Napoleone Macron fa sogni di guerra: «Raddoppio il bilancio dedicato alla Difesa»
Celebrando la Bastiglia il capo dell’Eliseo esonda: «Europa mai così in pericolo dal 1945, dobbiamo difenderci da soli».
Celebrando la Bastiglia il capo dell’Eliseo esonda: «Europa mai così in pericolo dal 1945, dobbiamo difenderci da soli».
Di fronte alla minaccia dei Fratelli musulmani il presidente convoca il Consiglio di Difesa. Il rafforzamento delle «regole esistenti» però è una minestra riscaldata.
Nel Paese transalpino 9 cittadini su 10 si sentono meno protetti, ma leggi contro i minori criminali vengono bocciate. Tra aggressioni, omicidi e violenze impunite, Macron viaggia all’estero mentre la democrazia scricchiola e il governo rischia di cadere.
Al Salone dell’aeronautica di Parigi grossi pannelli nascondono le armi dell’esercito di Gerusalemme: «Sono quelle usate a Gaza». La replica: «Ci mettono in un ghetto».
Prima il presidente usa lo slang delle banlieu («Champion mon frère!») per celebrare il successo nella finale con l’Inter, poi invoca il pugno duro contro la devastazione. Il solito equilibrismo che negli anni ha portato al caos migratorio in Francia.
L’Assemblea nazionale approva il testo (a favore pure deputati del Rn). Palla al Senato.
Palma d’oro a «Un simple accident», dell’iraniano Panahi. Italiani a bocca asciutta.
Spiazzata dall’attivismo italiano la guida dei «volenterosi» prova a riprendersi la scena. E spinge la Svizzera, che Mosca però non ritiene neutrale. Intanto la brigata ucraina aiutata da Parigi è in emergenza diserzioni.
Il presidente tenta di celare la sua debolezza interna con un intervento di tre ore in tv, dopo aver vagheggiato di piazzare armi nucleari transalpine in Polonia.
A Parigi, orde di «tifosi» provenienti dalle periferie festeggiano la finale raggiunta dal Psg incendiando auto e devastando vetrine. Emmanuel Macron, che pensa solo a imbellettarsi davanti agli occhi dei leader stranieri, dimentica la sicurezza interna. E questi sono i…
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