Da inizio anno il settore dei titoli assicurativi è complessivamente calato in Europa del 6%, avendo fatto comunque molto meglio dell’indice generale europeo (-17%). Molte compagnie avevano programmato acquisti di azioni proprie, una migliore allocazione del capitale e previsto flussi di cassa più elevati, ma lo scenario è peggiorato dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. In particolare, i problemi sono arrivati per tutte le società che trattavano polizze di natura finanziaria, prodotti che con il ribasso dei mercati hanno faticato a fare raccolta.
Così, le compagnie specializzate nella riassicurazione come Swiss re, Munich re o Scor si sono trovate a gestire anche un evento problematico dal punto di vista delle coperture da garantire, come gli effetti del conflitto russo-ucraino insieme con diverse altre catastrofi naturali.
Inoltre, come ricorda Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert scf, «il forte rialzo dei tassi di interesse non è sempre una buona notizia per le compagnie assicurative molte forti, soprattutto nel ramo delle gestioni separate. Le importanti svalutazioni dei prezzi che si sono registrate nel 2022 stanno erodendo le plusvalenze nette ancora presenti nei portafogli delle società assicurative italiane, pieni di titoli di Stato in particolar modo del nostro Paese».
D’altronde, il saldo tra plusvalenze e minusvalenze latenti nel bilancio delle assicurazioni è divenuto negativo per 6 miliardi ed è «la prima volta da diversi anni» ha ricordato la scorsa settimana il presidente dell’Ivass Luigi Federico Signorini.
Nel ramo danni inoltre l’impennata dell’inflazione e l’innalzamento dei tassi e degli spread stanno iniziando a mordere e il rischio principale è che i rincari delle riparazioni e dei ricambi interrompano il processo di riduzione del premio dell’Rc auto.
Così, con questi chiari di luna, il bilancio dei titoli assicurativi risulta essere a tinte fosche. Alcuni titoli molto legati a prodotti finanziari hanno subito un certo scossone in Borsa. Aviva, ad esempio, ha ceduto a tre anni il 26,2% circa, così come Scor (-41,7% in 36 mesi). Ci sono, però, titoli, nonostante tutto si sono comportati meglio, come Munich re, società il cui titolo è cresciuto del 16% in tre anni. Molto bene pure Zurich, colosso che in 36 mesi è salito del 60,2%. Anche l’Italiana Unipol non si è data per vinta ed è cresciuta di quasi il 15%.
Certo è che il settore è in un momento di difficoltà e la speranza è che questo possa essere un momento per fare acquisti a prezzi di saldo. Tra i pochi prodotti che aiutano a investire nel settore diversificando c’è il Lyxor stoxx Europe 600 insurance ucits etf, replicante che è cresciuto in tre anni solo del 5,45%.
Quello dell’assicurativo, insomma, è un terreno complicato. Si tratta di uno dei settori forse più legati alle attuali crisi geopolitiche e di mercato e questo lo porta a soffrire di una certa volatilità. Il consiglio, insomma, è di investirvi solo dopo aver consultato un consulente esperto. Altrimenti, il rischio è dormire sonni poco tranquilli.
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