- Il tycoon annuncia una piattaforma in cui utilizzare le monete digitali in alternativa alle banche e alla finanza tradizionale. L’idea si fa strada anche nell’area extra euro: gli istituti centrali di Svizzera e Norvegia investono in attività legate al Bitcoin.
- «Le valute alternative sono numerate e quindi preziose, come il metallo giallo».
Lo speciale contiene due articoli.
Gli investimenti in bitcoin e criptovalute escono dalla zona d’ombra assumendo un ruolo di primo piano nei portafogli di investitori grandi e piccoli. Donald Trump ne ha fatto la bandiera per guidare la rivolta del ceto medio americano contro l’arroganza del sistema bancario.
L’accelerazione di questi giorni è impressionante. In Europa c’è la notizia di un avvicinamento a questo mondo delle valute digitali, finora considerato con molta diffidenza, da parte delle Banche centrali di Svizzera e Norvegia.
Anche a Wall Street, come emerge dalle relazioni semestrali pubblicate dopo il 30 giugno ci sono importanti novità. Morgan Stanley ha investito in Etf basati sulle cripto 187 milioni di dollari e Goldman Sachs 418 milioni. Per due delle più grandi banche d’affari del mondo si tratta di spiccioli. Tuttavia le operazioni sono indicative di un cambio di atteggiamento superando antiche diffidenze piuttosto diffuse
Per esempio Warren Buffett, il guru di Omaha, si è sempre tenuto lontano dalle monete digitale giudicandole attività troppo rischiose ed enigmatiche. La diffidenza è stata superata acquistando azioni per un miliardo in NuBank, una banca digitale che investe in cripto.
Ancora più sorprendente è la notizia che riguarda le banche centrali di Norvegia e Svizzera.
A Oslo hanno investito 75 milioni di dollari e a Berna 180 milioni in MicroStrategy l’azienda statunitense nota come il più grande detentore di Bitcoin al mondo, una vera e propria cassaforte di moneta digitale quotata al Nasdaq.
Al di là delle cifre che possono sembrare modeste vista l’importanza dei protagonisti è rilevante il valore simbolico. Due banche centrali che investono in attività legate alle criptovalute. Una scelta senza precedenti che dimostra l’approccio differente verso un tipo di investimento considerato parente prossimo di una scommessa. Significativo, soprattutto il il fatto che le due banche centrali non appartengano all’Eurozona e quindi non soggette alla vigilanza della Bce. Come sempre la prima preoccupazione dell’Unione europea è quella delle regole. Sempre più stringenti e sempre più invasive.
Così è stato preparato il Markets in Crypto Assets Regulation (Mica) che ha come punto principale la costruzione di una gabbia di ferro che, con la scusa di proteggere gli investori finiosce per mettere il bavaglio ad ogni novità.
Altrove, invece è diverso. La liberta crea ricchezza.
L’euforia da «taglio dei tassi» contagia anche l’ambiente delle criptovalute ed ecco puntualmente che i suoi fans si spingono a proiezioni mirabolanti. Bitcoin potrebbe registrare un’impennata del +200% nell’attuale ciclo, secondo l’analista di Real Vision Jamie Coutts, arrivando potenzialmente a una valutazione a sei cifre. Secondo Coutts, il rally sarebbe stimolato dalla discesa del dollaro. Se l’indice del dollaro statunitense attualmente a 101,95, scenderà significativamente al di sotto di quota 101, spinto dalle continue iniezioni di liquidità delle banche centrali, allora su Bitcoin si scateneranno gli acquisti.
Tanto più adesso che Donald Trump ha annunciato su Truth l’imminente lancio di una piattaforma di criptovaluta, presentandola come alternativa a banche e istituzioni finanziarie. Una bandierà di libertà.
«Per troppo tempo, l’americano medio è stato schiacciato dalle grandi banche e dalle élite finanziarie. È tempo di prendere posizione, insieme», ha scritto sul suo social. Il tycoon non ha fornito dettagli sul contenuto esatto del progetto, chiamato «The DeFiant Ones».
Il suo post mostra l’immagine ormai iconica dell’ex presidente, con il pugno chiuso, pochi istanti dopo un tentativo di assassinio il mese scorso durante un raduno in Pennsylvania.
Due dei suoi figli, Eric e Donald Jr, che guidano la holding familiare Trump Organization, hanno descritto il progetto nelle ultime settimane come «immobiliare digitale». Ciò potrebbe riferirsi allo scambio di asset nei mondi virtuali del metaverso o a un metodo per rendere disponibili asset del mondo reale per essere acquistati e venduti in token simili a bitcoin.
Durante la sua presidenza, Trump aveva definito le criptovalute una truffa, ma da allora ha cambiato radicalmente posizione, presentandosi come un «presidente pro-bitcoin» se eletto a novembre. Così facendo, si oppone all’amministrazione Biden, che è vista come una sostenitrice della regolamentazione del settore.
Ma la rivale di Trump alla Casa Bianca, Kamala Harris, che è anche vicepresidente di Biden, ha posizioni più aperte verso le criptovalute.
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