Nel video caricato su Youtube lo scorso agosto, i guru di una setta americana parlano a bambini di una scuola elementare italiana, spiegano come i «bars», barre di energia, possano essere rilassanti. Si vedono i piccoli sdraiati su tappetini, inquadrati senza rispetto della privacy dei minori, mentre operatrici sorridenti praticano loro dei massaggi sulla testa, che dovrebbero rilasciare carica elettromagnetica. L’esperimento è stato compiuto nei primi mesi di quest’anno in una primaria torinese e sarebbe durato otto settimane, 15 minuti di seduta ogni martedì, come si afferma nel filmato e in altri che circolano sui social.
I texani Gary Douglas e Dain Heer, fondatori di Access consciousness, una rete presente in 170 Paesi, hanno potuto avvicinare per giorni degli scolari di seconda elementare e spiegare le loro «tecniche che cambiano la vita». Douglas, ex pezzo grosso di Scientology, è convinto che si possa sprigionare energia vitale toccando i 32 bars, le barre energetiche che terminerebbero in diversi punti della nostra testa e corrisponderebbero a denaro, creatività, potere, sessualità, corpo, invecchiamento, gioia, tristezza. L’ha messo in pratica con degli scolari e nessuno ha protestato. Sui crocifissi nelle aule si scatena il finimondo, se una setta passa due mesi con i nostri bambini a raccontare cialtronerie, nessuno fiata.
Il nome della scuola non compare nel video ma salta fuori da foto pubblicate sui social lo scorso 15 marzo: «Oggi siamo a Chivasso, in Italia e Gary Douglas e Dain Heer hanno visitato la scuola elementare Dasso dove Danilo Da Re e Chiara Dolza hanno organizzato un programma nella scuola dove vanno una volta a settimana con altri professionisti locali per far scorrere bars a tutti i 70 bambini della seconda elementare!», si legge in un post. Ma torniamo al video, della durata di circa 4 minuti. Chiara Dolza, facilitatrice di Access ovvero certificata «per aiutarti a cambiare» (chiamiamola anche motivatrice, altro termine orrendo), traduce ai bambini i sermoni dei due texani, invita a fare domande, ride e sorride alle battute di Heer che spiega come i bars «lo rilassano e lo rendono felice». Accanto a lei l’altro facilitatore pure torinese, Danilo Da Re. Si definiscono fondatori del progetto bars per bambini. Lo scorso gennaio, sempre la Dolza raccontava in un video caricato su Facebook di voler condividere l’esperienza di aver fatto scorrere bars a bambini di una scuola elementare. Commentava: «È stato davvero un bellissimo regalo». Non si comprende se per la setta o per quei poveri scolari, inconsapevoli cavie di un esperimento che nulla ha di divertente. La Dolza invitava tutti gli educatori interessati farsi vivi con lei, lo scopo era «liberare quanti più bars possibile che hanno voglia di giocare e si espandano a macchia d’olio».
C’è però un video molto più lungo sull’esperienza alla materna di Chivasso, caricato dallo stesso Dain Heer su Picuki.com (il visualizzatore di storie di Instagram). Venti minuti inquietanti. Ascoltiamo Douglas spiegare ai bimbi che «fare i bars aiuta a liberarsi della spazzatura che hai dentro, così hai spazio per le cose belle». Quale idea si saranno fatti gli scolaretti della «monnezza» che c’è dentro di loro e va tolta? Il guru ne spara un’altra: «Va bene essere felici anche quando gli altri non lo sono». Ottimo, davvero educativo. La Dolza racconta nel video di aver inviato il progetto a una ventina di scuole italiane «ma solo una ha accettato». La Dasso, per l’appunto. Afferma che «erano i bambini a chiedere a gran voce i bars alle insegnanti», se fosse vero quelle maestre hanno delle grosse responsabilità per aver introdotto tecniche non autorizzate. E la direttrice didattica dov’era?
Intanto scorrono le immagini di maestre e operatrici che muovono le mani sulle teste dei piccoli, ti domandi dove siano i genitori e perché questo abbia potuto accadere in una scuola. «I bars sono un trattamento e un gioco. È un’ottima cosa saltare lezioni per ricevere i bars», dichiara Danilo Da Re. Un trattamento per bimbi in un’aula? «Voi potrete essere le persone che crescono con un’idea che cambia il mondo», è l’ultimo messaggio che il guru lancia al pubblico under 7.
