Il Reddito grillino (non) funziona
come una piscina senza l’acqua
Giuseppe Conte (Ansa)
Due storie raccolte dalla «Stampa» dimostrano che la misura non poteva funzionare. I navigator e i centri per l’impiego sparivano nel nulla, abbandonando i percettori.

Se ancora qualcuno avesse dei dubbi che l’impianto sottostante al reddito di cittadinanza – poi trascritto nella legge che lo regolava – , fosse totalmente sbagliato si vada a rileggere le interviste di due percettori sulla Stampa di due giorni fa e avrà conferma che questo baraccone messo su così com’è stato messo su non ha funzionato per il fatto che non avrebbe potuto funzionare.

Chiariamo un punto già chiarito altre volte: l’Italia senza strumenti di integrazione del reddito delle famiglie (ove in economia si includono anche i single), quando esso non raggiunge una cifra tale da poter permettere alla famiglia stessa di rispondere a tutti i bisogni primari (ivi incluse le vacanze estive o invernali), è un’Italia che viola patentemente l’art. 3 della Costituzione dove si dice che la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli materiali che non consentono ai cittadini di vivere in condizioni di povertà o di emarginazione sociale, che spesso coincidono. È quindi ovvio che occorra uno strumento che tuteli queste famiglie che, involontariamente, si trovano in situazioni di povertà relativa o assoluta. Occorre ribadire anche un altro concetto, che è complementare a quello sopra esposto. Il lavoro è la principale forma di risposta al bisogno. Ma c’è lavoro e lavoro e in questo senso io sono totalmente a favore di una misura sul reddito minimo con alcune clausole, di cui ho già parlato in altri articoli.

Fatte queste due precisazioni, dalle due interviste riportate sulla Stampa cosa emerge? Emerge che il signor Vincenzo Silvio e la signora Doriana non hanno mai ricevuto una chiamata dai centri per l’impiego. La signora dice che i navigator a un certo punto sono spariti nel nulla e il signor Vincenzo dice che ha finito la strada a suon di andare ai Caf e si è ustionato l’orecchio per le ore che ha aspettato al telefono una risposta di centri per l’impiego. Prima telefonata, primo incontro e consegna del curriculum, primo incontro con un navigator e poi, come se la legge l’avesse scritta il mago Silvan, tutto è finito nel nulla, si è alzato il panno nero e dietro non c’era più una beata mazza.

La finalità primaria del reddito, così come fu concepito originariamente in Inghilterra da Tony Blair era quello di sostenere il lavoratore o la lavoratrice nei momenti di perdita del reddito e reinserire nel mondo del lavoro il prima possibile, anche senza corsi di formazione. E così funzionò, fu anche molto criticato per questioni legate all’immigrazione ma i numeri alla fine del biennio applicativo e di sperimentazione dettero ragione al giovane Tony. C’è da dire anche altro perché con le premesse che abbiamo fatto ce lo possiamo tranquillamente permettere. I numeri di coloro che hanno rifiutato anche due occasioni di lavoro sono sconcertanti. Fatte salve le situazioni nelle quali veniva offerto un trasferimento in una città, come Milano a una famiglia con un solo lavoratore e tre figli, e lo stipendio era di 1.300 euro, praticamente era sì offrire un lavoro ma nella consapevolezza che quella famiglia avrebbe sfiorato o sfondato la barriera della povertà.

Purtroppo non tutti i casi di rifiuto hanno avuto queste caratteristiche: in molti casi si è trattato di rifiuto di un lavoro perché non era il lavoro ideale e i numeri sono bastardi, in questo senso. Anche il nostro Vincenzo che ha voluto da sempre rifare il giornalista pur legittimamente aspirando a far quello, traspare dall’intervista una certa ritrosità a buttarsi in altri lavori ma, anche in questo caso, il problema non è la ritrosità di Vincenzo, è il fatto che lui, scritta la legge, oltre a versargli un tot di euro al mese, è stato abbandonato completamente a sé stesso perché coloro che governavano si ritenevano di aver fatto tutto quello che dovevano. Al contrario era come se avesse costruito un trampolino che favorisse l’inserimento all’interno del mondo del lavoro ma si fossero dimenticati di mettere l’acqua nella piscina. Come ci insegna il ragionier Ugo Fantozzi la piscina senza l’acqua è particolarmente dura quando qualcuno dal trampolino prova tranquillamente a fare un triplo salto mortale, che in realtà è inutile perché la morte è assicurata anche senza tali contorcimenti del corpo.

Purtroppo questa volta i toni scherzosi non sono per rallegrare chi ci legge ma raffigurano esattamente la situazione del nostro Vincenzo e della nostra Doriana. Doriana spera in questa piattaforma digitale che il governo ha promesso per i primi di settembre dove si dovrebbero incontrare l’offerta di lavoro (cioè dei lavoratori) e la domanda di lavoro (cioè delle imprese).

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