Per le Borse dei Paesi Nordici il 2024 è iniziato molto bene (+13%) con un rialzo maggiore di quello dell’indice generale Msci Europe (+10%), confermando quindi la tendenza dell’ultimo decennio della sovra performance dei quattro nordici (Danimarca, Norvegia, Finlandia e Svezia) con un rendimento medio annuo superiore di quasi 6 punti percentuali.
«Questo è stato giustificato dall’andamento molto positivo di queste economie che rappresentano una delle parti più ricche del pianeta e dove gli abitanti possono godere di alcuni dei più alti standard di vita a causa di divari salariali relativamente ridotti, un altissimo tasso di occupazione, tassazione molto elevata ma combinata con istruzione e sicurezza sociale accessibili», spiega Salvatore Gaziano, direttore investimenti di SoldiExpert Scf. «Tutto ciò, nonostante diverse criticità come un mercato immobiliare in forte discesa e tensioni geopolitiche che arrivano dalla vicina Russia che hanno costretto Svezia e Finlandia ad aderire alla Nato, spingendo alle stelle soprattutto le spese militari».
Senza dubbio, il campione dei titoli dell’area scandinava è Novo Nordisk che è arrivato a valere il 30% dell’indice Msci Nordic e rappresenta oggi circa il 70% della Borsa danese come capitalizzazione grazie alle performance del titolo salito di oltre il 300% negli ultimi tre anni. Si tratta di una multinazionale specializzata nella cura del diabete, dell’emofilia, dei disturbi della crescita e della terapia ormonale sostitutiva ed è il produttore del 49% dell’insulina globale. È fra le società «nordiche» più seguite dagli analisti di tutto il mondo e negli ultimi anni ha deciso di puntare forte sui farmaci contro l’obesità (come la statunitense Eli Lilly).
Il colosso danese, primo gruppo europeo a superare i 500 miliardi di dollari di capitalizzazione, è stato infatti il pioniere della cura del diabete. Ora la metà del suo fatturato deriva da siringhe antiobesità (Wegovy e Ozempic, che è un farmaco antidiabetico derivato da essa). Questi due medicinali, sviluppati dalla molecola semaglutide, ma dosati diversamente stimolano la produzione di insulina e imitano l’ormone GLP-1 rilasciato naturalmente dall’intestino dopo i pasti. Questo aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue, a ridurre la sensazione di fame e ad aumentare la sazietà.
Una fama, insomma, positiva per le Borse dei Paesi nordici che è stata costruita grazie anche alla capacità di attrarre sui listini risparmiatori e aziende piccole e medie a differenza di altri Paesi europei. Merito di un ecosistema dei mercati dei capitali fiorente dove, per esempio, la Svezia ha creato un ambiente favorevole alle quotazioni in Borsa.
«La cultura dell’investimento è dunque radicata e i fondi pensione svedesi investono massicciamente in azioni nazionali, così come i piccoli investitori, grazie a un’elevata alfabetizzazione finanziaria e prodotti finanziari accessibili. Questo ha consentito sul listino di Stoccolma anche di attrarre aziende straniere grazie alla sua liquidità e alla presenza di investitori specializzati», ha concluso l’esperto.
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