Tony Ortega, il giornalista americano famoso per il suo blog quotidiano sulla Chiesa di Scientology, uno dei primi a indagare sulle pratiche di molestie e intimidazioni nei confronti di chiunque abbia parlato pubblicamente contro l’organizzazione, già nel 2012 affermava che Gary Douglas «ha portato via alcuni dei concetti di base di Scientology», per esempio che «gli aderenti attraversano più livelli di apprendimento» per sbloccare il loro «vero potenziale». L’organizzazione sarebbe una copia de movimento fondato da Ron Hubbard. È sui bambini il passaggio più sconvolgente: «Se Scientology pensa ai bambini come piccoli adulti con anime antiche, Access li considera “incredibilmente sexy”», scriveva Ortega, riportando stralci di una clamorosa inchiesta su Douglas pubblicata da Houston Press, dopo aver visionato i manuali segreti e non smentiti dell’associazione. Il guru vorrebbe accedere al mondo dei piccoli, da anni si muoverebbe con questo obiettivo. Soggetti più facili da indottrinare?
Nell’inchiesta di Craig Malisow su Houston Press dal titolo «What’s behind Gary Douglas’s Scientology knockoff? Cosa c’è dietro la copia di Scientology di Gary Douglas», si leggeva che il guru aveva raccontato di essere stato impossessato dallo spirito di Rasputin e di altri personaggi, compresi degli alieni. Viene descritto l’incontro di Douglas nel 2000 con Dain Heer, un chiropratico di bell’aspetto che aveva subìto abusi da piccolo e stava pensando di suicidarsi. Heer ha un grande talento nelle mani, diventò il numero due di Access. «Solo muovendo la punta delle dita sulla testa di una donna, riesce a condurla all’orgasmo», si legge nel corposo dossier. Sul tema, il dottore che è andato a indottrinare bimbi in una nostra scuola elementare deve essere molto ferrato, ha scritto il manuale 7 Steps to orgasm. How orgasmic can your life be? ovvero 7 passaggi per raggiungere l’orgasmo. Come puoi avere una vita orgasmica? Tre anni fa, il chiropratico David Biddle assieme ad altri facilitatori di Access consciousness, aveva offerto cinque sessioni gratuite a una cinquantina di bambini spagnoli dell’isola di Mallorca, con difficoltà a scuola. L’esperienza è raccontata con il consueto entusiasmo sul sito dell’associazione, spiegando che «far scorrere i bars» avrebbe migliorato apprendimento e atteggiamenti troppo aggressivi in classe. O è l’inizio di un indottrinamento, ci domandiamo ancora una volta.
Ce n’è a sufficienza per allarmarsi su simili tecniche in un percorso educativo rivolto a bambini di seconda elementare in una nostra scuola. Sono 41 i facilitatori o motivatori Access in Italia. Da Carpi a Roma, da Prato a Napoli, da Milano a Casalborgone, nel Torinese, dove Moira Bramley comproprietaria del castello, antica residenza dei Conti Broglia, il prossimo 2 dicembre insegnerà «Come diventare soldi!». La Bramley possiede il 23,5% della società immobiliare che l’ha acquistato, mentre Gary Douglas e Dain Heer sono detentori ciascuno del 15%, informava La Voce nel novembre di due anni fa. Dalla visura catastale i proprietari risultavano dieci, due dei quali italiani: i fratelli Marco e Marcella Marsili di Prato. La struttura è diventata hotel di lusso, organizza incontri e convegni. Il prossimo 15 dicembre, grande appuntamento Access consciousness al castello di Casalborgone per scoprire «quanto sei disposto a uscire fuori dagli schemi» e creare una dimensione tua. Al posto di regali «si scambieranno bars» che scorreranno a fiumi, come lo spumante: «Sei invitato a una gloriosa giornata interamente dedicata a festeggiare te», annunciano sul sito di Access. Basta che non escano dal castello per andare in qualche altra scuola primaria.
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