Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura, è il primo firmatario della proposta sulla pirateria digitale, che tutelerà l’audiovisivo. «Con questo nuovo testo assumerà un ruolo da protagonista l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che con un proprio provvedimento potrà ordinare l’oscuramento del sito dopo trenta minuti» spiega a La Verità. «L’oscuramento dei siti sarà presto operativo e la campagna di comunicazione prevista dalla legge contro gli atti di pirateria è in fase di progettazione».
Continuano gli scioperi degli attori di Hollywood. Ci saranno ricadute sulla mostra del cinema di Venezia?
«La dimensione internazionale e americana è salvaguardata dalla presenza degli attori delle produzioni indipendenti. Il cinema continua ad essere un’eccellenza per la nostra nazione e ancora una volta la mostra di Venezia certifica questa centralità nello scenario mondiale. Il governo Meloni lavora per fornire strumenti più efficaci all’industria cinematografica e audiovisivo. Presto saranno operative le modifiche ai decreti sui contributi “selettivi”, “promozione” e “destinazione cinematografica”. Dall’ascolto con le categorie inizierà un percorso di innovazione del tax credit produzione».
La protesta riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale.
«La commissione Cultura della Camera che presiedo sta svolgendo un’indagine conoscitiva sull’impatto dell’innovazione in vari settori, dalla cultura all’editoria, all’istruzione fino allo sport. Il professore Paolo Marzano ci ha illustrato come l’intelligenza artificiale possa sostituirsi interamente, dal processo di sceneggiatura a quello di produzione, scegliere location reali, fare un casting, creando un film stile Scorsese ambientato nella New York degli anni ’70 in poco meno di un’ora. Padre Paolo Benanti, ha mostrato la necessità di un approccio antropocentrico allo sviluppo degli algoritmi. Dobbiamo usare un approccio multilaterale per regolamentare l’intelligenza artificiale, con regole globali. Al termine dell’indagine conoscitiva il Parlamento esprimerà una propria proposta».
A livello europeo è entrato in vigore il Dsa il Digital services act che permette di oscu-rare le opinioni sgradite
«Il Dsa è nato con l’obiettivo di creare un ambiente online più sicuro, riconoscendo alle piattaforme un ruolo di responsabilità ben più marcato. Vogliamo capire se il Dsa per-metterà o meno di oscurare, in tempo reale, contenuti dannosi e illegali. Sull’applicazione concreta vigileremo e monitoreremo gli effetti anche col nostro gruppo europeo. Esiste comunque un tema sul giornalismo da clickbaiting: da settembre me ne occuperò, in qualità di presidente della commissione Editoria. Anche le grandi testate e il giornalismo virano verso il sensazionalismo per maggiori visualizzazioni dei siti e monetizzare. È un tema molto serio di autorevolezza dell’informazione e di fiducia nei media su cui il parlamento lavorerà: anche i grandi giornaloni sono infarciti di notizie di gossip e fake news. C’è anche un tema di deontologia: senza aver nemmeno letto il libro, Vannacci – per qualche click in più – è stato trattato come un mostro. Può essere occasione di regolamentare il fenomeno approfittando proprio del regolamento europeo».
C’è il rischio che i valutatori indipendenti colpiscano opinioni sgradite. La Verità è stata censurata su Youtube.
«Il Dsa che va letto in combinato con il Dma, ha introdotto un quadro orizzontale per tutte le categorie di contenuti, prodotti, servizi e attività sui servizi di intermediazione nel quale viene delineato un regime di responsabilità diversificato in base ai servizi offerti e alla dimensione del fornitore ed ha introdotto un’ampia gamma di obblighi di trasparenza ma anche organizzativi e procedurali che sarà importante declinare rispetto anche le particolarità dell’Ia e del Metaverso. Convocherò in commissione Cultura i vertici di Alphabet e Meta per chiedere contezza dei criteri utilizzati nelle politiche di cancellazione e moderazione. Gli account giornalistici dovrebbero essere soggetti alla giurisdizione dell’Ordine».
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