Cancellando Equitalia, Matteo Renzi promise niente più code allo sportello per versare i tributi. Ma il logo del nuovo ente manda in tilt gli italiani a cui spesso, dopo ore in fila, viene detto che non hanno letto bene e l’ufficio presso il quale rivolgersi è un altro.

Quando annunciarono che Equitalia non c’era più e che al suo posto sarebbe arrivata la nuova Agenzia delle entrate Riscossioni, dal governo dissero anche che le attese sarebbero state ridotte in modo drastico. Niente più code allo sportello, insomma. Nessuno però aveva capito cosa immaginava il governo per trovare quella soluzione. A distanza di quasi un anno le segnalazioni arrivate alla Verità svelano l’arcano.

È bastato assegnare ad Agenzia delle entrate Riscossioni lo stesso logo dell’Agenzia delle entrate, con colori identici e medesima composizione grafica. Anche il carattere tipografico è lo stesso, ma con l’aggiunta di una R e una piccola scritta azzurra sullo sfondo per l’agenzia di riscossione. Il cittadino che riceva la «cartella» da rottamare (negli ultimi mesi ne sono state notificate migliaia in vista della rottamazione con scadenza 15 maggio) riconosce il logo dell’Agenzia delle entrate (lo stesso da decenni ormai) e corre negli uffici che conosce. Lì, dopo ore di fila agli sportelli, si sente dire che non ha letto bene sul logo e che l’ufficio da raggiungere è un altro: quello di Agenzia delle entrate Riscossione. E siccome gli uffici sono rimasti quelli che un tempo erano di Equitalia bisogna raggiungere la struttura.

Spesso è necessaria una seconda giornata di ferie, perché nelle grandi città, come Roma per esempio, Agenzia delle entrate e Agenzia delle entrate Riscossione distano chilometri. Allungando il tragitto al cittadino, però, le code agli sportelli appaiono ridotte. Il meccanismo ricorda tanto quello delle rotatorie agli incroci. Con la differenza che per l’ex Equitalia si fa un bel giro a vuoto, passando per l’agenzia sbagliata. Insomma, la trovata di Matteo Renzi di far finta di eliminare Equitalia per cambiarle alla fine solo il nome sta producendo un gran caos, e la prima causa è da ricercare proprio nel nome e nel logo scelti dal renziano Ernesto Maria Ruffini, presidente di Equitalia e direttore dell’Agenzia delle entrate: davvero un’idea geniale.

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