significa che anche il nostro Paese sta uscendo dalla crisi economica. Purtroppo, però, questo significa anche che ottenere buoni rendimenti sarà ancora più difficile, soprattutto per chi non vuole rischiare.

Chi vuole dormire sonni tranquilli, però, ha ancora un asso nella manica. Si tratta dei conti deposito. Il meccanismo di questi prodotti è semplice. Si tratta di strumenti che, in cambio di certi limiti temporali, offrono dei rendimenti annui certi. I conti possono avere vincoli di 3, 6, 12, 18 fino a 60 o anche 120 mesi garantendo rendimenti annui. Certo, i prodotti finanziari senza rischi non esistono: in questo caso i lati negativi da tenere in considerazione quando si sceglie un conto deposito, sono due.

In primis, c’è il rischio bancario. Di fatto, con questo strumento, l’investitore sta prestando denaro a un istituto di credito. Pertanto è sempre bene capire quale sia la solidità finanziaria della realtà cui ci stiamo affidando. Inoltre, bisogna sempre tenere d’occhio l’inflazione. Più questa salirà e più il rendimento verrà eroso.

Grazie a uno studio che Sostariffe ha realizzato per La Verità prendendo in considerazione tutti i conti deposito sul mercato (ad eccezione di quei pochi attivabili solo allo sportello), si capisce chiaramente che questo tipo di strumenti possono essere interessanti solo se il denaro viene lasciato a lungo sul conto. Stando agli attuali livelli di inflazione, si nota chiaramente come il vincolo minimo di tempo in media non possa scendere nella maggioranza dei casi sotto i tre anni. Diversamente, il gioco non vale la candela.

Inoltre va detto che spesso la certezza di avere un rendimento garantito si paga: dando uno sguardo ai prodotti sul mercato, i rendimenti sono comunque spesso inferiori rispetto a chi investe in fondi comuni, etf o azioni. Anche per questo grandi gruppi come le Poste Italiane o Intesa Sanpaolo preferiscono offrire libretti di risparmio (nel caso di Ca’ De Sass il rendimento è dell’1% all’anno), un supporto cartaceo sul quale vengono registrate tutte le operazioni sulle somme e che offre molti meno servizi all’utenza.

Quali prodotti esistono quindi sul mercato e quali scegliere? Come si può vedere dall’indagine di Sostariffe, alcune banche offrono anche il conto deposito senza vincoli di tempo. Prodotti che offrono risultati sempre al di sotto dell’inflazione, pertanto non molto convenienti. Per chi proprio non vi volesse rinunciare, il conto deposito di Ibl Banca, Fca Bank, Findomestic e Banca Progetto offrono un rendimento annuo lordo dell’1%, sempre meglio della maggioranza dei prodotti del settore che, con queste caratteristiche, non vanno oltre una media dello 0,25 o 0,5%.

Come dicevamo dunque, in media dei rendimenti soddisfacenti che battano l’inflazione si vedono depositando denaro per un tempo superiore ai 36 mesi. Ma ci sono delle eccezioni. Il conto deposito di Credem, il Deposito Più, offre il 2% vincolando a tenere il denaro a tre mesi. Un risultato che nessun altro riesce a offrire. Il Conto Arancio di Ing Direct, ad esempio, offre lo stesso rendimento, ma nell’arco di tempo di sei mesi. In seconda posizione tra i vincoli a 60 giorni c’è il conto RendiOltre nuovi clienti che offre l’1,5%, un valore che è però pericolosamente vicino agli attuali livelli di inflazione e che presto potrebbe essere superato dall’aumento del costo della vita.

Anche andando verso vincoli più lunghi, a 12 mesi, le offerte interessanti non sono molte. Il conto deposito della Banca di credito cooperativo di Cagliari è l’unico a offrire il 2% di rendimento lordo, seguito dalla Banca Popolare di Bari che, nello stesso arco di tempo, offre l’1,8%. Le offerte più interessanti iniziano a vedersi con tre anni di vincolo. Il Vici conto extra di Vivi Banca a 36 mesi garantisce il 2,25%. Medaglia d’argento al conto deposito della Bcc di Cagliari che offre il 2,15%.

Oltre a questa soglia di tempo, sono pochi i prodotti che permettono di depositare denaro per periodi maggiori. Vivi Banca, con il suo Vivi conto extra, ad esempio, garantisce il 2,35% a 42 mesi e il 2,5% a 48 mesi. Banca sistema con Sì Conto offre l’1,95% a 60 mesi ed ì l’unica ad offrire un rendimento (2,3%) a 120 mesi.

Va detto, inoltre, che si tratta di rendimenti lordi. Nel caso dei conti deposito, tra le varie imposte, bisogna sempre considerare anche quella di bollo (lo 0,20% calcolato sulle giacenze) che nella maggior parte dei casi è a carico del risparmiatore. Secondo Sostariffe, fanno eccezione ExtraBanca, Igea, Conto facto (gruppo banca Farma Factoring) e Banca Sistema. In questi casi l’imposta di bollo la paga la banca e i rendimenti ringraziano almeno un po’. I conti deposito dunque non sono di certo i prodotti più redditizi sul mercato. Sono però tra i più sicuri e tra quelli più slegati dalle oscillazioni delle piazze finanziarie. Tra questi ce ne sono alcuni che offrono rendimenti interessanti. L’importante è scegliere sempre prodotti che battano l’inflazione.

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