La finta sapienza della bolla social ha narcotizzato la vita democratica
L’analisi del filosofo Jürgen Habermas nel suo ultimo libro coglie la distonia tra un mondo iper connesso e l’esercizio dei diritti.
L’analisi del filosofo Jürgen Habermas nel suo ultimo libro coglie la distonia tra un mondo iper connesso e l’esercizio dei diritti.
Il filosofo francese propone di recuperare quei valori umani rimossi dall’Illuminismo. Logica e passione devono dialogare.
Il rapporto paternità-figliolanza ricorre sovente nelle storie del romanziere scomparso.
Sempre più under 35 sono insofferenti verso la spinta collettiva all’omologazione e avvertono la necessità di «rientrare in sé stessi». Non sono questioni individuali, ma il segnale di un mutamento politico e culturale.
L’Europa, in continua ricerca di cose da fare, si lancia in stravaganze «ambientaliste». Ma Jj4 ci interroga su un mondo riempito di «diritti» che scorda gli obblighi dell’uomo.
La boria tecnologica pretende che le macchine sostituiscano l’uomo. Eppure, alla prova dei fatti, l’intelligenza artificiale spesso deraglia. Come dice lo psicologo Gerd Gigerenzer, non tutto è riducibile a numeri e calcolo: servono anche ragione e intuizioni umane.
L’Occidente postmoderno è afflitto da una forma di follia che disumanizza la nostra vita, frantumandola in una serie di «cose». La spinta Ue sull’utero in affitto spiega tragicamente il fenomeno: una casta burocratica riduce la maternità a una mera funzione.
Il recente documento di Bruxelles sulla maternità surrogata è un attacco a una funzione sociale, ma soprattutto a un simbolo universale all’origine degli uomini e delle nazioni.
Fatte le leggi su divorzio e aborto, negli anni Settanta, l’Italia ha trascurato genitori e figli e s’è occupata solo di potentati economici. Ora il governo deve risanare un’istituzione ferita. Che però resta centrale per i cittadini europei, nonostante i…
La partecipazione di popolo alle esequie di Elisabetta II è un gesto di rottura verso un sistema mediatico che nega il valore del sacrificio. E ha ridato significato alla morte, il grande tabù dell’epoca dei consumi.
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