- La Corte d’appello di Bologna ha disposto la consegna di Sehrii Kuznietsov, l’ucraino accusato di aver danneggiato il gasdotto nel 2022. Crosetto: «Disponibili su Samp-T e aerei radar». M5s e Calenda esortano il governo al confronto in Aula su «Sentinella Est».
- Invasione nazista, Berlino secca: «Soldi alla Polonia? Storia chiusa». Merz: «Ma siamo al fianco di Varsavia». Presto possibile vertice Trump–Zelensky.
Lo speciale contiene due articoli.
Carlo Calenda che afferma di essere d’accordo con il M5s: basta questo per comprendere che i tempi che viviamo, dal punto di vista politico, in Italia, sono veramente imprevedibili. La questione è quella dell’eventuale partecipazione dell’Italia alla nuova missione della Nato, dal nome assai intrigante, «Sentinella dell’Est», concepita dopo l’incursione di alcuni droni russi nello spazio aereo polacco la scorsa settimana. Una partecipazione che i pentastellati chiedono che venga discussa in parlamento: «Senza consultare il Parlamento», scrivono in una nota i parlamentari del M5s delle commissioni Difesa di Camera e Senato, «il ministro Crosetto ha già comunicato alla Nato la disponibilità italiana a partecipare all’operazione Sentinella dell’Est inviando due caccia della nostra Aeronautica militare a pattugliare il confine aereo tra Polonia, Ucraina e Bielorussia. Una missione ad altissimo rischio data la situazione di crescente tensione nell’area a cui l’Italia può partecipare solo su autorizzazione del parlamento. Il governo venga in Aula e si voti su questa nuova missione prima di formalizzare ogni decisione perché il Parlamento non può essere trattato come un passacarte». E qui spunta Calenda: «Per una volta sono d’accordo con i 5 stelle», scrive su X il leader di Azione, «il governo venga in Aula. Votiamo sulla partecipazione a Sentinella dell’Est. Così sarà chiara l’ampiezza del fronte dei sostenitori di Putin e di quelli dell’Europa. Basta ipocrisie».
I due caccia di cui parlano i pentastellati sono gli Eurofighter che, secondo diverse fonti giornalistiche, l’Italia metterebbe a disposizione della missione Nato. A precisa domanda, ieri, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha risposto così: «Non c’è richiesta di cose specifiche, c’è richiesta di assetti sul fronte Est. Siamo già tra i maggiori contributori della Nato. Daremo la disponibilità per lasciare più tempo i Samp-T che abbiamo dislocato sul fronte Est o di lasciare più tempo gli aerei Caew che fanno controllo radar nella zona. Mi pare sia una disponibilità già elevata», ha aggiunto Crosetto, «rispetto a quello che già abbiamo dato, che stiamo dando sul fronte Est. Mi pare sia una disponibilità già elevata rispetto a quello che già abbiamo dato, che stiamo dando sul fronte Est: la guerra per quanto riguarda l’Italia e la Nato non è vicina, non è neanche tra le possibilità che ci siamo posti; per quanto riguarda la Russia, invece è una cosa reale perché la sta facendo in Ucraina». Niente caccia, quindi, come confermano alla Verità fonti di governo, che spiegano come l’Italia sul fronte europeo orientale sia già impegnata in Bulgaria, Ungheria, Lettonia e Estonia, e sia al primo posto tra le nazioni contributrici su quel versante. Nei prossimi giorni si riunirà il North Atlantic Council, l’organo decisionale politico centrale della Nato, e si ascolteranno le richieste: di caccia, però, non se ne parla. A fornire gli aerei da combattimento dovrebbero essere Danimarca, Francia, Germania e Gran Bretagna. Sull’aumento delle spese militari «non c’è nessuna lite con Salvini. Da mesi», precisa Crosetto, «leggo di presunte discussioni con Giancarlo Giorgetti, ma non c’è persona con cui vado più d’accordo nel governo. Le nostre proiezioni di spesa per i prossimi anni le abbiamo già condivise due mesi fa con Giorgetti. Quello che riuscirà a rendere disponibile lo useremo al meglio, compatibilmente con le possibilità di bilancio». Immediata la risposta del Carroccio: «Le maggiori spese per la difesa», recita una nota della Lega, «dovranno essere usate per la sicurezza interna. Obiettivo: presidiare e controllare treni, stazioni, mezzi pubblici, scuole e strade, non per inviare soldati italiani o per comprare armi e mezzi da usare all’estero». Intanto, ieri la Corte di Appello di Bologna ha ordinato la consegna alla Suprema Corte Federale di Cassazione della Germania di Sehrii Kuznietsov, l’ucraino arrestato alla fine di agosto a Rimini, dove si trovava in vacanza con la famiglia accusato del sabotaggio ai gasdotti Nord Stream. Il 26 settembre 2022, ricordiamolo, quattro esplosioni sottomarine danneggiarono tre linee del doppio gasdotto che trasportava gas russo in Germania. L’inchiesta della Procura Federale tedesca si è conclusa con l’incriminazione di un gruppo di esponenti delle forze speciali ucraine, tra i quali appunto Kuznietsov, accusato di aver coordinato le operazioni dei sommozzatori dalla nave Andromeda.
I giudici hanno sottolineato che «il sabotaggio è commesso al di fuori del teatro della guerra, in un paese terzo ed in acque internazionali, in danno anche di un Paese, la Germania, non coinvolto nel conflitto». Il difensore di Kuznietsov, l’avvocato Nicola Canestrini, annuncia ricorso in Cassazione contro l’estradizione in Germania: «Sono stati violati», dice Canestrini, a quanto riporta l’Adnkronos, «diritti fondamentali: equo processo, condizioni di detenzione e immunità funzionale. non possono essere sacrificati in nome di una cooperazione giudiziaria automatica». Oggi in Cassazione si discute il ricorso presentato dal legale contro la decisione, sempre della Corte di Appello di Bologna, che ha confermato la custodia in carcere per Kuznietsov.
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