La promessa del Pd nel programma elettorale «Ancora più affidi»
Ansa
Nella campagna appena conclusa, il partito di Bibbiano celebrava il modello «innovativo» e «qualificato» di gestione dei minori e prometteva di ampliarlo.

«Adesso basta», ha gridato mercoledì su Twitter il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. «Gli attacchi al Pd sul Web stanno diventando diffamazione», ha aggiunto. «Per questo un team di avvocati è al lavoro per avviare azioni legali, fossero anche 100 al giorno». Subito le sue esternazioni sono state rilanciate suoi social dai colleghi di partito, tra cui Roberta Mori, consigliere regionale dell’Emilia Romagna impegnatissima sul fronte Lgbt e tra le più attive sostenitrici dei progetti portati avanti dall’assistente sociale Federica Anghinolfi e dalla di lei ex compagna Fadia Bassmaji (entrambe sono indagate nell’inchiesta «Angeli e demoni»). A quanto sembra, secondo i vertici dem, chiunque osi collegare il Partito democratico alla brutta storia di affidi illeciti e abusi sui bimbi della Val d’Enza merita di essere perseguito. Stando così le cose, però, il Pd dovrebbe prendersela per prima cosa su sé stesso. O, meglio, sui suoi esponenti emiliani.

Abbiamo raccontato nei giorni scorsi come numerosi esponenti democratici abbiano sostenuto la causa delle assistenti sociali bibbianesi presentandole come un esempio da seguire in varie occasioni. Nonostante questo, il Pd continua a scaricare il barile e a fingere che la vicenda non lo tocchi minimamente. Anzi, minaccia azioni legali contro chi lo tira in ballo.

Tuttavia, dicevamo, i dem si tirano in ballo da soli. Per rendersene conto basta sfogliare il programma elettorale presentato da Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano ora agli arresti domiciliari, durante la campagna elettorale che si è da poco conclusa con la sua rielezione. Su Facebook sono ancora disponibili le slide in cui Carletti sintetizzava la sue idee e riepilogava i grandi risultati raggiunti dalla sua amministrazione.

Ed è proprio in queste slide che il sindaco presenta come un’eccellenza il sistema degli affidi e anzi promette di ampliarlo ulteriormente. Nella parte del programma relativa al «Welfare di comunità» leggiamo: «Sosteniamo i servizi e gli attori sociali che mettono in campo progettualità anche innovative negli ambiti della promozione del benessere, della prevenzione del disagio, del contrasto al fenomeno del bullismo, delle varie dipendenze, della cura delle relazioni e dei compiti genitoriali». Beh, senz’altro l’approccio bibbianese ai compiti genitoriali era piuttosto «innovativo»…

Appena sotto, ecco l’autocelebrazione: «Favoriamo la solidarietà fra famiglie incentivando l’affido ed altre nuove forme di aiuto reciproco». Che incentivassero gli affidi non c’è dubbio, infatti – come risulta dai documenti ufficiali presentati anche di fronte alla Commissione parità dell’Emilia Romagna – il numero di bambini dati in affido nella zona era altissimo. È stata la stessa Federica Anghinolfi a spiegare, durante un’audizione alla Camera, nel 2016, che su 12.000 bambini presenti in tutta la Val d’Enza, addirittura 900 erano seguiti dai servizi sociali. E 90 di questi venivano considerati vittime di abusi. Sono percentuali incredibili.

Quando venivano snocciolate, tuttavia, le risposte delle istituzioni rosse erano sempre le stesse: il sistema funziona bene, anzi se le cifre sono elevate è proprio perché i servizi sociali lavorano meglio che da altre parti.

Che il modello Bibbiano fosse strepitoso, dicevamo, il Pd lo scriveva più volte nel programma. Nel capitolo intitolato «Vogliamo bene alle famiglie» si legge: «Nell’area delle famiglie con figli minori, intendiamo continuare a rafforzare la rete dei servizi costruita in questi anni, in grado da un lato di tutelare i minori in maggiore difficoltà con un sistema di risposta qualificato e all’avanguardia; dall’altro di sostenere, tramite il Centro per le famiglie e i progetti educativi territoriali, le quotidiane fatiche del crescere». Capito? Il meccanismo che tutelava i minori in difficoltà, secondo il programma del sindaco Carletti, era «qualificato» e «all’avanguardia». La «rete dei servizi» della Val d’Enza era in grado di proteggere i minori in difficoltà, a dire del primo cittadino bibbianese.

Peccato che, in realtà, i bambini venissero sottratti alle famiglie d’origine e affidati anche a coppie che li maltrattavano. Non solo: i piccoli venivano convinti di essere vittime di abusi e vessazioni inesistenti. E di tutto questo si occupava il meraviglioso «sistema dei servizi» messo in piedi dall’Unione dei Comuni emiliana.

Nei giorni scorsi, il segretario del Pd bibbianese, Stefano Marazzi, ha diffuso un comunicato a nome di «tutta la comunità del Pd di Bibbiano», in cui difende a spada tratta il sindaco Carletti e spiega di non avere alcun dubbio sulla sua innocenza. Con qualche cautela in più, anche i parlamentari emiliani del Pd hanno preso le difese dei proprio compagni. Se consideriamo poi le uscite di Zingaretti sulle azioni legali, possiamo dire che i dem non abbiano fatto molta autocritica, anzi. Da un lato continuano a evitare il problema, dall’altro difendono le proprie azioni.

Intanto, però, il programma del Pd bibbianese leva ogni dubbio: sono stati gli amici progressisti a sostenere, promuovere e incentivare il sistema degli affidi. E adesso si denuncino da soli.

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