Il Consiglio dei ministri lo scorso febbraio ha recepito le norme volute dall’Europa sugli agenti assicurativi a modo proprio. È bastato togliere il termine «imparziali» per stravolgere il senso della riforma Ue del comparto. L’obiettivo originario di Bruxelles è quello di favorire gli agenti plurimandatari per aumentare la concorrenza. Nuove complicazioni per i consumatori.
Il tema assicurazioni è sempre delicato. Quando si tratta di normare il comparto la storia del Parlamento racconta di emendamenti fantasma o di blitz dell’ultima ora per piccole modifiche dal grande valore commerciale per il settore. La penultima in ordine di tempo era avvenuta lo scorso anno quando in manovra fu espunto un testo che avrebbe consentito di applicare anche al ramo danni la riforma dell’Rc auto voluta dal governo di Mario Monti. L’effetto fu quello di bloccare il rinnovo automatico e garantire ai clienti un periodo di transizione di 15 giorni, tutto a favore del prezzo al ribasso. La rivoluzione del ramo danni attesa da tempo è saltata dunque nel 2017, a febbraio invece c’è stato l’ultimo blitz per bloccare la spinta liberalizzatrice voluta dall’Europa. Nel 2016 l’Ue ha approvato la riforma del comparto. In gergo tecnico si chiama Idd. Si tratta di una normativa che mira a stimolare la concorrenza, a favorire gli agenti plurimandatari e a imporre maggiore trasparenza a livello di pagamenti. In pratica vuole che gli agenti siano il più possibile indipendenti dalle compagnie e dalle reti. In poche parole, quello che la Mifid2 chiede al comparto bancario.

Il Consiglio dei ministri di metà febbraio ha varato il decreto attuativo che prevede l’entrata in vigore delle nuove norme Ue. L’ha fatto a suo modo. Ovvero con una piccola omissione che cambia però l’intero valore della norma che entrerà in vigore fra un anno. L’articolo 17 dell’Idd al punto numero 1 prevede espressamente che «i distributori dei prodotti assicurativi agiscano sempre in modo onesto, imparziale e professionale per servire al meglio gli interessi dei loro clienti». Il testo uscito dal Cdm riporta all’articolo 21 un testo simile, ma non uguale alla versione europea. «I distributori dei prodotti assicurativi», si legge, «operano con diligenza, correttezza e trasparenza nel miglior interesse dei contraenti». Scompare il termine «imparzialità» che, come si può immaginare, fa la differenza.

A oggi in Italia ci sono circa 17.700 agenti assicurativi, di questo poco più di 4.000 sono plurimandatari. La stragrande maggioranza, dunque, ha come controparte una sola compagnia assicurativa, il che rende difficile per l’agente offrire al cliente una comparazione tra le principali offerte. L’intento dell’Idd è spingere gli agenti a fare sempre l’interesse dei clienti e al tempo stesso fornire a tutte le parti una comparazione dei prodotti più ampia possibile. Il governo ha così deciso di inserire una complicazione burocratica che renderà ancora più fastidioso gestire più polizze con bandiera diversa.

Oggi le norme consentono che gli agenti e gran parte dei player del settore (che complessivamente offre lavoro a circa 140.000 persone) di avere il cosiddetto conto separato. Una posizione bancaria intestata all’agente assicurativo che serve per ricevere i bonifici dei clienti, trattenere a fine mese la commissione e poi inoltrare alle compagnie assicurative il dovuto. Quando entrerà invece in vigore la versione italiana della legge lo schema che consente il conto separato varrà praticamente solo per i broker (circa 8.000), gli altri dovranno chiedere ai clienti di bonificare gli importi dei premi direttamente alle compagnie assicurative. Il che significa che se un consumatore intende affidare la casa a una compagnia, l’auto a un’altra e la vita a una terza dovrà effettuare tre bonifici. Sembra un piccolo dettaglio, invece si rivelerà un rallentamento e una noia. Tanto che molti preferiranno effettuare un solo bonifico e di conseguenza scegliere una sola compagnia assicurativa. Quale? Verosimilmente quella che il proprio agente suggerisce e se quest’ultimo lavora solo per un brand il ventaglio di scelta è decisamente limitato.

Il risultato della scelta del governo di Paolo Gentiloni è dunque in direzione opposta rispetto alla liberalizzazione chiesta dell’Europa, che ogni tanto bisogna ammetterlo su certe cose ci azzecca. Ora toccherà all’Ivass, guidata da Salvatore Rossi, gestire la transizione. Molto si capirà dal varo del motore di ricerca che consentirà vere comparazioni tra le offerte. Al momento gran parte degli agenti non riceveranno i codici di accesso. E questo la dice lunga.

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