Usa 2024: in attesa del voto repubblicano in Nevada
(Ansa)

È una situazione alquanto bizzarra quella che caratterizza quest’anno la competizione per la nomination presidenziale repubblicana in Nevada. In loco si terranno infatti sia delle primarie sia un caucus.

Ma come si spiega una simile stranezza? Storicamente il Nevada ha sempre tenuto dei caucus che, ricordiamolo, sono delle assemblee ristrette degli attivisti di partito. Tuttavia nel 2021 questo Stato ha approvato una legge per istituire delle primarie: secondo il New York Times, ciò è avvenuto a seguito di alcuni problemi che si erano verificati durante il caucus del Partito democratico, tenutosi nel 2020. Il Gop non ha tuttavia accettato il nuovo sistema, criticando in particolare la disposizione che consente il voto per posta.

Per tale ragione, i repubblicani hanno deciso di organizzare comunque un caucus. Inoltre, la sezione locale del Gop ha stabilito che i delegati verranno assegnati al vincitore del caucus stesso e non a quello delle primarie. Non solo. È stato anche stabilito che chi si candida alle primarie non possa fare altrettanto al caucus e viceversa. Di contro gli elettori repubblicani potranno votare in entrambe le competizioni, che si terranno in giorni diversi. Le primarie sono previste per il 6 febbraio, mentre il caucus avrà luogo due giorni più tardi.

Da qui è sorto il paradosso. Donald Trump è candidato al caucus, mentre Nikki Haley si è iscritta alle primarie. Ne consegue che l’ex presidente vincerà quasi certamente tutti i 26 delegati in palio. Non a caso, la Haley ha già lasciato chiaramente intendere di non essere intenzionata a fare campagna elettorale in Nevada. Dopo i deludenti risultati in Iowa e New Hampshire, l’ex ambasciatrice si sta infatti concentrando sul South Carolina, dove si voterà a fine febbraio. Domenica, la Haley ha d’altronde affermato di voler restare in campo almeno fino al Super Tuesday del prossimo 5 marzo (non specificando tuttavia che cosa voglia fare eventualmente dopo).

Ora, oggettivamente quella in Nevada non è una competizione cruciale. Tuttavia potrebbe avere degli effetti sulla corsa per la nomination. Una nuova vittoria a valanga di Trump potrebbe ulteriormente consolidare il suo status di frontrunner, mettendo in difficoltà la Haley in South Carolina. Non dimentichiamo infatti che, nonostante sia stata governatrice di questo Stato dal 2011 al 2017, la diretta interessa qui non avrà politicamente vita facile. La base repubblicana locale è molto più vicina al trumpismo di quella del New Hampshire. Inoltre, Trump ha già ricevuto l’endorsement di due pesi massimi del Gop di questo Stato: il governatore Henry McMaster e il senatore Tim Scott. Insomma, l’ex presidente punterà a sfruttare al massimo gli effetti del suo probabilissimo trionfo in Nevada, per trasmettere agli elettori l’immagine di candidato sempre più “inevitabile”. Al momento Trump ha 32 delegati contro i 17 della Haley. Il Nevada potrebbe portarlo a quota 58, lasciando l’avversaria a secco.

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